Napoli. Salvatore Taglialatela, 34enne napoletano di San Giovanni a Teduccio, ritenuto vicino al gruppo D’Amico del quartiere e in particolare al ras Salvatore “’o pirata”, dopo una breve latitanza di due settimane si è consegnato alla Squadra Mobile di napoli che gli aveva fatto terra bruciata attorno. Taglialatela era colpito da un’ordinaza emessa dalla Dda il 3 maggio scorso, su indagini dei carabinieri, e che aveva colpito anche il boss Salvatore D’Amico o’ pirata, il nipote Salvatore Salomone figlio di Giovanni che venerdì 13 aprile è rimasto vittima di un agguato di camorra mentre si trovava sotto la sua abitazione in corso Protopisani e anche Giovanni Paduano e l’ex pentito Salvatore Cianniello. Tutti accusati di associazione di tipo camorristica, estorsione e riciclaggio. In sede di convalida Salomone è stato scarcerato mentre a Paduano sono stati concessi gli arresti domiciliari. Gli investigatori ritengono che questo gruppetto sia collegato al cruento scontro in atto da mesi tra il clan Rinaldi-Reale del rione Villa e del rione Pazzigno e i Mazzarella e i D’amico appunto di via Nuova Villa aSan Giovanni a Teduccio. Per gli inquirenti Taglialatela era il braccio destro del boss o’ pirata.
Napoli, fine della latitanza: il braccio destro del boss si consegna in Questura
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