Sala degli Specchi gremita ieri sera per il primo incontro ufficiale tra il Museo di Capodimonte e il Museo Correale. Ad organizzare il convegno con il direttore francese Sylvain Bellenger, l’associazione Amiche del in collaborazione con il museo sorrentino. “La cultura è un viatico importante per attrarre turisti – ha detto il sindaco del Comune di Giuseppe Cuomo – lo è a Napoli come a Sorrento: quando si parla bene della terra partenopea ne abbiamo effetti positivi anche noi. Nel nostro caso quando parliamo di cultura, essa non può che passare attraverso il Museo Correale”. L’intervento di Sylvain, esperto di arte e filosofia, direttore francese del Museo napoletano, già direttore a Chicago, ha attirato per oltre un’ora l’attenzione della platea: «A Napoli c’è una cultura dell’accoglienza che non ha eguali nel mondo, ma c’è ancora molto da fare sulla filosofia del lavoro e sulla burocrazia». Bellenger ha parlato dell’importanza della democratizzazione della cultura sul modello americano, della forza della partecipazione popolare all’arte, che ha permesso al museo di intercettare interesse e fondi, e del mecenatismo con cui, ad esempio, attraverso un’associazione statunitense, il Museo di Capodimonte ospita per due anni un curatore americano ricevendone consigli pratici sotto il profilo procedurale e dando in cambio la conoscenza della cultura italiana che ha un gran valore nel mercato straniero. Non sono mancati aneddoti sulle difficoltà incontrate nella gestione del Museo napoletano e le grandi soddisfazioni ricevute a seguito di iniziative fatte e in itinere, come l’adozione di una panchina, la pulizia e l’apertura del Bosco di Capodimonte, la realizzazione di campi di calcio e di rugby, le mostre di grande valore e l’opera di digitalizzazione dell’immenso patrimonio museale. “Questa è la mia prima volta al in veste ufficiale – ha raccontato poi Bellenger – ma io conosco molto bene questo museo: ci sono venuto da bambino e poi quando ero un giovane professore di filosofia ed è veramente uno scrigno d’arte”.
“Sono felice di aver notato, nel nostro piccolo, delle analogie tra le iniziative del Museo di Capodimonte e il Museo Correale – ha detto il Presidente del Gaetano Mauro – Il fatto che un uomo di esperienza come Bellenger abbia puntato sull’adozione e sul giardino fruibile ai cittadini ci dà forza e coraggio per continuare sulla nostra strada”.
“Siamo onorati di ospitare qui Sylvain Bellanger – ha concluso il direttore del Museo Correale Filippo Merola – soprattutto nell’ottica di collaborazione con gli altri Musei per cui stiamo lavorando da quest’anno insieme a tutto il direttivo”. “Ci siamo fatte promotrici di questo evento – spiega la presidente dell’associazione Amiche del Museo Correale Monica Rocco – per ascoltare il direttore Bellenger parlare della ventata di novità che ha portato a Capodimonte e del suo modo di intendere la funzione del Museo come occasione di sviluppo economico di una città. Siamo sicure che questo incontro sarà foriero di un nuovo spirito propulsivo anche per le iniziative della nostra associazione”. Intanto il Museo Correale si prepara ad accogliere per la prima volta il prossimo 4 dicembre un presepe del ‘700, che sarà visitabile gratuitamente al pubblico al piano terra, e ad allargare la propria collezione con la donazione di porcellane fatta dal professor Stelvio e dalla signora Marinetta Di Bello.

LEGGI ANCHE  Massa arbitrerà Roma Napoli mentre Inter Juve va a Mariani
ADS



Regina Ada Scarico, ha lavorato per oltre 15 anni nel mondo del teatro e dello spettacolo in generale e ha avuto esperienze molto lunghe in qualità di amministratrice e coordinatrice di compagnia in spettacoli complessi, con numerosi attori e personale. Ha curato, sempre nell’ambito delle compagnie teatrali e anche nell’ambito più generale dell’organizzazione di eventi, sia i rapporti con Enti e soggetti terzi sia quelli con la stampa e il mondo dei mass media, avendo gestito più volte in piena autonomia l’ufficio stampa in occasione di spettacoli, rassegne, mostre ed eventi

    Adl sibillino: “Il pari col Chievo? Se parlo, destabilizzo spogliatoio”

    Notizia precedente

    Quando l’artigianato fa la pace con la tradizione, ecco “L’oro di Napoli”

    Notizia Successiva

    Ti potrebbe interessare..