Non può più avere rapporti sessuali il giovane di ventotto anni che è stato sentito dai giudici della prima sezione penale e ha raccontato tutte le sue vicissitudini, spiegando nei dettagli cosa gli era accaduto nel post operatorio. Un racconto preciso e minuzioso che – secondo le accuse del pm Elena Guarino – versa in una condizione di impossibilità a causa di una colpa medica, quella di un urologo in servizio presso una clinica privata di Salerno, ora a giudizio per lesioni colpose con l’aggravante di aver causato alla vittima una menomazione permanente.
Secondo la procura, come riporta Il Mattino, il medico è accusata di negligenza e imperizia nella gestione del post operatorio di un intervento di circoncisione e plastica di un pene palmato. In aula il giovane ragazzo ha riferito delle sue sofferenze, del suo dolore, dell’infezione che non passava. La pelle del suo organo ha perso elasticità impedendogli di poter aver una vita sessuale. I fatti risalgono al mese di giugno del 2014. Subito dopo l’operazione chirurgica, nel paziente insorse un edema penoscrotale e, secondo le perizie in possesso del pm Guarino, la dottoressa non avrebbe provveduto tempestivamente a revisionare la parte operata. In pratica vi era stato un rigonfiamento della scroto che protegge i testicoli. Dopo venti giorni circa un secondo intervento “riuscito”, a detta del medico: il ragazzo non avrebbe dovuto più avere problemi, era “clinicamente guarito”. Secondo la perizia della procura, invece, era ancora presente l’edema post lesionale e segni di infezione con ritardo di guarigione.

 



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