La Polizia di Stato di Reggio Calabria, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, sta eseguendo 36 provvedimenti di custodia cautelare (15 in carcere, 13 agli arresti domiciliari e 8 di presentazione alla polizia giudiziaria), nei confronti di soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di armi clandestine, collegata e funzionale alle attività della ‘ndrangheta, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti; nonché di un’ampia gamma di delitti in materia di detenzione e porto illegale di armi clandestine, fra cui pistole, fucili mitragliatori e armi da guerra con relativo munizionamento, e di coltivazione di numerose piantagioni di canapa indiana e cessione di droga, prevalentemente hashish e marijuana.L’inchiesta dei poliziotti della squadra mobile di Reggio Calabria ha consentito di individuare l’assetto organizzativo e l’operatività di una pericolosa struttura criminale che gestiva nell’area della Locride e in altre parti della provincia di Reggio Calabria un impressionante traffico di armi clandestine. Le indagini hanno svelato come soggetti contigui alla cosca Commisso di Siderno e appartenenti alla cosca Cataldo di Locri, strutturati in una temibile consorteria criminale, abbiano avuto la capacità di gestire il traffico di centinaia di armi micidiali di ogni genere e calibro, fra cui i fucili mitragliatori AK 47 Kalashnikov, pistole calibro 9 luger, Walter PPK, cal. 44 magnum.I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11 presso la Sala Convegni della Questura di Reggio Calabria.
Milano– Nell’aula bunker del carcere di Opera ieri sera è stata necessaria oltre un’ora per leggere il dispositivo che segna uno spartiacque nella storia giudiziaria milanese. Il Gup Emanuele Mancini ha sostanzialmente validato l'impianto accusatorio dell'inchiesta "Hydra", riconoscendo l'esistenza di quella che i magistrati della Dda definiscono una "alleanza strutturale" tra le diverse anime del…
Reggio Calabria – Blitz chirurgico dei Carabinieri del Nas contro una rete criminale che ha saccheggiato il Servizio Sanitario Nazionale con forniture fantasma di gas medicale. Dodici misure cautelari – tra arresti, obblighi di dimora e interdittive – eseguite all'alba su ordinanza del Gip del Tribunale di Reggio Calabria, al culmine di un'indagine lampo coordinata…
Reggio Calabria, arbitri corrotti per scommesse su partite di calcio di serie minori: cinque arresti
Una rete criminale legata alle scommesse sul calcio minore è stata smantellata questa mattina dai carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e dai finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria. Il Tribunale di Reggio Calabria ha emesso misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di cinque persone, indagate per associazione a delinquere finalizzata alle frodi sportive.
Le indagini, coordinate dalla Procura reggina e iniziate nel gennaio 2024, sono partite da una segnalazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativa a flussi anomali di scommesse su una partita della categoria Primavera. Dai controlli è emerso che un arbitro della sezione di Reggio Calabria, già sospeso per irregolarità precedenti, orchestrava un sistema per pilotare i risultati di diverse partite di Serie C, Primavera e Primavera 2. Per far convergere le partite sugli esiti desiderati — in particolare sul numero di goal per garantire pronostici “over” — l’arbitro ricorreva a rigori inesistenti, espulsioni ingiustificate e favori a una delle squadre.
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