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Salerno, abusò di una minore: risarcisce il danno e patteggia la pena

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Salerno. Due anni di reclusione per T.M., ventisette anni, accusato di avere abusato di una quattordicenne ospite di una casa famiglia della zona orientale della città dove il giovane lavorava come educatore. Ha risarcito il danno e patteggiato la pena. La sentenza è stata pronunciata ieri dal Gup del tribunale di Salerno, Piero Indinnimeo, che ha ratificato il patteggiamento a carico del giovane assistito dall’avvocato Agostino De Caro. La ragazzina, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Denami, ha rinunciato alla costituzione di parte civile in virtù del risarcimento, pari a cinque mila euro, che la madre della minore, che non ne ha mai perso la potestà genitoriale, intende vincolare fino al raggiungimento della maggiore età della figlia. Violenza sessuale aggravata era la pesante ipotesi di reato contestata al giovane educatore in seguito alla denuncia della ragazzina che, dopo essersi confidata con le assistenti sociali della struttura di Salerno. La vicenda risale al 2015 nell’ambito di un clima estremamente confidenziale che si era creato tra la ragazzina e l’operatore.  T.M., all’epoca dei fatti giovanissimo, aveva stabilito con lei un forte legame. La ragazzina  fragile e con una storia familiare difficile e complicata ulteriormente dall’arresto della madre per spaccio di stupefacenti, in virtù di quella fiducia riposta non aveva denunciato prima quegli episodi di cui è stata vittima. Il suo malessere, però, non è sfuggito alla responsabile della struttura che è riuscita a raccoglierne le confidenze. È stata la stessa minore nel corso dell’incidente probatorio ad affermare che credeva ciecamente in quell’uomo che ogni giorno incontrava in quella casa che, per lei, rappresentava ormai una famiglia. L’imputato, dal suo canto, avrebbe perso la testa per quella ragazzina che appariva bisognosa di tanto affetto. Gli abusi palpeggiamenti e atti sessuali si sarebbero consumati una notte all’interno della stanza dove l’adolescente dormiva. Sarebbe stata la stessa ragazzina a far entrare l’uomo per chiacchierare ma la situazione sarebbe sfuggita di mano e il giovane educatore, approfittando del suo ruolo, avrebbe abusato della ragazzina che, dal suo canto, non avrebbe però opposto alcun tipo di resistenza. Le accuse formulate dalla Procura di Salerno, che lo scorso mese ha chiesto il rinvio a giudizio per l’imputato, erano aggravate dal suo ruolo di educatore.

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Regina Ada Scarico

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