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Camorra a Cava, il pentito racconta: ‘Di Marino voleva uccidere Caputano’. I NOMI DI TUTTI GLI INDAGATI

E’ stata una gola profonda che proveniva dall’interno del clan a svelare agli investigatori tutti i segreti del clan del boss Dante Zullo di Cava de Tirreni. Grazie alle sue dichiarazioni ieri la Dda di salerno ha portato atremine un importante operazione che si è conclusa con 14 arresti e 54 persone indagate tra cui […]

    E’ stata una gola profonda che proveniva dall’interno del clan a svelare agli investigatori tutti i segreti del clan del boss Dante Zullo di Cava de Tirreni. Grazie alle sue dichiarazioni ieri la Dda di salerno ha portato atremine un importante operazione che si è conclusa con 14 arresti e 54 persone indagate tra cui il noto allenatore di calcio di Salerno, Eziolino capuano. il pentito si chiama Giovanni Sorrentino, ex imprenditore del settore auto e soprattutto ex genero di Dante Zullo. L’imprenditore dopo la rottura della relazione con la figlia del boss era diventato una delle vittime di estorsione da parte del clan e costretto a intestarsi beni e a custodire droga. Per questi episodi fu arrestato lo scorso anno ed è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione, al termine del rito abbreviato celebrato davanti al Gup del tribunale di Nocera Inferiore. Ora Sorrentino ha deciso di pentirsi. tra i suoi racconti figura anche l’episodio in cui Antonio Di Marino, uno degli arrestati di ieri e  a capo di uno dei tre gruppi camorristici che controllavano Cava de Tirreni, aveva deciso di uccidere il rivale Mario Caputano.

    Era il mese di febbraio/ marzo 2015 quando si verificò un agguato ai danni di Caputano. In quell’occasione, infatti, al mercato coperto di via Gio­vanni XXIII, verso le 23.30 circa, Di Marino e Marciano si posizionarono alle estremità opposte della strada per attendere l’arrivo di Caputano in auto. Un unico obiettivo, il loro, spa­rargli contro in quanto entrambi erano armati di pistola. Un agguato che non si è poi verificato, come riporta Cronache del Salernitano, perchè Ca­putano accortosi della loro presenza ha fatto retromarcia. Un episodio ve­rificatosi dopo la rottura tra Capu­tano e Di Marino, portando però ad una scissione nel gruppo perchè Di Marino fu seguito da Marciano e Pa­store mentre Caputano mantenne al suo fianco il restante gruppo. Al­l’epoca dell’agguato, il collaboratore di giustizia aveva una relazione con Geraldine Zullo, ragion per cui tanto Di Marino quanto Marciano lo mette­vano al corrente di tutte le loro atti­vità poiché entrambi vicino a Gerardine ed a suo padre Dante, con un legame che è andato avanti nel corso degli anni. Il “pentito” racconta poi della guerra tra clan per dividersi le piazza della droga perchè sia Di Ma­rino e Caputano si facevano la “guerra” pur di guadagnarsi il con­trollo del territorio pur essendo, en­trambi, sotto gli ordini di Dante Zullo che nulla ha fatto per tentare di farli riappacificare. Solo con l’arresto di Dante, l’equilibrio tra Caputano e Di Martino si rompe definitivamente.

    Undici in carcere e tre ai do­miciliari per ipotesi di reato che vanno dall’associazione a delinquere di stampo camorri­stico all’associazione semplice, dall’usura pluriaggravata al­l’estorsione aggravata dal me­todo mafioso, all’associazione finalizzata alla vendita e ces­sione di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi da sparo. A rispondere di 416 bis sono Dante Zullo, Vincenzo Zullo e Geraldine Zullo; Carlo Lamberti, Antonio Santoriello, Vincenzo Porpora, Carmela Lamberti ed Antonio Di Ma­rino; a rispondere di estor­sione ed usura aggravati dal metodo mafioso sono Dome­nico Caputano, Ciro Fattoruso, Paolo Sorrentino, ma anche Carlo Lamberti, Dante Zullo, Vincenzo Porpora, Antonio Di Marino e Geraldine Zullo men­tre Mario Caputano e Sabato Sorrentino (entrambi agli ar­resti domiciliari) solo di usura aggravata. Reato contestato anche a Carmela Lamberti in­sieme all’associazione di stampo camorristico. Poi c’era anche chi si occupava dell’as­sociazione finalizzata al traf­fico e spaccio di droga: Paolo Sorrentino (ai domiciliari), Antonio Benvenuto, Ciro Fat­toruso e lo stesso Domenico Caputano. Gli indagati invece sono Laila Kabil, Simone Tura De Marco, Rosaria Ferrara, Anto­nio Santoriello, Eduardo Antonelli, Marco Augusto, Ezio Capuano, Vincenzo Coppola, Gennaro Petrolini, Michele Saisano, Vincenzo Bisogno, Paolo Sorrentino, Giovanni Adinolfi, Antonio Benvenuto, Massimo Avagliano, Paolo De Rosa, Carmine Medolla, Mario Caputano, Debora Abbamonte, Sabato Sorrentino, Massimo Rispoli, Luigi Gior­dano, Biagio Trapanese, Espedito Faiella, Pasquale Esposito, Alessandro Senape, Paolo Ci­vetta, Rita Caputano, Terenzio Giordano, Luca Forte, Matteo Forte, Matteo Borsa, Alberto D’Amico, Benito D’Amico, Giu­seppe D’Amico, Gianpaolo Liuni, Gianluca Masullo.

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