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Diciannovesima edizione della vendemmia a Pompei. Giovedì 25 ottobre in piazza Anfiteatro

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La rituale raccolta delle uve dei vigneti nell’area archeologica si ripropone come da tradizione, giovedì 25 ottobre presso il vigneto della estivo per celebrare la diciannovesima edizione della a , frutto di un rigoroso percorso scientifico di studio delle antiche tecniche di viticoltura.
Brindisi di buon augurio alle ore 10.00 con il Direttore Generale Massimo Osanna e il Prof. Piero Mastroberardino per celebrare la consolidata collaborazione con l’Azienda Vinicola Mastroberardino che, nell’ambito degli studi di botanica applicata all’archeologia condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco archeologico di , si è negli anni presa cura delle ricerche preliminari, dell’impianto e della coltivazione dei vigneti dell’antica , oltre a dar vita al pregiato ”.
Quest’anno gli appassionati di potranno degustare il Annata 2011, prima produzione frutto dell’ggio storico di Piedirosso e Sciascinoso cui si aggiunge il primo raccolto di Aglianico.
Risale infatti al 2007 l’ampliamento del progetto con l’individuazione di ulteriore aree da ripristinare a vigneto, destinandole integralmente alla coltivazione del nobile vitigno Aglianico – una delle varietà più rappresentative della viticoltura dell’antichità – naturalmente adatto alla produzione di grandi vini rossi da lungo invecchiamento. La forma di allevamento selezionata a tale scopo è stata l’alberello, che meglio si adatta, nel microclima di , al vitigno Aglianico, in un connubio perfetto tra il vitigno di origine greca (“Vitis Hellenica”) e la tipica potatura corta ellenica.
L’idea progettuale, nata nel 1994, ha dapprima interessato un’area limitata degli scavi, per poi ampliarsi e giungere oggi a interessare 15 aree a vigneto ubicate tutte nelle Regiones I e II dell’antica (tra cui Foro Boario, estivo, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, l’Orto dei Fuggiaschi, ecc.) per un’estensione totale di circa un ettaro e mezzo e per una produzione potenziale di circa 40 quintali per ettaro.
Il rappresenta un modo unico per raccontare e far conoscere con la sua cultura e la sua tradizione antica e quale luogo di valorizzazione e, al tempo stesso, di difesa del territorio, del paesaggio e dell’ambiente

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Cronaca

Sequestrate ad Arzano 139mila mascherine non a norma

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Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei servizi di controllo sull’osservanza delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica, ha sequestrato, in un esercizio commerciale di Arzano gestito da un cittadino di origine cinese, oltre 139.000 mascherine sprovviste del marchio CE, pronte per essere messe in vendita.

 

In particolare, i finanzieri del 1° Nucleo Operativo Metropolitano hanno individuato, all’interno di un grosso rivenditore di Arzano oltre 139.000 dispositivi di protezione individuale, tra mascherine “spacciate” per chirurgiche e KN95, anche con filtro.Tutti i prodotti erano privi di documentazione attestante le caratteristiche protettive e delle autorizzazioni e certificazioni per l’importazione. Ben 8.000 di questi erano destinati a bambini.

Posti sotto sequestro anche 200 pseudo visiere protettive e 15 tra termometri e pistole termoscanner ad infrarossi, sprovvisti di certificazione di conformità e alla normativa europea di settore, nonché dei relativi controlli di qualità sul prodotto al fine di consentire affidabilità e certezza nella corretta misurazione della temperatura.

La vendita dei prodotti, al dettaglio, avrebbe potuto fruttare al venditore circa 120.000 euro. L’attività di servizio testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza di Napoli nel contrasto agli illeciti nel settore della sicurezza dei prodotti, finalizzato alla tutela dell’economia legale e della salute dei consumatori.

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