Una palestra di boxe tra le mura della parrocchia della Sanità. Un modo per attrarre i ragazzi, per toglierli dalla strada, incanalare le loro energie nello sport e rispondere alle tante richiesta di un luogo dove potersi allenare. Alla Sanità, molto spesso, i sogni diventano realtà e martedì 10 luglio alle ore 11.00 ci sarà l’inaugurazione della palestra di boxe. L’idea, lanciata dai ragazzi del quartiere, è stata raccolta da don Antonio Loffredo, dalla Fondazione di comunità San Gennaro e dall’associazione L’Altra Napoli onlus che, con la collaborazione del questore Antonio De Jesu, del gruppo sportivo fiamme oro e della Federazione Pugilistica Italiana, hanno realizzato il nuovo spazio aggregativo.
quartAgli atleti della federazione e delle fiamme oro, che fungeranno da allenatori e maestri, si aggiungerà un gruppo di giovani tutor del rione Sanità, che faranno da facilitatori ed educatori per questo nuovo percorso che coniuga sport e legalità
Alla inaugurazione saranno presenti il questore di Napoli Antonio De Jesu, l’oro olimpico di boxe e appartenente alle fiamme oro Roberto Cammarelle, il presidente dell’Associazione L’Altra Napoli Onlus Ernesto Albanese, il vice presidente della Federazione Pugilistica Italiana Enrico Apa, il vicario episcopale della diocesi di Napoli don Tonino Palmese e il parroco del Rione Sanità, don Antonio Loffredo, il presidente della Fondazione di Comunità san Gennaro onlus Pasquale Calemme.
«Ogni secondo conta», ripete in modo disperato di Patrizia Mercolino la madre del piccolo Tommaso, il bambino ricoverato presso l'ospedale Monaldi di Napoli. L'urgente richiesta di aiuto, lanciata da una madre angosciata, risuona nei corridoi del nosocomio come un eco di speranza e paura. Questo appello non solo mette in luce la lotta di una…
Roma. – "Il contratto di categoria che si sta negoziando in questi giorni trascura, ancora una volta, le esigenze dei cosiddetti non medici: parliamo di migliaia di Biologi, ma anche di Farmacisti, Chimici e Fisici che da tempo subiscono un’autentica ingiustizia per quanto riguarda il trattamento salariale e le indennità di specificità". Lo dichiara, in…
Napoli– Un cortile trasformato in palestra a cielo aperto e un campetto polivalente dedicato all’attività sportiva dei detenuti: è il nuovo volto del Reparto Livorno del carcere di Poggioreale, che domani sarà ufficialmente inaugurato alla presenza del capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano Carmine De Michele. L’intervento rappresenta un passo concreto nel percorso di umanizzazione della pena e nel miglioramento della qualità della vita carceraria. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Carcere Possibile Onlus con il sostegno del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e il contributo della Onlus Made in Heart, si inserisce nel progetto “Il carcere nella città, la città nel carcere”, avviato nel 2016 per restituire dignità e funzionalità agli spazi interni degli istituti penitenziari.
Il cortile del Reparto Livorno, uno degli spazi finora sottoutilizzati dell’istituto di Poggioreale, è stato ripensato come luogo di aggregazione e benessere, con l’obiettivo di incentivare la socialità e contribuire al percorso rieducativo dei detenuti. Un modello di rigenerazione urbana all’interno del carcere, ispirato a un’idea di detenzione che non rinuncia ai diritti fondamentali della persona. “Un’area di defaticamento e di incontro è fondamentale per chi vive in spazi ristretti”, sottolineano la provveditrice regionale Lucia Castellano e il direttore dell’istituto Stefano Martone, che spiegano anche la scelta del momento: “Abbiamo voluto aprire il cortile proprio nel periodo estivo, quando la quotidianità in carcere diventa ancora più complessa a causa del caldo e della sospensione di molte attività”. Significativa la presenza del capo del DAP, Stefano Carmine De Michele, che taglierà personalmente il nastro inaugurale. “È un gesto simbolico – commentano Castellano e Martone – ma anche concreto, che testimonia l’attenzione dell’Amministrazione Penitenziaria non solo verso i detenuti, ma anche verso il personale che opera ogni giorno in condizioni difficili, con professionalità e spirito di servizio”. Il carcere di Poggioreale, per la sua collocazione nel cuore della città e per la sua funzione storica, è stato individuato come luogo ideale per avviare un nuovo modello di detenzione partecipata e aperta al territorio. Un esperimento che punta a superare la logica dell’isolamento e ad aprire spazi – fisici e simbolici – di inclusione e cambiamento.
REDAZIONE






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