Benevento-Lazio 1-5. Altro risultato umiliante, altri gol insaccati ingenuamente dalla retroguardia giallorossa, al di là dei valori eccelsi degli avanti biancocelesti. La città di Benevento non merita tutto questo, e le colpe a questo punto sono di tutti: dal presidente fino all’ultimo tesserato della società. Cambiare Baroni per sostituirlo con De Zerbi non è una mossa intelligente, e non perchè il tecnico bresciano non abbia le conoscenze adeguate, ma perchè al Benevento in una situazione del genere, serviva un allenatore navigato ed esperto nella massima serie. La situazione è critica, la squadra nonostante ci metta il cuore e la grinta in ogni partita non è assolutamente adeguata per affrontare un campionato del genere, e ad oggi perderebbe contro ogni altra formazione (mancano otto partite alla fine del girone d’andata, il record negativo di fare 0 punti in 19 partite non è così lontano).
E a proposito di record negativi. Dopo i gol di Immobile e soci il Benevento diventa la peggior difesa dei tre campionati professionstici italiani. Per intenderci, con le dovute proporzioni, la difesa del Santarcangelo è meno perforata.
La prossima partita sarà Juventus-Benevento, e a meno che i bianconeri non si presentino allo Stadium, per gli uomini di De Zerbi le possibilità di fare i primi punti in serie A sono pari allo zero. Tutte queste critiche a questa squadra, non devono però trascurare il momento della Lazio e del suo tecnico Inzaghi. Una sola parola: Spettacolari.
Nonostante, però, tutte questa negatività la classifica non condanna definitivamente il Benevento. Ma il primo tempo di oggi è stato persino più brutto di quello di Napoli, e solo l’ingresso di Ciciretti nella ripresa ha rianimato una squadra calcisticamente morta. Non per essere troppo cattivi, ma una squadra del genere farebbe fatica anche in serie B, dove regna l’equilibrio.
Chi vince ogni domenica sono i tifosi beneventani, che non smettono mai di applaudire e cantare per i loro calciatori. Onore a loro.
Antonio Carlino
Entusiasmo, ambizione e voglia di mettersi subito al servizio della squadra. Alisson Santos, 23 anni, attaccante brasiliano arrivato a Napoli nel mercato invernale dallo Sporting Lisbona, si presenta così ai tifosi azzurri, con parole che mescolano emozione e determinazione. «Sono molto contento di essere qui, per me è un sogno. Il Napoli è un grande club e spero di aiutare a conquistare i nostri obiettivi», ha spiegato parlando della sua nuova avventura.
L’esordio è già alle spalle, con la mezz’ora giocata in Coppa Italia contro il Como e la responsabilità di uno dei rigori finali, nonostante l’eliminazione. «Sono contento per l’esordio ma ovviamente triste per il risultato, perché volevo passare il turno insieme alla squadra. Ma ora è il momento di lavorare e guardare avanti», ha detto, mostrando subito mentalità e senso del collettivo. Per lui non era nemmeno la prima volta al Maradona: «Martedì è stata la mia seconda volta qui, avevo già giocato in questo stadio con lo Sporting in Champions. Ma giocare per il Napoli è una sensazione incredibile, sentire la passione del tifo partenopeo».
Rese note le designazioni arbitrali per la venticinquesima giornata di Serie A, turno che mette in calendario incroci pesanti sia in chiave scudetto sia per la corsa europea. A dirigere l’anticipo di domani sera tra Pisa e Milan sarà Fabbri.
I riflettori principali saranno però puntati sabato sera su San Siro, dove andrà in scena l’ennesimo capitolo del derby d’Italia tra Inter e Juventus. Una partita che vale molto più dei tre punti e che sarà affidata a La Penna, arbitro di esperienza scelto per una gara che si preannuncia ad alta tensione agonistica e ambientale.
Roma - Si è conclusa in meno di un'ora l'audizione di Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, davanti al Comitato della Commissione parlamentare Antimafia dedicato alle infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive e ai legami tra criminalità organizzata e società calcistiche. Il numero uno del club partenopeo, convocato a Palazzo San Macuto intorno alle 8:30, ha…
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