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Cronaca

Crollo Genova, le famiglie di 2 delle vittime di Torre del Greco presentano la denuncia contro ignoti

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Una denuncia contro ignoti alla Procura di Genova per il crollo del e’ stata presentata dall’avvocato , su incarico di due delle quattro famiglie dei ragazzi di Torre del Greco  deceduti nel crollo del ponte mentre si recavano in vacanza a Barcellona. A farlo sapere e’ lo stesso legale, che ha ricevuto mandato dai congiunti di (29 anni) e Matteo Bertonati (26). ”Per ora – spiega l’avvocato Cirillo – la denuncia e’ contro ignoti. A breve, magari gia’ lunedi’, conto di incontrare anche le altre due famiglie per formalizzare quella che potrebbe essere un’azione congiunta. Le famiglie chiedono risposte e nomineremo un pool di esperti che potra’ partecipare agli atti irripetibili che la Procura effettuera’ una volta individuati i soggetti avvisati per questa sciagura”. Attraverso la denuncia Cirillo ricorda che ”l’individuazione dei responsabili deve essere il primo passo per poter iniziare a rimettere sulla giusta via una situazione che non dovra’ mai piu’ accadere in un Paese civile”.
Oggi sarebbe stato il suo ventisettesimo compleanno, un appuntamento che , uno dei quattro ragazzi di Torre del Greco  deceduti nel crollo del ponte Morandi a Genova, aveva deciso di trascorrere a Barcellona insieme con gli amici di una vita. Invece proprio oggi i resti mortali di sono stati interrati insieme con quelli di nel cimitero torrese mentre i familiari di Michele Battiloro e Michele Bertonati hanno deciso che i loro cari saranno cremati. Ad informare della decisione dei parenti dei ragazzi e’ il sindaco Giovanni Palomba che anche oggi (come ha fatto dal momento della tragedia) e’ stato vicino ai genitori delle quattro vittime. “Mi sono stretto ancora una volta alle famiglie – spiega il primo cittadino – in un giorno per me particolare visto che proprio oggi sono diventato nonno. Abbiamo in programma una serie di iniziative che intendiamo promuovere per ricordare i ragazzi e far si’ che la comunita’ possa sempre tenere viva la memoria di questi figli di Torre del Greco”.

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Caserta e Provincia

Accoltella il fratello e si barrica in casa minacciando il suicidio: arrestato

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Accoltella il fratello e si barrica in casa minacciando il suicidio: arrestato

 

E’ successo ieri a Frignano, in provincia di Caserta. I Carabinieri sono intervenuti in un’abitazione dove personale del 118, giunto sul posto poco prima, aveva segnalato una persona ferita a seguito di una lite in famiglia. Sul posto i militari dell’Arma hanno identificato un 48enne di Casaluce che, con un coltello da cucina e per futili motivi, aveva ferito il fratello, residente a Frignano.

La vittima è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale “G. Moscati” di Aversa. Non è in pericolo di vita. L’aggressore, invece, immediatamente dopo aver ferito il fratello, si è barricato in casa manifestando la volontà di togliersi la vita.I Carabinieri hanno attivato il protocollo di negoziazione con personale specializzato del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Caserta che ha intrecciato una trattativa con l’uomo, protrattasi per l’intera notte e risolta stamattina, quando il 48enne si è consegnato illeso ai Carabinieri.

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Cronaca Giudiziaria

Tifoso dell’Inter ucciso, il pm chiede il processo per omicidio volontario per l’Ultrà del Napoli

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ultrà napoli

Tifoso dell’Inter ucciso, il pm chiede il processo per omicidio volontario per l’Ultrà del Napoli.

 

La Procura di Milano ha chiesto il processo con l’accusa di omicidio volontario nei confronti di Fabio Manduca, l’ultra’ napoletano di 40 anni arrestato il 18 ottobre del 2019 per aver travolto e ucciso col suo suv Daniele Belardinelli, ultra’ del Varese, all’inizio degli scontri del 26 dicembre 2018 in via Novara, nel capoluogo lombardo, prima di Inter-Napoli. Il procuratore aggiunto Letizia Mannella e i pm Michela Bordieri e Rosaria Stagnaro hanno confermato nell’istanza di rinvio a giudizio l’accusa di omicidio volontario per la quale Manduca era stato arrestato su ordinanza del gip Guido Salvini.

Accusa rafforzata sia da una decisione del Tribunale del Riesame che da un’importante consulenza tecnica firmata da diversi esperti, tra cui la nota anatomopatologa Cristina Cattaneo. Dalle 126 pagine della relazione emerge che, grazie al recupero di alcuni pezzi di vetro che erano nel giubbotto della vittima, si e’ potuto stabilire che Belardinelli, che aveva assunto cocaina, nella prima fase della ‘guerriglia’ ha colpito il finestrino di un Ford Transit, guidato da alcuni ultra’ napoletani, con un bastone o qualcosa di simile e nel fare questo e’ caduto per terra, rompendosi una clavicola. A quel punto, Manduca, che con la sua Renault Kadjar seguiva il Ford Transit, ha accelerato e ha quindi schiacciato l’ultra’ napoletano.

“Il corpo del Belardinelli, gia’ a terra – scrivono i consulenti – probabilmente prono e con la fronte appoggiata sul tombino del manto stradale, e’ stato sorpassato dalla Renault”. Di quest’ultima circostanza c’e’ ulteriore prova, definitiva secondo gli esperti, in una traccia di sigillante che e’ stato trovato sempre sul giubbotto della vittima e che e’ quello utilizzato dal costruttore per il pianale inferiore della Renault Kadjar.

Le condizioni di Belardinelli si sono aggravate perche’, nonostante le frattura del bacino, e’ stato sollevato mani e piedi dai suoi compagni e trascinato a lungo. “Risulta, tuttavia, difficile immaginare – si legge nella consulenza – che gente priva di competenze mediche potesse immaginare l’entita’ delle lesioni pelviche e i possibili effetti negativi prodotti da un’inadeguata mobilizzazione del corpo”.

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