Seguici sui Social

Caserta e Provincia

La gaffe del prete veterano: ‘Preghiamo per le donne, ma quali donne?’

PUBBLICITA

Pubblicato

il


Da mesi la comunità religiosa della Piccola Casetta di Nazareth non trova pace. Il precedente come sanno tutti è stato il caso mediatico e ora giudiziario a carico di Don Michele Barone dal quale è scaturito un vero e proprio terremoto religioso, socioculturale, giudiziario, ed altro.
Tutti ormai conoscono la telenovelas del sacerdote accusato di riti esorcistici abusivi, con alcune trame da film dell’horror. Nel contempo proprio nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, in assenza del parroco Don Vittorio Cumerlato, il suo predecessore, il veterano don Luigi Menditto prendendo la parola in chiesa per la Messa domenicale, presso i locali della parrocchia Santa Croce avrebbe commesso su questo delicato tema una gaffe che a sua volta avrebbe registrato la reazione dei fedeli.
La frase finita sotto accusa è la seguente: “Preghiamo per le donne, ma quali donne?”. Ai più, oltre che una giustificazione, è sembrata un puntare il dito contro un certo tipo di donne. Da qui il polverone di polemiche e chiacchiere che condito con i precedenti casi che hanno colpito la comunità riportano in questa cittadina il problema culturale della visione della donna.

LEGGI ANCHE  I lavoratori Whirlpool: 'Scellerato togliere incarico di assessore a Buonanno

 Gustavo Gentile



Continua a leggere
Pubblicità

Attualità

Prosciugano il conto corrente a una pensionata al Nord: denunciata banda di casertani

Pubblicato

il

Prosciugano il conto corrente a una pensionata al Nord: denunciata banda di casertani.

Gli agenti del commissariato di Adria, nel Rodigino, hanno denunciato una banda di otto persone, tutte residenti nel Casertano, per “accesso abusivo al sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona, riciclaggio di denaro e concorso in reato”. I sette uomini e la donna sono accusati di aver derubato una pensionata polesana di 40mila euro che erano l’intero ammontare dei suoi risparmi. L’indagine della polizia adriese è scattata quando una pensionata ha denunciato il furto dal suo conto corrente.

La vittima aveva aggiunto che il suo telefono aveva smesso di funzionare e il suo gestore l’aveva informata che qualcuno, a suo nome, aveva denunciato lo smarrimento della sim, richiesto l’attivazione e la consegna di una nuova scheda. Gli investigatori hanno subito pensato che si trattasse di una ‘sim swap’, ossia una frode informatica iniziata mediante un attacco hacker finalizzato a carpire i dati bancari ed anagrafici della titolare del conto bancario e i codici dell’home banking.

LEGGI ANCHE  Via libera ai rientri dal Regno Unito: c'è l'obbligo di avvisare l'Asl per effettuare il tampone

E’ scatta così la ricerca del negozio di telefonia coinvolto (involontariamente) nella frode e, una volta trovatolo, sono state passate al setaccio le immagini di video sorveglianza. Parallelamente sono stati individuati gli sportelli bancari dove i malviventi avevano effettuato i prelievi. Le immagini acquisite sono state comparate per dare un volto ai truffatori, che sono stati rintracciati anche nell’archivio fotosegnaletico della polizia.

Infine, su delega della procura distrettuale di Napoli, competente per materia e territorio, sono stati eseguiti otto decreti di perquisizione personale e domiciliare, con contestuale avviso di garanzia, ai danni di altrettanti indagati, tra cui una donna, quasi tutti con precedenti specifici. Durante le perquisizioni, sono stati trovati i computer utilizzati per la truffa e carte di debito e credito adoperate per compiere le frodi. La banda è stata quindi accusata di “accesso abusivo al sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona, riciclaggio di denaro e concorso in reato”.

Continua a leggere

Le Notizie più lette