Niente cibo gourmet nelle carceri: arriva lo stop del Tar della Campania

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E’ arrivato lo stop da parte del Tar della Campania: il provvedimento del Dap e del Ministero della Giustizia con il quale si stabiliva che il cibo nelle mense dei penitenziari campani fosse goumert e di altissima qualità è stato annullato.
Hanno vinto la prima battaglia legale la “Saep” e la “Paolo Ardisson”, due aziende che hanno chiesto ed ottenuto dal tribunale regionale della Campania la cancellazione del provvedimento. Questo vuol dire che per ora si continuerà com’è stato fino ad ora, con un cibo di qualità certamente ma che non debba necessariamente rispettare criteri da ristorante “stellato”.
Menù di qualità altissima quelli che erano stati imposti dal nuovo disciplinare del provveditorato del ministero della Giustizia, per i bandi di gara del vitto nelle carceri italiane, e tra loro anche per i quindici penitenziari campani che è stato annullato dal Tar Campania.
Costo: 33 milioni di euro all’anno per i prossimi tre anni solo per quelli nostrani. Questo è quanto stabilito per il prossimo triennio e ha generato polemiche oltre che ricorsi al Tar da parte di aziende che per anni si sono occupate di somministare cibo nelle carceri italiane (con circa 57mila detenuti) e che invece si sono viste imporre delle regole nuove e molto stringenti che non rientrano nei canoni e soprattutto nei costi al ribasso utili per vincere gare pubbliche. Nei nuovi menù ci sono per esempio regole per la somministrazione di carni, che devono essere di allevamenti selezionati.
Gli ortaggi che devono essere invece coltivati nei campi aperti. La regola cardine è quella del chilometro zero, con il minimo possibile delle contaminazione: quindi innanzitutto tipicità del prodotto e territorialità. Ma per il momento tutto è stato bloccato. Si aspetta la pronuncia da parte del Consiglio di Stato.







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