Ancora una lite in carcere a Fuorni. Ancora detenuti che si prendono a botte. Questa volta è accaduto all’interno di una cella, sempre per futili motivi. Ma uno di loro è finito in ospedale con una prognosi di trenta giorni. Una lite che segue di poche ore un’altra discussione animata causata da un disaccordo per una partita a carte. Episodi che, stando a chi vive e lavora all’interno dell’istituto penitenziario, sarebbero legati ad un tentativo, da parte di alcuni, di far valere il proprio potere sugli altri.
In particolare, dicono i beninformati, ad alcuni dissidi campanilistici legati a provenienze geografiche diverse. E tutti gli episodi di violenza avverrebbero quasi sempre nella sezione media sicurezza, tra detenuti che non hanno una grosso spessore criminale. Una «motivazione», questa, che non condivide il direttore della casa circondariale di Fuorni, Stefano Martone, che parla «di situazioni congenite al regime carcerario». Però, intanto, i provvedimenti non mancano: si va di quindici giorni di isolamento al trasferimento coatto di istituto con tutte le conseguenze che ne possono derivare, non per ultimo un eventuale ulteriore allontanamento dalla famiglia.
Negli ultimi tempi le liti si sono susseguite l’una all’altra. Soltanto la scorsa settimana, dopo un colloquio, un uomo ebbe una discussione con un agente penitenziario e iniziò a picchiarlo. Intervennero gli altri colleghi in divisa, compreso il comandante, e il detenuto ne ebbe per tutti. Una situazione che, stando alle denunce dei sindacati di categoria oltre che a quanto riferisce lo stesso direttore, dipende molto anche da cause legate al sovraffollamento e alla mancanza in organico di personale della penitenziaria.
«Credo che ci siano alcuni episodi che vadano visti con una chiave di lettura diversa – precisa il direttore Martone – di recente stanno aumentando i casi di ritrovamento di hashish e di telefoni cellulari nella disponibilità dei detenuti. E questo non perché siano cambiate le abitudini dei reclusi, ma perché nonostante le carenze in organico, la polizia penitenziaria sta lavorando molto bene».
È di qualche giorno fa il ritrovamento di un pacchetto di cento grammi di hashish in prossimità del campo di calcio. L’ipotesi è che sia stato lanciato da qualcuno e che il diretto interessato non abbia avuto il tempo di recuperarlo. Ma anche su questo ci sono ora indagini in corso.
Intanto il direttore Martone continua a programmare una permanenza diversa per i detenuti di Fuorni. «Stiamo continuando ad intercettare fondi per migliorare le loro condizioni all’interno dell’istituto e offrire loro una possibilità di riscatto sociale una volta fuori. È vero che il regime aperto può aumentare le occasioni di contatto ma è anche vero che ci sono detenuti capaci di avere comportamenti corretti. Per questo motivo, a breve, apriremo un padiglione per trenta posti per una custodia aperta fondata esclusivamente su patti di responsabilità».
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