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Musica

Vinicio Capossela apre con ‘Leitourghia’ la quaranteseiesima edizione di Settembre al borgo

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Vinicio Capossela apre, mercoledì 5 settembre alle ore 21.00, i concerti di Settembre al Borgo. Al teatro della Torre di Casertavecchia va in scena il primo appuntamento musicale della quarantaseiesima edizione diretta da Enzo Avitabile.
Capossela presenta un nuovo progetto, un concerto che intende riprendere l’uso del canto pubblico come celebrazione rituale. L’ensemble musicale è costituito da strumenti acustici, plettri, aulofoni, corde e tamburi. Ospiti speciali i cantori della Arciconfraternita del SS. Crocifisso e Monte dei Morti che tengono in vita una tradizione orale antichissima, tramandata da generazioni, un canto rituale arcaico che accompagna il periodo quaresimale a Sessa Aurunca e per il quale è stata avviata la richiesta di riconoscimento come patrimonio immateriale dell’Umanità. “Leitourghia, Servizio di Canto Pubblico” (dal greco, leiton pubblico e ergon lavoro) è un titolo che rimanda all’antica Grecia dove ai cittadini più ricchi era imposto di finanziare variegati servizi di pubblica utilità, secondo necessità. In scena con Vinicio Capossela al pianoforte (chitarra, armonio a pedali, armonio indiano) ci saranno Peppe Frana (liuti), Giovannangelo de Gennaro (viella, aulofoni e voce), Peppe Leone, (tamburi a cornice e percussioni) Raffaele Tiseo (violino, violoncello da braccio, viola d’amore).

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Musica

‘Einstein said’ (Quarantine Session), il video dei Psychopathic Romantics

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psychopathicromantics

“Einstein said” è un altro brano estratto dal terzo album degli Psychopathic Romantics, intitolato “Bread & Circuses”, uscito nel 2015 per Freakhouse Records solo in formato digitale e che ora è disponibile finalmente su supporto fisico, in edizione limitata di 300 copie in vinile, ordinabile attraverso le pagine social della band.

La recente uscita del video di “Extra special needs guy” avrebbe dovuto aprire un ciclo di video con cui la band italo americana con base in Campania intendeva rivisitare alcuni brani del disco per offrirne una veste live completamente inedita, acustica e arricchita dalla registrazione in contesti non convenzionali, ma l’improvviso lockdown da pandemia ha costretto il gruppo a rivedere i piani per il secondo video del ciclo, optando quindi per “Einstein said”, in cui i musicisti suonano ognuno dalla propria casa, con strumenti di fortuna e riprendendosi con gli smartphone.

Una scelta ragionata, illuminante e quanto mai attuale durante il lockdown globale. Il brano, infatti, muove dall’attitudine di molte persone a sentirsi in dovere di esprimere sempre la propria opinione con saccenza e arroganza su qualsiasi argomento, troppo spesso senza alcuna cognizione o competenza, spesso giudicando e sparando a zero. Un tranello in cui è facile cadere, specie nell’era dei social. La band attinge ai pensieri di Einstein e a Freud, focalizzandosi su un grande quesito aperto che questa quarantena forzata ci lascia come pesante eredità: “che ci fai qui e qual è il tuo scopo?”, domanda ripetuta in loop alla fine della canzone.

La pandemia da Covid-19, secondo la band, ci ha dato una nuova consapevolezza della forza della natura, capace di reagire e rigenerarsi mentre l’uomo è costretto a farsi da parte. Ne consegue la speranza che forse siamo ancora in tempo per prenderci cura del nostro pianeta, rallentando i ritmi e riappropriandoci del nostro tempo.
Una quarantine session che rappresenta il modo della band di riconnettersi alla natura, di farle sapere che è con lei sempre, come dimostra anche il mood “agreste” del video, tra chi canta mentre rinvasa alcune piante di pomodoro e chi gioca con le percussioni usando cipolle appena raccolte.

[Foto in copertina di Eliano Imperato]

 

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Coronavirus

Vita d’artista e pandemia. Intervista a Stefania e Pasquale: la musica in coppia e in famiglia

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Dal teatro alla musica l’arte fa gli artisti e gli artisti vivono d’arte.
Come il teatro così anche la musica ha fortemente risentito di questa porzione di tempo che, seppure delimitata, sembra durare da così tanto. Tre mesi di fiato sospeso per molti ma anche di bellezza, e vi spiego perché.

Dopo un attore e una illustratrice, due attori, è la volta di due musicisti: una coppia, anche se ‘coppia’ nel loro caso diventa una parola stretta, un po’ riduttiva, e se azzardassi a definirli un collettivo familiare di musici non penso di inciampare sulla sintassi.

Sono Steania Aprea e Pasquale Sorrentino, lei cantante e lui cantante e chitarrista ma poi scrivono, compongono… sono, insieme ad atri musicisti, I Pennelli di Vermeer con un primo figlio batterista in erba sulle orme dello zio, e una seconda figlia arrivata nel mentre si completava questa sorta di “indagine/intervista” ai suoi genitori. Nata quindi tra le parole ma ci tocca aspettare che cresca, almeno un po’.

“Siamo una coppia del vesuviano con uno splendido figlio di quattro anni e una bimba in arrivo”, scrivevano poco prima che la bimba (3 kg di materia artistica) nascesse.
“Ci accomuna, in particolare, la passione per la musica ed è proprio grazie ad essa che ci siamo conosciuti e innamorati nel 2008, portando avanti insieme l’avventura artistico-musicale con il gruppo Pennelli di Vermeer”.

Come e quanto è cambiata la vostra ‘giornata tipo’ rispetto al pre pandemia?
“A dire il vero già un mesetto prima dello scoppio della pandemia ci eravamo un po’ isolati, per portare avanti la seconda gravidanza di Stefania in tranquillità e senza stress. Avevamo, per questo motivo, ridotto drasticamente il numero di concerti live. Poi è arrivato il lockdown che ci ha trovati, quindi, già in modalità “vivere lento”. Per noi è cambiato poco e nulla: abbiamo intensificato quello che già facevamo e quindi crescere un figlio, fare giardinaggio, fare l’amore, leggere, cucinare, impastare pizze, panuozzi, dolci e solo alla fine… suonare qualche canzone”.

Quale l’aspetto che più vi è mancato, o che vi manca ancora, del vostro lavoro?
“Ci mancano soprattutto la musica live e il resto della band. E poi i sorrisi, gli abbracci e i baci degli amici e del pubblico. Ci mancano i palchi sui quali ci esibivamo, quelli dei locali o festival in cui c’è considerazione e rispetto per il nostro lavoro; ci mancano le luci soffuse e l’affetto dei gestori e dei barman che ci coccolano con i loro drink fatti apposta per noi”.

Cosa vi resterà per sempre di questa inedita ‘esperienza’?
“Il lockdown ci ha segnati profondamente e non per le cose che non ci è stato possibile fare, ma perché abbiamo preso consapevolezza del fatto che la nostra “normalità” (quella di tutti noi) è stato il vero problema. Abbiamo capito come vivere di cose essenziali togliendo il superfluo e davanti al dramma che ha accomunato troppe persone, come gli affetti mancati, il lavoro perduto e la difficoltà di arrivare a fine mese, per un attimo abbiamo messo in discussione anche la musica e la sua importanza nelle nostre vite e nella società. Riflessioni che lasciano il segno”.

Cosa ne pensate di questa trasposizione web di tutto, o quasi tutto, il settore artistico – culturale?
“Una canzone non esisterebbe se fosse rinchiusa solo nella testa del suo autore. Qualsiasi forma artistica diventa tale quando è fruibile da terzi. Gli artisti hanno l’esigenza di comunicare col loro pubblico. È istintivo e naturale e il lockdown ci ha messi tutti nelle condizioni di poter arrivare alla gente solo tramite i social. Questo spiega l’esplosione e al contempo l’implosione dell’arte e della cultura sul web al tempo del covid.”

Relativamente alle vostre attività musicale, avete idee e proposte per il futuro? Cosa vi aspettate? Quale il vostro augurio per la ripresa di tutto il settore artistico culturale?
“In un futuro prossimo pubblicheremo il videoclip della canzone “Bruco di gomma” in cui cantiamo una sessualità più libera da stereotipi e tabù. Non abbiamo in cantiere un disco nuovo, ma ci piacerebbe organizzare comunque un calendario di concerti, pur se sottoposti alle norme restrittive del distanziamento sociale. Certo non è un’idea allettante, ma potrebbe essere un ritorno ai tempi in cui ai live si andava perché si era interessati alla musica e non solo al contesto… chissà! In ogni caso speriamo fortemente che il settore artistico/culturale si rianimi al più presto e approdi ad una “nuova normalitá”, quella in cui a tutti gli artisti e gli addetti ai lavori sia dato il giusto riconoscimento – soprattutto in termini salariali e previdenziali – e il rispetto, la dignità e l’attenzione che meritano”.

‘La cultura non si ferma’ se… continuate la frase.”
La cultura non si ferma… ostinati continuiamo a lottare e a cercare ciò che ancora ci manca… la Libertà!”

[Foto in copertina di Paolo Terlizzi]

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Musica

Musica. Tanti nuovi singoli in uscita: da Lady Gaga ai Green Day

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Musica. In uscita questa settimana diversi singoli internazionali direttamente dalle più alte sfere del pop.

 

Si parte da Lady Gaga che presenta un nuovo brano che vanta il featuring di Ariana Grande, si intitola “Rain On Me”, il sound estremamente pop si mescola a sonorità che sfiorano la dance. Nuova uscita anche per la cantautrice e attrice australiana Sia, il nuovo brano si intitola “Together” e propone lo stesso pop vagamente teen che l’ha resa famosa nel mondo intero. Esce a sorpresa anche un nuovo brano dei Green Day, il punk che li ha messi al mondo della musica è stato messo da parte da un po’, ma il loro rock resta gradevole in “Dreaming”.

Spostandoci sulla dancehall elettronica fuori anche il nuovo singolo di Major Lazer, “Lay Your Head On Me”, impreziosito dalla collaborazione con Marcus Mumford dei Mumford & Sons. Fuori alla mezzanotte di giovedì anche il nuovo brano di Ellie Goulding, “Power”, fenomeno delle classifiche inglesi sulla scia di Kate Bush. Nuova attesissima uscita anche quella del pianista, disc jockey e produttore discografico norvegese Kyrre Grvell-Dahll, in arte Kygo, oltre 36 milioni di ascolti mensili su Spotify, che confeziona “The Truth” in compagnia di Valerie Broussard. Fuori anche Lp di Dotan “Numb”, come il singolo che ne ha decretato il successo mondiale. Per quanto riguarda gli album, da segnare l’uscita di “Don’t Wanna” delle tre sorelle americane HAIM e dei The 1975, boy band pop inglese dai numeri stratosferici, il titolo dell’album è “Notes On A Conditional Form”.

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