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Napoli e Provincia

Castellammare: la risposta dell’Anas a Pasquale Afasano dopo il video denuncia di Stabiesi al 100 %

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Lo scorso settembre, la pagina facebook  stabiesi al 100 %, portò al centro dell’attenzione la denuncia del signor Pasquale Afasano. L’uomo convive da anni con un problema che si ripresenta puntuale a ogni temporale: l’allagamento della sua abitazione. La causa primaria vede imputato il viadotto San Marco, sotto il quale è ubicata l’abitazione. Gli allagamenti sono dovuti alla mancata canalizzazione dell’acqua piovana. Opere mai realizzate, contro le quali Afasano ha usato il pugno duro per ottenere una risposta dall’ente che gestisce la SS 145 ovvero l’ANAS. Denunce, lungaggini, burocrazia, giustizia negata, inascoltata, hanno lasciato per anni il problema senza soluzioni fino a quando la situazione è diventata di dominio pubblico. Le immagini riprese, durante le forti piogge, dimostrano chiaramente come l’acqua piovana, in mancanza di canali, fuoriesce dai fori presenti ai lati del ponte. Un effetto cascata, causa di allagamenti non solo all’interno della proprietà di Afasano ma anche di tutta la zona sottostante. L’impatto popolare è stato forte tanto da muovere i vertici della società. A quasi un mese dalla pubblicazione del video, l’ANAS ha inviato una e – mail a Afasano nella quale gli viene comunicato che in merito alla sua pratica,  l’ente ha previsto nel suo piano di lavori, l’esecuzione dei lavori di sistemazione idraulica del Viadotto San Marco. Il filo d’Arianna Stabiesi al 100% ha contribuito a far uscire Alfano dal labirinto governato dal Minotauro ANAS. Una vicenda lunga, asfissiante, che si spera possa essere finalmente risolta.

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Napoli e Provincia

Flash mob Comitato Commercianti Agro Nolano: “La nostra piazza è il vostro cimitero”

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Flash mob Comitato Commercianti Agro Nolano

Unito ai comitati e associazioni della Campania e dell’Italia intera, anche il “Comitato Commercianti Agro Nolano” è sceso in piazza Duomo,a Nola,  ieri sera per manifestare contro gli ultimi DPCM e i provvedimenti adottati dal governatore De Luca.

Una manifestazione statica: un flash mob che ha coinvolto silenziosamente ristoratori, imprenditori e loro dipendenti che, nel rispetto delle distanze segnalate dalle forze dell’ordine, sono scesi in piazza impugnando un necrologio che riportava il decesso della propria attività.
La nostra piazza è il vostro cimitero: questo è il nostro slogan. Questo è un momento apartitico, non ha sigle. Desideriamo abbattere un sistema vecchio, fatto di politici scaricabarile che non si assumono responsabilità, ma le riversano sui cittadini. Piuttosto che concentrarsi sulle migliorie che vanno fatte al sistema sanità, preferiscono bloccare tutto. E pensare che gli stipendi degli statali dipendono dai versamenti di noi contribuenti. Questa è la prima di una lunga serie di manifestazioni silenziose, tranquille, ma non violente.
Chiudendo alle 18 i ristoranti perdono una percentuale di incassi che si aggira intorno al 95%. Nel napoletano le persone iniziano a frequentare i locali a partire dalle ore 21. Chiediamo innanzitutto che ci ascoltino, non possono imporre regole senza sentire le parti coinvolte: noi ristoratori dovremmo essere invitati a partecipare ai comitati, ai tavoli di confronto… Hanno fatto delle leggi, ci hanno imposto delle misure senza mai chiedere la nostra opinione, senza ascoltare i nostri consigli, senza sfruttare il nostro know how“, queste le parole dei rappresentanti del Comitato.
Tutti coloro che hanno protestato chiedono: l’eliminazione dei limiti di orario lavorativo; l’incremento dei posti in terapia intensiva; tutela economica al 100% per tutte le attività costrette a rimanere chiuse perchè creano assembramento; erogazione immediata della cassa integrazione e sua detassazione; esoneri fiscali per i mesi di sospensione e/o limitazione delle attività; blocco degli affitti e riduzione del 50% degli importi per l’anno seguente alla fine della pandemia; azzeramento dei costi fissi in bolletta; contributi economici reali e tempestivi per i ristoratori.
 
Fonte foto: Noi che amiamo Nola

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