Salerno, detenuto prima si fa accompagnare in ospedale e poi picchia i tre agenti penitenziari

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Salerno. Un’altra giornata di follia nelle carceri della Campania e in maniera particolare in quello di Fuorni a Salerno al centro negli ultimi mesi di numerosi casi di aggressione agli agenti penitenziari ma anche di suicidi e morti sospette. Questa volta un detenuto ha prima ingoiato delle pile in cella con il chiaro intento di farsi ricoverare in ospedale e poi, una volta dentro ha aggredito con violenza i tre poliziotti penitenziari che lo scortavano. A darne notizia e’ Emilio Fattorello, Segretario Nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Siamo alla follia, i nostri agenti vengono trattati come carne da macello e questo non e’ piu’ tollerabile ed accettabile. Il detenuto responsabile della grave violenza non e’ nuovo a fatti del genere e che continua a restare in carcere anche se sembra soffrire di problemi psichiatrici. Ai colleghi feriti va la solidarieta’ del SAPPE, ma serve una ferma presa di posizione dai vertici del Ministero della Giustizia”. Donato Capece, segretario generale del SAPPE, evidenzia: “Il personale di Polizia Penitenziaria che lavora a contatto con i detenuti con problemi psichiatrici effettua turni di servizio che sembrano non passare mai e lo stress che accumula e’ oggettivamente elevatissimo e preoccupante; il personale termina il turno di servizio davvero sfinito. Le criticita’, come dimostra quel che e’ avvenuto a Salerno sono pressoche’ quotidiane e ripetute durante il giorno e la notte; si assiste a frequenti distruzioni di camere detentive, insulti e ingiurie al personale di Polizia Penitenziaria e ai vari operatori penitenziari, atti di resistenza sia attiva che passiva (con proteste di non rientro in cella), defecazioni per terra, continua richiesta da parte dei detenuti di personale medico e infermieristico, lanci di oggetti nel corridoio della sezione e verso il personale, atti di autolesionismo (tagli sul corpo con lamette, ingestione di batterie ecc.), sputi verso il personale, allagamenti di cella e, a volte, anche incendi di celle e aggressioni al personale. La puzza che si espande nelle sezioni per la precaria condizione igienico sanitaria di alcuni soggetti, inoltre, completa il quadro di una condizione lavorativa raccapricciante. Da tempo denunciamo una situazione allarmante, caratterizzata da un significativo sovraffollamento del carcere a cui si contrappone una significativa carenza di appartenenti alla Polizia Penitenziaria. Ma i problemi sono anche la precarieta’ dei posti di servizio e dei posti detentivi! A tutto questo, alle reiterate segnalazioni e denunce del SAPPE, non e’ seguito alcun provvedimento concreto e per questo i colleghi di Salerno sono pronti a manifestare – giustamente! – davanti al Ministero della Giustizia ed al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a Roma”. 

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