La Procura di Imperia e il Provveditorato Ligure dell’Amministrazione penitenziaria hanno aperto due inchieste sull’evasione di Abdelhamid Salmane, 25 anni, l’immigrato marocchino in carcere per tentato omicidio che ieri mattina dopo esser sceso con le manette ai polsi dal cellulare nella piazza antistante il reparto di radiologia dell’ospedale Borea di Sanremo e’ riuscito a fuggire. Il nordafricano e’ stato poi catturato verso le 20 a Sanremo dalla polizia stradale. Lo hanno reso noto il Questore di Imperia Cesare Capocasa e il dirigente del Provveditorato dell’amministrazione Penitenziaria Liberato Guerriero che hanno tenuto una breve conferenza stampa con il dirigente regionale della Polstrada Carlotta Gallo e il dirigente Imperiese Gianfranco Crocco . “La nostra inchiesta sara’ gestita da un ufficio ispettivo del Dipartimento per capire la dinamica dei fatti e porre in essere correttivi dove necessario”, ha detto Guerriero. Nel corso della fuga e’ stato ferito anche un agente raggiunto da un calcio che Salmane gli ha sferrato mentre cercava di scavalcare una rete di recinzione del parcheggio dell’ospedale. Il poliziotto ha riportato lesioni guaribili in 15 giorni. L’inchiesta giudiziaria invece riguarda i reati di evasione, lesioni e resistenza e bisognera’ attendere la conclusione degli accertamenti, prima di conoscere eventuali indagati.
È morto Tony Dallara, la voce di «Romantica»: addio al re degli urlatori
È morto Tony Dallara. Il cantante, considerato il “re degli urlatori” e tra i volti simbolo della stagione che cambiò la canzone italiana tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, aveva 89 anni. La notizia è stata diffusa dal Nuovo Imaie con un messaggio pubblicato su X: “Caro Tony, eri uno dei…
Rocco Hunt al Giffoni: “Sanremo? Sogno un Festival in Campania, la musica qui è poesia”
Tra l'entusiasmo e le domande curiose dei ragazzi di Impact! al Giffoni Film Festival, Rocco Hunt ha acceso una miccia che va oltre la musica: quella dell’orgoglio territoriale. "Un Festival in Campania sarebbe bellissimo", ha dichiarato, immaginando uno spostamento simbolico di Sanremo verso Napoli o Salerno. Il rapper salernitano ha giocato a portare “acqua al suo mulino”, ma con serietà ha sottolineato come il Sud abbia tutte le carte in regola per ospitare un evento di quel calibro: cultura, talento e identità.
La sua è una dichiarazione d’amore al Mezzogiorno, ma anche un atto di rivincita culturale. “Nel 2014 mi chiesero di cambiare il ritornello di ‘Nu juorno buono’, volevano l’italiano, dicevano che il rap in dialetto non avrebbe fatto strada. Ma io ho vinto Sanremo Giovani cantando in napoletano. E oggi tutti lo cantano, anche chi napoletano non è”. La lingua diventa così resistenza e orgoglio, “poesia” fatta di infanzia, dolore e gioia.
REDAZIONE






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