Era un ex bombarolo della Nco al servizio del super boss Pasquale Scotti, il braccio destro di Cutolo oggi pentito, il 60enne di Casalnuovo arrestato dai carabinieri insieme con due fratelli gemelli originari della Puglia. Vincenzo Bianco era un esperto di esplosivi e per questo che i due giovani nipoti di un boss della Sacra Corona Unita, si erano rivolti a lui. Probabilmente conoscenze del padre durate una comune detenezione. I due preparavano un assalto a uno sportello bancomat.
Bianco aveva preparato tutto l’occorrente per il confezionato un potentissimo ordigno esplosivo :una cinquantina di chiodi a 4 punte, due barattoli con un chilo e mezzo di miscela esplosiva, una busta di cellophane con altri 226 grammi, 3 marmotte lastre rettangolari piene di esplosivo da inserire nelle cavità degli sportelli bancomat per farli saltare – e materiale per la pesatura, il confezionamento e l’attivazione dell’esplosivo (bilancia elettronica, cavi, fascette, pinza, nastro isolante, guanti, batteria elettrica).
I due gemelli, Giovanni e Vincenzo Stasi, 27enni, sono stati rinchiusi nel carcere di Poggioreale, il bombarolo è agli arresti domiciliari Nel materiale sequestrato, oltre alle marmotte utilizzate per far saltare in aria i bancomat, i carabinieri hanno sequestrato anche quei grossi chiodi a tre punte, utilizzate dalle bande di rapinatori pugliesi, per bucare le ruote dei blindati.
Trasferte vietate: il Tar del Lazio conferma lo stop per Roma, Napoli e Fiorentina
Il divieto di trasferta resta in piedi. Il Tar del Lazio ha respinto i ricorsi cautelari presentati dalle associazioni dei tifosi di Roma, Napoli e Fiorentina contro i decreti del Ministero dell’Interno che hanno imposto lo stop alle trasferte fino al termine della stagione calcistica. Le ordinanze, depositate oggi dalla Prima Sezione Ter del tribunale amministrativo, confermano la linea dura adottata dal Viminale dopo i gravi episodi di violenza avvenuti lungo le arterie autostradali, teatro di scontri tra tifoserie contrapposte dirette agli impianti sportivi.
Secondo i giudici amministrativi, le misure restrittive risultano giustificate dall’esigenza di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza collettiva, messa seriamente a rischio dai comportamenti registrati nei mesi scorsi. Le domande cautelari presentate dalle tifoserie sono state quindi respinte, con un’unica parziale eccezione che riguarda la Roma: il Tar ha infatti accolto il ricorso limitatamente al divieto imposto ai residenti nelle province del Lazio diverse dalla Capitale, ritenendo in quel caso necessario un riesame più circoscritto della misura.
Arrestato il principe Andrea: «Passò documenti riservati a Epstein»
Il blitz nella tenuta reale. Sei auto della polizia, senza contrassegni, hanno fatto irruzione nella Wood Farm all'alba. Erano le otto di giovedì 19 febbraio quando otto uomini in borghese, ma con l'aria di agenti specializzati, hanno bussato alla porta dell'ex residenza del principe Filippo. Lì, recluso in un isolamento forzato da mesi, viveva Andrea,…
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