Entro la fine del 2018, creerà 1.700 nuovi posti di lavoro a tempo in determinato in Italia, passando così dai 3.500 di fine 2017 ai 5.200. Ma a chi sono rivolte le offerte?
Queste nuove opportunità di lavoro, si legge in un comunicato diffuso dal gruppo, “sono destinate a persone con ogni tipo di esperienza, istruzione e livelli di competenza, dagli ingegneri e sviluppatori di software agli operatori di magazzino”. Molti dei ruoli sono disponibili nei nuovi centri di distribuzione che sono stati aperti nell’autunno 2017.
• Passo Corese (RI)
• Vercelli
• Centro di distribuzione giesistente a Castel San Giovanni (PC)
• Customer Service di Cagliari
• Centro di Sviluppo di Torino, focalizzato sulla ricerca sul riconoscimento vocale e la comprensione del linguaggio naturale che supporterla tecnologia giutilizzata per l’assistente vocale Alexa per servizi e prodotti come Echo, Echo Dot, Fire TV e i tablet Fire.
• Nuova sede direzionale a Milano.

Il colosso americano è finito lo scorso novembre e dicembre al centro dell’attenzione per lo sciopero indetto dai magazzinieri dello stabilimento Amazon di Castel San Giovanni. Sul tavolo della trattativa tra azienda e sindacati c’erano i turni di lavoro, il premio produttività, la gestione dei periodi di malattia. “Amazon si impegna a garantire un ambiente di lavoro ottimale per i dipendenti, con opportunità di sviluppo professionale, retribuzioni competitive e benefit”, ha dichiarato Fred Pattje, Amazon Operations Director per l’Italia e la Spagna. In particolare, assicura il colosso dell’e-commerce, “tutti i dipendenti Amazon che lavorano nei centri di distribuzione, nel customer service o negli uffici corporate ricevono una retribuzione competitiva e un pacchetto completo di benefit, compresa l’assicurazione medica privata dal primo giorno di lavoro, assicurazione sulla vita, uno sconto per acquisti su Amazon e un piano pensionistico aziendale. Amazon offre inoltre ai dipendenti dei centri di distribuzione un programma innovativo chiamato Career Choice che copre per quattro anni fino al 95% dei costi della retta e dei libri per corsi di formazione scelti dal personale, fino ad un massimo di 8.000 euro”.



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