“Infedele dichiarazione fiscale” da 1,7 milioni per il cantante napoletano Gigi D’Alessio che è stato  rinviato a giudizio dal Tribunale di Roma per  di aver evaso il fisco per oltre un milione e 700 mila euro, come ha anticipato il quotidiano il TempoSecondo la ricostruzione del pm Saverio Francesco Musolino, il cantante, proprietario del 95% delle quote societarie della Ggd Productions srl, in concorso con il socio Antonio Albo (che possedeva il restante 5%) e con i due legali rappresentanti che si sono avvicendati nell’ azienda tra il 2009 e il 2010, avrebbero presentato «un’infedele dichiarazione fiascale delle imposte dirette e dell’ Iva per l’ anno d’ imposta 2010, omettendo di indicare elementi attivi di reddito per 6.040.555 euro, evadendo l’ Ires per 997.581 euro e l’ Iva per 770.613 euro”.

Il raggiro nei confronti del fisco è stato accertato alcuni anni dopo dall’Agenzia delle Entrate. Poi la Finanza, su delega del pm, ha ricostruito i passaggi a monte. “Al fine di consentire alla società Ggd Production, e quindi a D’ Alessio, reale beneficiario economico, di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto”, si legge nel capo d’ imputazione, l’ artista e il suo socio, con un atto notarile del 21 aprile 2010, hanno alienato le rispettive quote a un prestanome che, un mese dopo, “alienava simulata mente tali partecipazioni alla Global Music Entertainment, società di diritto americano con sede in Delaware, cui apparentemente veniva consegnata la documentazione contabile e amministrativa della Ggd Productions srl”.



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