Pizzo alla ‘collega’ prostituta: chiesto il processo per una rumena di 38 anni

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Duecentocinquanta euro alla settimana per prostituirsi lungo il litorale di Battipaglia: questa la somma che una giovane donna rumena doveva versare alla collega più anziana come pizzo. In caso contrario quest’ultima avrebbe mostrato le sue foto, durante le ore di lavoro, ai servizi sociali affinché togliessero le figlie alla ventiquattrenne per poi pubblicarle anche sui social.  Una storia di minacce e di ricatti quindi che la rumena residente a Montecorvino ha subito pagando il pizzo per sei mesi. Quando si è ribellata, però, le minacce sono diventate più pericolose coinvolgendo anche degli sfruttatori albanesi che avrebbero potuto fargliela pagare; così quando la giovane prostituta ha trovato la collega davanti alla scuola elementare di Montecorvino dove si era recata per andare a prendere le sue bambine, ha capito che non c’era tempo da perdere e si è rivolta ai carabinieri per denunciare tutto.
La sua storia è diventata un’inchiesta che, affidata al sostituto procuratore Federico Nesso, è arrivata ad una svolta con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Estorsione, sfruttamento della prostituzione, minaccia e violenza privata sono le pesanti ipotesi di reato contestate ad una trentottenne anch’ella rumena che ora rischia il rinvio a giudizio. Nel fascicolo la Procura ricostruisce il clima di terrore e di intimidazione vissuto dalla ventiquattrenne per circa tre anni, nel corso dei quali ha sopportato le minacce della connazionale. Tutto inizia nell’aprile 2015, quando comincia a prostituirsi sul litorale di Battipaglia; la zona è la stessa dove esercita la ricattatrice che non ci mette molto a dettare le sue regole. La giovane donna paga fino all’ottobre 2015 ma quando smette di corrispondere la tangente cominciano i guai con numerose e insistenti  minacce che esplodono poi l’autunno scorso quando la donna più anziana, pur di impedire alla giovane di prostituirsi in quella zona, alza il tiro coinvolgendo anche le bambine della vittima.
L’inchiesta è solo una delle tante che pone sotto i riflettori le drammatiche condizioni di violenza che, ogni giorno, vivono tante giovani prostitute.






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