Le scarpe di Ronaldo e le scuse a Maradona. Lorenzo Insigne affida oggi a The Player’s Tribune, sito di microblogging per sportivi professionisti, il racconto firmato di suo pugno della storia dei suoi inizi nel mondo del calcio. Una storia fatta di rifiuti, racconta Insigne, tutti con la stessa motivazione “mi dicevano che ero troppo basso”. Ma che comincia soprattutto con un paio di scarpette che Lorenzo chiede al padre di comprargli dopo essere stato ammesso in una scuola calcio: “La mia famiglia – scrive Insigne – ha origini molto umili. Frattamaggiore, il piccolo comune nel quale sono cresciuto, era un posto con tanti problemi: in quegli anni non c’era niente, non c’era lavoro e la mia famiglia non aveva tanti soldi per tirare avanti, quindi era praticamente impossibile poter comprare delle scarpe costose. Inoltre io volevo un paio di scarpe in particolare: le R9. Erano le scarpe del Fenomeno, Ronaldo. Ve le ricordate? Di colore argento, blu e giallo. Una vera icona: Ronaldo aveva appena giocato il Mondiale del ’98 in Francia con quelle scarpe e io non parlavo d’altro. Dicevo ogni giorno: ‘Papa’, per favore, ti prego, prendimi le scarpe di Ronaldo'”. Insigne racconta di come il padre volesse comprargli delle semplici scarpette nere come quelle che indossava Maradona negli anni Ottanta: “Ma io non lo avevo visto giocare – scrive Insigne – ero troppo piccolo e gli rispondevo: ‘No papa’, non hai capito. Ronaldo e’ il migliore’. Mi dispiace papa’! Mi dispiace Diego!”, scrive Insigne che infatti inizia il post scrivendo “Prima di cominciare questa storia devo chiedere perdono a Dio. Per Dio, intendo “D10S”, Diego Armando Maradona. E voglio chiedere perdono anche a mio padre”. “Ogni volta che indosso la maglia del NAPOLI al San Paolo – conclude Insigne – mi viene la pelle d’oca. Perche’ so cosa significa per la mia famiglia, e ripenso a tutto quello che ha sacrificato mio padre negli anni per tirare avanti e per permettermi di coltivare questa passione. Non so cosa abbia dovuto fare per avere i soldi per comprare le mie prime scarpe, ma so che e’ stato faticoso. Quel sacrificio ha dato inizio a questo sogno. E ora posso scendere in campo nella mia citta’ e mi vengono i brividi perche’ penso: “Qui ha giocato il piu’ grande giocatore della storia. Qui e’ dove ha giocato Maradona. Con tutto il dovuto rispetto, caro Ronaldo, adesso che sono piu’ grande e che conosco la mia storia, devo pentirmi e devo dire che Maradona e’ il piu’ grande giocatore che sia mai esistito. Ronaldo, avevi delle scarpe meravigliose. Eri il Fenomeno. Eri la mia ispirazione. Ma io sono napoletano, qui c’e’ un solo re. E il suo nome e’ Diego Armando Maradona”.
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