Angelo Cilento (uno dei funzionari) al sindaco Carlo Pisacane, sull’affidamento e sulla proroga del servizio di trasporto scolastico a favore di un parente della moglie del sindaco: “Stiamo facendo cose che veramente arriva qualcuno un giorno di questi, ci prende là dentro e butta le chiavi! Le butta completamente! Noi stiamo andando contro tutta la (omissis) norma che c’è, la stiamo schifando!” E il sindaco Pisacane risponde: “Eh ma vedi un po’dai parliamone domani mattina, lascia stare con questo (omissis) di telefono”.
E’ soltanto uno degli stralci di conversazione tra il funzionario e il sindaco in ore di intercettazioni telefoniche e ambientali. Il quadro emerso è quello di una gestione familistico-clientelare della cosa pubblica da parte di amministratori e funzionari pubblici di San Mauro Cilento attraverso la violazione sistematica delle norme giuridiche che governano la gestione degli appalti e l’assegnazione degli incarichi e dei pubblici servizi. In un’altra conversazione, avvenuta all’interno degli uffici comunali, si parla della vicenda Francesco Volpe e delle pressione che subisce dal primo cittadino proprio in merito all’affidamento del servizio di trasporto scolastico. L’inchiesta mette sotto i riflettori la gestione degli appalti pubblici, condotta – secondo l’accusa – allo scopo di favorire solo gli ‘amici’. Ai domiciliari sono finiti cosi’ il sindaco Carlo Pisacane, il vicesindaco Fernando Marrocco, l’assessore al Bilancio, Angelo Di Maria, due consiglieri comunali (Fabrizio Cusatis e Pasqualino Volpe), il segretario comunale Claudio Auricchio, il funzionario responsabile dell’Ufficio tecnico Angelo Cilento e dell’ufficio ragioneria Francesco Volpe, nonche’ Alfonso Palmieri, amministratore di una ditta di trasporti operante nel settore della raccolta dei rifiuti. Sono accusati a vario titolo di concussione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, abuso d’ufficio, turbata liberta’ degli incanti, turbata liberta’ del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico in atto pubblico. Le indagini della procura di Vallo sono partite dalla denuncia del presidente di una cooperativa locale che ha raccontato di aver subito pressioni da parte del sindaco e del responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune per rinunciare al servizio di trasporto scolastico allo scopo di favorire un’altra ditta, cui l’incarico venne successivamente assegnato tramite una illecita procedura di affidamento diretto del servizio.Analoga cosa anche per il servizio di affidamento della raccolta differenziata. In particolare, come riporta Il Mattino,  al sindaco Pisacane e al consigliere Cusatis gli inquirenti contestano di aver concordato con l’imprenditore affidatario del servizio, modalità, condizioni economiche e termini dell’affidamento del servizio stesso in cambio dell’assunzione di personale presso la ditta affidataria. In un’altra conversazione il primo cittadino dice, infatti, al suo consigliere, riferendosi a una persona da assumere, “hai capito cioè se questo si è messo a chiamare a questo dopo che gli abbiamo detto di fare attenzione allora sei stupido”, e ancora “non so se lo prendiamo più e perché è inaffidabile”. La stessa metodologia viene applicata anche per l’acquisto di una pulisci spiaggia. Dal tenore dei colloqui tra il funzionario Angelo Cilento e il consigliere comunale Pasqualino Volpe emerge nella sostanza che la macchina è stata già acquistata in assenza di un provvedimento amministrativo. Il consigliere, addirittura, in riferimento alla richiesta del funzionario di seguire la corretta procedura d’acquisto risponde: “no l’abbiamo già comprato”.
In uno stralcio intercettato dai militari della stazione di Pollica addirittura lo stesso funzionario si sfoga così: “Fino a quando non passa guai nessuno non è un problema, diversamente mi metto le carte sotto al braccio e vado io alla Procura della Repubblica perché mi sono rotto (omissis)”.

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