“Saranno presi tutti i provvedimenti necessari per tutelare le forze armate”: lo assicura lo Stato maggiore della Difesa a proposito dell’inchiesta della procura di Napoli sul “sistema fraudolento che sarebbe stato utilizzato per superare le prove del concorso del 2016 per Volontari in ferma prefissata quadriennale nelle Forze armate”. Lo Stato maggiore della Difesa premette che, “fin dall’avvio dei primi accertamenti” della Guardia di Finanza, “erano stati assunti con immediatezza alcuni provvedimenti per impedire il ripetersi di tali illeciti, senza andare ad inficiare le delicate indagini disposte dalla magistratura”. “Nel rinnovare piena collaborazione e disponibilita’ alla Procura per fornire ogni ulteriore elemento che sia ritenuto utile al fine di fare piena chiarezza sulla vicenda, lo Stato Maggiore della Difesa – si legge in una nota – si appresta a intraprendere tutti i provvedimenti possibili nei confronti dei militari e dei civili della Difesa coinvolti, nonche’ a valutare le necessarie misure di autotutela verso quei militari che risulterebbero vincitori di concorso grazie a questo sistema fraudolento e illecito”.
Il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, ha sospeso ad horas dall’Albo il generale in pensione dell’Esercito Luigi Masiello, giornalista pubblicista. Masiello è stato posto agli arresti domiciliari dalla Guardia di Finanza in esecuzione di un’ordinanza emessa dal gip di Napoli su richiesta della Procura partenopea, nell’ambito di un’inchiesta su concorsi truccati per l’assunzione nelle forze armate.
Concorsi truccati nelle forze dell’ordine: udienza preliminare per 15 indagati. Ci sono anche i due generali Fiore e Masiello
Scandalo concorsi truccati. Incardinata l’udienza preliminare dinanzi al tribunale di Napoli e rinviata ad aprile per decidere per gli abbreviati o il rito normale. Tra i 15 i nomi degli indagati compaiono quelli di due generali dell’esercito (Fiore e Masiello). Grazie a raccomandazioni e stratagemmi criminali, come il sistema dell’algoritmo, sono migliaia di soggetti che sono stati assunti nell’esercito nella finanza e polizia. Tra gli indagati c’è anche il nome dell’impiegato del pirotecnico di Capua, il capodrisano Giuseppe Zarrillo, recentemente condannato a quasi tre anni per altri episodi simili di corruzione nell’ambito di concorsi. Al vertice del sistema c’era un generale oggi in pensione dell’Esercito italiano: Luigi Masiello, il quale aveva costruito un sistema chiaro nella sua aberrazione rispetto ai canoni della correttezza e della legalità che dovrebbero essere punti fondamentali per ogni cittadino, ma soprattutto per ogni militare e ancor di più per uno che è riuscito a diventare addirittura generale. Il generale Masiello prendeva 25 mila euro per l’algoritmo senza però garantire al 100% l’assunzione e 50 mila euro per quello che possiamo definire il “pacchetto completo”, comprendente l’algoritmo e anche la garanzia dell’assunzione. E’ stata proprio la denuncia di Giacomo S., persona che si era avvicinata a Masiello proprio per ottenere il posto fisso, a innescare questa clamorosa indagine. Tra gli indagati anche l’altro generale Ciro Fiore del napoletano.
Gustavo Gentile
Concorsi truccati nelle forze dell’ordine: le mazzette erano ‘cestini di fragole’ da 4500 euro ognuno
Il valore della variabile da inserire nell'algoritmo che consentiva ai candidati di ottenere le risposte giuste ai questionari, diventava il numero di binario di un treno, mentre le mazzette pagate erano invece cestini di fragole, ciascuno del valore di 4500 euro. Usavano un linguaggio convenzionale, criptato, le 15 persone coinvolte nell'inchiesta della Procura della Repubblica…
REDAZIONE






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