“Abbiamo ritrovato lo spirito garibaldino, la squadra ha cambiato modo di pensare e di andare in campo. Negli allenamenti non ci sono riuscito nei primi 2-3 giorni, poi ci siamo ritrovati. Questo è lo spirito Chievo. Abbiamo provato a mandare il Napoli al cross, perché nelle zone centrali hanno grande qualità. Abbiamo difeso bene nel primo tempo, concedendo poco. La squadra mi è piaciuta, ho chiesto compattezza e coraggio. Siamo stati sul pezzo per 95′, sull’aspetto tecnico-tattico sapevamo anche di poter concedere qualche corner in più. Ne abbiamo concessi troppi, ci prendiamo il pari e l’abbiamo sudato contro una grande squadra. Il Napoli prenderà spunto dalla gara di oggi, mercoledì conquisterà una grande vittoria”.
Trapiantato a Bergamo il cuore che si era reso disponibile per il piccolo Domenico
Era una speranza fragile, durata pochi giorni, poi svanita davanti al responso della medicina. Il cuore che si era reso disponibile per Domenico, il bambino di due anni di Nola già sottoposto a un trapianto lo scorso dicembre, non poteva essere impiantato di nuovo. Il verdetto era arrivato il 18 febbraio dall’Heart Team riunito all’Ospedale Monaldi, che aveva chiarito come l’organismo del piccolo non fosse in grado di sopportare un secondo intervento così invasivo.
Ma quel cuore non ha smesso di battere per qualcuno. A centinaia di chilometri di distanza, l’organo ha riacceso una speranza concreta per un altro bambino, compatibile e in cima alla lista d’attesa. L’intervento è stato eseguito con successo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, uno dei principali centri italiani per i trapianti pediatrici.
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Ma quel cuore non ha smesso di battere per qualcuno. A centinaia di chilometri di distanza, l’organo ha riacceso una speranza concreta per un altro bambino, compatibile e in cima alla lista d’attesa. L’intervento è stato eseguito con successo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII, uno dei principali centri italiani per i trapianti pediatrici.
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