L’auto Uber senza conducente invece e uccide una donna. IL VIDEO CHOC

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La notizia ha fatto il giro del mondo: in Arizona un pedone e’ stato ucciso mentre attraversava la strada, investito da una vettura a guida autonoma che faceva parte di una sperimentazione di Uber. Immediate le polemiche sulla “responsabilita'” della macchine-robot e su quelle della “intelligenza artificiale” e non sono mancati i “gridi di allarme” sui pericolo della tecnologia. Ma, almeno in questo caso, si tratta di affermazioni infondate e ignoranti perche’ nessun essere umano, e men che meno, un software, puo’ violare le leggi della fisica. Il video dell’incidente diffuso dalla polizia locale, dimostra infatti chiaramente che: la strada percorsa era fuori dal centro abitato, e la macchina stava rispettando il limite di velocita’, era buio e la strada non era illuminata artificialmente, il pedone ha attraversato all’improvviso e vicinissimo alla macchina. A questi fatti, aggiungiamo che: a una velocita’ di 70 Km/h lo spazio di frenata di una vettura e’ di circa 27 metri, cui vanno aggiunti quelli percorsi per via del tempo di reazione, se un ostacolo compare all’interno dello spazio di frenata, il conducente puo’ solo cercare di evitare l’impatto, perche’ la vettura non puo’ – a meno appunto di violare le leggi della fisica – fermarsi, quanto piu’ l’ostacolo e’ vicino alla vettura, tanto meno e’ possibile deviare la traiettoria. (Da questo ragionamento deriva una e una sola conclusione: nel caso specifico, l’impatto era inevitabile, anche se il conducente avesse fatto in tempo a rimettere le mani sullo sterzo. Le critiche “acritiche” a questo tragico evento partono da un presupposto di fatto sbagliato: che l’impiego di tecnologia di assistenza alla guida possa eliminare gli incidenti. Questo, semplicemente, non e’ vero nel campo dell’automotive come in qualsiasi altro settore, medicina compresa (dove le persone si ostinano ad illudersi di avere il diritto a essere guariti invece che “semplicemente” curati). La tecnologia puo’ senz’altro ridurre la frequenza e la numerosita’ di incidenti, ma da sola non puo’ eliminarli. D’altra parte, e lo dico essendo estremamente consapevole della delicatezza dell’affermazione che sto per fare, il progresso reclama le sue vittime. Pensare che le scoperte e le loro applicazioni possano avvenire a costo (umano) certo e’ un ragionamento sbagliato, dimostrato tale dalla storia della ricerca scientifica. Ecco perche’ e’ inutile cercare di imporre per legge obblighi che sono fuori dal controllo normativo: perche’ in fisica, a differenza del diritto, non si decide per alzata di mano.







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