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Il Benevento ci crede ancora: Diabate all’89’ fa esplodere il Vigorito

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Era l’ultima chiamata, lo scontro diretto che avrebbe potuto riaccendere una fiammella di speranza e con il solito finale thrilling il è riuscito ad accendere il fuocherello. Il successo batticuore per 3-2 col Crotone, che ora è distante 11 punti, concede ancora speranze per i sanniti che venivano da 4 sconfitte di fila, ma che fatica. Primo tempo vivace. Dopo i primi sussulti del (già in avvio squillo di Coda che impatta al volo sugli sviluppi del corner: provvidenziale la ribattuta di Ceccherini a due passi dalla linea, poi ci prova senza fortuna ) al 12′ il Crotone è già in vantaggio. Splendida giocata di Benali, che libera Nalini con un delizioso tocco dolce: diagonale destro del nove, sul secondo palo Crociata sbuca alle spalle di Venuti e in spaccata infila il tap-in vincente. Il clichè resta invariato: è il Benevento a dettare i ritmi, possesso palla nettamente a favore dei sanniti ma palle gol pochine mentre il Crotone attende diligentemente e prova a colpire in contropiede. La pressione dei locali porta al gol del pari al 37′: corner dalla sinistra battuto da , stacco imperioso di , che prende il tempo a Ceccherini e Capuano e di testa insacca. A inizio ripresa ancora una bella occasione per il Benevento: discesa fulminea sulla sinistra di Venuti, che scaraventa in area un cross basso e teso: Djuricic non impatta in spaccata, provvidenziale Martella, che anticipa Brignola. Subito dopo c’è un palo di Parigini ma l’azione era ferma per off-side. Gli sforzi dei sanniti vengono coronati al 20′: progressione tenace di Viola, che resiste all’attacco di Barberis e Ricci e lascia partire un mancino sporcato da Faraoni, che manda fuori tempo Cordaz. La rabbia dei circa 500 tifosi calabresi presenti fa però brutti scherzi e poco dopo dalle tribune viene scagliato in campo un fumogeno, che esplode a pochi passi da Puggioni, che deve far ricorso alle cure mediche. Al 28′ però ecco il pari: Faraoni alza un campanile con l’esterno destro, Benali scatta sul filo del fuorigioco e insacca di testa. Il Benevento perde fiducia e rischia anche di perdere la partita quando il neo-entrato Trotta colpisce il palo esterno ma il finale riserva altre sorprese. Ad un minuto dal termine infatti arriva il gol del successo siglato dal neo-entrato Diabatè. Serie di rimpalli in area, Iemmello pennella con il destro, sponda di testa di Djimsiti per Diabaté, che da due passi sigla il tris con un destro di controbalzo facendo esplodere lo stadio.

Benevento Crotone 3-2

Benevento (3-4-2-1): Puggioni 6, Letizia 6 (1′ st Sagna 5.5), Djimsiti 5.5, Tosca 5.5, Venuti 5.5, Parigini 6 (19′ st Iemmello 5.5), Sandro 6.5, Viola 6.5, Djuricic 6.5 (32′ st ’ 6.5), Coda 6, Brignola 6. (22 Brignoli, 4 Del Pinto, 8 Cataldi, 18 Gyamfi, 20 Memushaj, 21 Costa, 29 Billong, 87 Lombardi). All.: De Zerbi 6.5.

Crotone (4-4-2): Cordaz 5.5, Faraoni 5, Capuano 6, Ceccherini 5.5, Martella 5.5, Benali 6, Ajeti 5 (12′ st Barberis 5.5), Crociata 6 (5′ st Budimir 6), Mandragora 6, Ricci 6 (35′ st Trotta sv), Nalini 6. (3 Festa, 6 Rodhe’n, 13 Izco, 19 Diaby, 20 Pavlovic, 21 Zanellato, 31 Sampirisi, 34 Simic, 99 Simy). All.: Zenga 6,5.

Arbitro: Rocchi di Firenze 6.5.

Reti: nel pt 11′ Crociata, 37′ Sandro; nel st 20′ Viola, 27′ Benali, 44′ Diabate’.

Ammoniti: Coda, Letizia, Brignola, Budimir, Djuricic, Benali e Sandro per gioco scorretto. Recupero: 0′ e 4′. Calci d’angolo: 6-4. Spettatori: 10 mila circa. Var: 0. Note: al 23′ st gioco fermo per un minuto a causa di un petardo lanciato dalla curva dei tifosi del Crotone che ha stordito il portiere del Benevento Puggioni.

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Cronaca

Sfida virtuale choc a Napoli: ragazzino di 11 anni si lancia nel vuoto e muore

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challenge choc a napoli

La questura di Napoli sta indagando su un episodio choc che si è verificato la notte scorsa a ridosso di Chiaia. Un bambino di 11 anni infatti si è suicidato lanciandosi dalla finestra della casa al decimo piano in cui abita con la famiglia.

Secondo le prime prime ricostruzioni il piccolo avrebbe lasciato anche un biglietto alla madre per spiegare l’insano gesto. Il giovane si è lanciato nel vuoto schiantandosi su un ballatoio sottostante. Quando sono arrivati gli operatori del 118 il suo cuore aveva già cessato di battere. Sconforto tra i familiari che non riescono a spiegare il gesto. Sono stati interrogati anche gli amici oltre ai familiari.

Figlio di due professionisti, non si esclude che sia stato vittima di un gioco sul web, una sorta di challenge che porta a gesti estremi. La polizia ha sequestrato computer e telefono nella disponibilita’ del ragazzino. Secondo quanto si e’ appreso, ci sarebbe anche un messaggio ai genitori che orienta le indagini sulla sfida virtuale. La procura ha aperto una indagine per istigazione al suicidio.

 

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Calcio

Coronavirus, Spadafora rassicura, ma attesa per il Napoli

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La serie A e’ in subbuglio per il caso dei 14 positivi nel gruppo squadra del Genoa, uno vero e proprio choc dopo i pochi casi isolati riscontrati fino a ieri e che fa agitare lo spettro di un improvviso stop ad una stagione appena cominciata. E provoca polemiche, tra i richiami del viceministro Sileri alla richiesta del virologo Crisanti di reintrodurre la quarantena obbligatoria per le squadre di calcio. A rasserenare gli animi, gia’ in mattinata, e’ il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, il quale pur dicendosi preoccupato afferma che a suo avviso “la situazione non e’ tale da fermare il campionato”, e poco dopo aggiunge: “Aspettiamo Napoli, credo si possa andare avanti”. Il dubbio per ora riguarda la partita Genoa-Torino di sabato e domani la Lega serie A terra’ un Consiglio straordinario per discutere l’ipotesi di rinvio. Ipotesi che prende corpo, dato che i giocatori rossoblu’ non si possono allenare da ieri. Ma a tenere banco e’ anche il Napoli, che ha affrontato domenica i Grifoni e teme il contagio. Oggi e’ stato fatto il tampone ai giocatori, che andra’ ripetuto almeno un’altra volta tra due o tre giorni, e il risultato dira’ molto su quello potra’ succedere d’ora in poi. Come il Genoa, anche il responsabile del protocollo medico del Napoli teme che la trasferta in casa Juve sia difficile. A puntellare le speranze di chi crede si possa ‘tenere aperto’, oltre allo stesso ministro, e’ anche il coordinatore dei medici di Serie A, Gianni Nanni, secondo il quale la prossima giornata non e’ a rischio. “Bisognera’ decidere su Genoa-Torino – spiega -, a meno che non spuntino nuovi casi dai test del Napoli o di altre squadre”. Nanni ha espresso sorpresa per il “numero importante” di casi emersi tra i rossoblu’, ma per fugare ogni dubbio sul rispetto delle regole da parte del club la Procura della Figc ha effettuato delle verifiche che hanno evidenziato il “pieno rispetto del protocollo anti Covid”. Insomma, tutto e’ stato fatto per bene e niente si potrebbe imputare alle societa’, le quali, sottolinea sempre la Federazione, dimostrano grande scrupolosita’ e disponibilita’, tanto da prevedere controlli ancora piu’ stringenti rispetto alle disposizioni, cioe’ effettuando un tampone ogni due giorni. Nonostante tutto, e’ scoppiato il caso Genoa, che Spadafora definisce “una tegola a ciel sereno”. Il ministro parlera’ col presidente federale, Gabriele Gravina, e incontrera’ la settimana prossima il n.1 della Lega serie A, Paolo Dal Pino, per fare il punto della situazione. “L’inizio del campionato diventa purtroppo anche una sperimentazione con tutte le cautele necessarie”, afferma Spadafora. Il protocollo non e’ in discussione – “e’ molto serio ed articolato” per il ministro dello Sport – ma il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, vorrebbe che in campo si rispettassero di piu’ le regole di distanziamento e i giocatori avessero piu’ autocontrollo. “Gli abbracci e l’esultanza in campo dovrebbero essere vietati – afferma Sileri -. La distanza deve comunque essere mantenuta. Se da un positivo nella squadra sono diventati 14 vuol dire che il virus e’ circolato, che non sono state mantenute le distanze, cosa invece fondamentale”. Sileri, parlando da medico, sostiene che in caso di altre positivita’ nel Napoli “la cosa migliore sarebbe fermarsi almeno per sette giorni. Ci dovremmo comportare come ci comportiamo con i focolai, la quarantena diventa indispensabile”. Quarantena invocata anche dal virologo Andrea Crisanti, che la vorrebbe subito per Genoa e Napoli, a scanso di equivoci.

 

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