Sono 29 le “mele marce” chiamate a rispondere del reato di peculato il prossimo 18 giugno dal Pm Ernesto Caggiano. I dipendenti comunali di palazzo San Francesco sono accusati di aver alterato le buste paga riuscendo a percepire ogni mese percentuali gonfiate su progetti, relativi al recupero delle violazioni Ici, Tarsu, dei canoni idrici, del condono edilizio, in gran parte mai realizzati, relativi agli anni tra il 2006 e il 2008. Meccanismi appropriativi messi in moto grazie anche a un sistema incontrollato interno agli uffici comunali. Un ammanco nelle casse comunali di circa 630.839,78 euro documentato dai carabinieri grazie agli atti acquisiti negli uffici municipali e a seguito delle perquisizioni effettuate a casa degli imputati. Prescritto il reato di associazione a delinquere e truffa, accusati di appropriazione indebita, rischiano 7 anni di reclusione: Antonio Marano e Luigi Sessa.
Tre anni invece per: Aniello Annunziata, Raffaele Auletta, Domenico Baselice, Carolina Bifolco, Antonio Caringi, Umberto Cascella, Giuseppe Cava, Assunta Crescenzi, Concetta De Filippo, Anella De Vivo, Giuseppe Fienga, Francesco Lanzetta, Francesco Lombardo, Domenico Marchese, Angelo Migliaro, Rosaria Maria Mottola, Giuseppe Murano, Carlo Paradiso, Mario Pellegrino, Giuliana Prisco, Paolo Ricupito, Carmine Robustelli, Vincenzo Salerno, Crescenzo e Pasquale Saviano, Caterina Scafuri, Antonio Sirica e Antonio Squitieri.
Quasi un milione di euro in contanti, nascosto tra intercapedini e controsoffitti. È il bottino sequestrato nella notte dai carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia in un appartamento di Sant'Antonio Abate. In casa di un 50enne del posto – già agli arresti domiciliari per reati legati alla droga – i militari hanno rinvenuto 852.930…
Incendio nella notte in via Chiaia nell'edificio che ospita anche il teatro Sannazaro. Sul posto ci sono numerose squadre dei vigili del fuoco. Le fiamme hanno interessato la parte alta dell'edificio e poi si sono propagate nel cortile. Ci sono quattro persone intossicate e ricoverate in ospedale. Si sta lavorando allo spegnimento dell'incendio mentre alcuni…
Pozzuoli - Quindici anni dopo, il cerchio si chiude su un omicidio di camorra rimasto a lungo senza colpevoli in carcere: quello di Carmine Campana, uomo considerato all’epoca il “pupillo” e cassiere del clan Beneduce, oltre che gestore delle estorsioni. Un bersaglio scelto non per caso, ma per colpire al cuore il boss di Pozzuoli…
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