E’ iniziato oggi a Napoli il processo d’appello dell’inchiesta denominata “Il Principe e la scheda ballerina”, in cui e’ imputato l’ex sottosegretario all’Economia del Pdl Nicola Cosentino. In primo grado l’ex politico e’ stato condannato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a cinque anni di carcere per il reato di tentativo di reimpiego di capitali illeciti con l’aggravante mafiosa; e’ stato invece assolto dall’accusa di corruzione, mentre durante la fase delle indagini preliminari era stato prosciolto dai reati di falso e abuso d’ufficio. La vicenda e’ quella del finanziamento da 5 milioni di euro, di cui Cosentino si sarebbe interessato, e relativo alla costruzione di un centro commerciale a Casal di Principe, denominato “Il Principe”, voluto secondo l’accusa dal clan dei Casalesi, ma mai realizzato. Peraltro anche il finanziamento non e’ mai stato erogato. Con Cosentino compaiono altri venti imputati, tra cui l’ingegnere Nicola Di Caterino, titolare della Vian srl, la societa’ che avrebbe dovuto edificare la struttura ubicata all’uscita di Casal di Principe della Nola-Villa Literno (11 anni in primo grado), Cristoforo Zara (cinque anni di carcere), ex direttore della filiale Unicredit di via Bari a Roma, ufficio che curo’ la pratica di finanziamento da cinque milioni per la realizzazione del centro e lo concesse, salvo poi bloccarlo per una questione di garanzie insufficienti. In totale, il Tribunale inflisse nell’aprile 2017 tredici condanne, disponendo otto assoluzioni. Oggi l’Appello si e’ aperto con la relazione introduttiva del procuratore generale prima che il processo fosse rinviato al 25 novembre per la requisitoria.

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