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Inchiesta Fanpage, Passariello: ‘Un macello mediatico contro di me, Chiatto non lavora qui dal 2017’

“E’ stato un macello mediatico sulla mia persona, mi hanno chiamato trafficante di rifiuti, sono […]

    “E’ stato un macello mediatico sulla mia persona, mi hanno chiamato trafficante di rifiuti, sono stato distrutto. Ma stavolta chi deve pagare pagherà: diffido chiunque a scrivere cose false sul mio nome senza un briciolo di prova, denuncio chiunque diffami di conoscermi e di essere amico mio”. Lo ha detto Luciano Passariello, consigliere regionale campano di Fratelli d’Italia, indagato dalla Procura di Napoli nell’ambito dell’inchiesta parallela a quella giornalistica di Fanpage.it. “Io in quei video – ha aggiunto Passariello in conferenza stampa – non ci sono, non ho avuto contatti con quell’imprenditore, unico nei video di Fanpage a volto coperto, né ho mai incontrato nessuno sulla vicenda. Chi fa il mio nome nei video millanta. Sui fatti che mi sono contestati dalla Procura sono state fatte perquisizioni e sono stati acquisiti atti ufficiali. Per quello che ho subito qualcuno pagherà”. Passariello ricorda di non avere “alcun incarico nella Sma Campania”, la società della Regione Campania sulla quale si sono concentrate le indagini dei magistrati e della testata web, e spiega di conoscere Lorenzo Di Domenico, ex consigliere delegato di Sma che si è dimesso dall’incarico proprio a seguito delle indagini, “dal 2003 ma solo perché è il mio commercialista di famiglia”. “Agostino Chiatto non e’ piu’ comandato presso la mia segreteria dal febbraio 2017”, ha spiegato ancora Luciano Passariello. Chiatto è lo stesso che nella videoinchiesta di Fanpage.it viene ripreso mentre incontra un ex camorrista che si occupava di smaltimento rifiuti che finge di essere tornato ‘sul mercato’ degli sversamenti’. E’ nella prima puntata dell’inchiesta di Fanpage che Chiatto fa il nome di Passariello, lasciando intendere che servirebbero soldi per la campagna elettorale del consigliere, candidato con Fratelli d’Italia alla Camera. “Non voglio parlare di lui – ha affermato – ha un suo problema e lo sta affrontando. Dopo quella data, dal 17 febbraio 2017, Chiatto ha frequentato i miei uffici come chiunque altro militi nel partito”. All’interno del Consiglio regionale, Passariello presiede la Commissione speciale sulle partecipate, un organismo ‘temporaneo’ giunto, tuttavia, alla quarta proroga. L’ultima e’ stata approvata dal Consiglio alla fine di gennaio e dura 60 giorni. Passariello assicura che e’ pronto a “relazionare in aula sulle attivita’ della Sma, ma io ribadisco che non c’entro nulla con quella azienda. Presentero’ la relazione finale nel primo Consiglio utile”. In merito all’esposto presentato dai grillini alla Corte dei Conti sul presunto danno erariale che deriva dalla Commissione presieduta da Passariello, l’esponente di Fratelli d’Italia ha detto: “Spero che la Corte dei Conti faccia l’inchiesta e, se il Consiglio avra’ sbagliato, paghera’. Ma tutto e’ stato fatto a norma di legge”. La Commissione speciale verra’ sciolta anche se, come ha evidenziato Passariello, “alla luce dell’inchiesta della magistratura sulla Sma ci dovrebbe essere un’altra commissione d’inchiesta. In quel caso farei un passo indietro”.

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