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Sant’Antimo, 34enne pestato davanti alla villa comunale: finisce in ospedale

Sant’Antimo – Quello che doveva essere un tranquillo lunedì sera nei pressi della Villa Comunale si è trasformato in un’aggressione brutale. Un uomo di 34 anni, incensurato, è rimasto vittima di un violento pestaggio ad opera di due individui, attualmente in fase di identificazione.

Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, ancora al vaglio degli inquirenti, la vittima sarebbe stata avvicinata dai due aggressori mentre si trovava nei pressi del parco pubblico cittadino.

All’origine del raid non ci sarebbero questioni legate alla criminalità, bensì motivi banali: una parola di troppo o, più probabilmente, uno “sguardo” non gradito. Una scintilla minima che ha innescato una reazione di inaudita violenza.

Il 34enne è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove in serata sono intervenuti i militari dell’Arma per raccogliere la sua testimonianza. I medici hanno riscontrato un quadro clinico serio: trauma cranico, lesioni multiple e diverse fratture. L’uomo è stato dimesso con una prognosi di 14 giorni.

I Carabinieri della tenenza di Sant’Antimo hanno avviato immediatamente le indagini per ricostruire l’esatta dinamica del fatto e rintracciare i responsabili. Al vaglio dei militari potrebbero esserci le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, fondamentali per dare un volto ai due aggressori fuggiti subito dopo il pestaggio.

Incendio ai Quartieri Spagnoli: 20 persone intossicate

Napoli – L’incubo del fuoco si è materializzato all’alba nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Alle 6:30 di questa mattina, un violento incendio è divampato al pian terreno di un appartamento in vico Campanile al Consiglio, un budello a due passi da via Girardi, nel reticolo di stradine del centro storico.

Le fiamme, divorate forse da un corto circuito, hanno scatenato il panico, costringendo all’evacuazione dello stabile e riempiendo i vicoli di una densa e pericolosa colonna di fumo.

Sul posto è scattato immediatamente l’intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco, affiancate dalle unità della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico e del Commissariato Montecalvario.

Operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono ancora in corso al momento della stesura di questo articolo, mentre i tecnici sono già al lavoro per accertare le cause definitive del rogo.

Il bilancio, per fortuna, sembra evitare il peggio: nessun ferito grave è stato segnalato. Tuttavia, gli effetti collaterali dell’incendio sono stati significativi. Secondo le prime testimonianze raccolte sul posto, una ventina di persone, residenti nelle immediate vicinanze, hanno fatto ingresso al Pronto Soccorso dell’Ospedale Pellegrini per accertamenti per intossicazione da fumo, probabilmente causata dall’inalazione dei fumi tossici durante le fasi iniziali dell’incendio. Tutte sarebbero in condizioni non preoccupanti.

La scena, nelle prime ore del mattino, è stata di grande tensione: vicoli stretti resi quasi impraticabili dai mezzi di soccorso, residenti svegliati dalle urla e dall’odore di bruciato, famiglie trascinate fuori in fretta e furia.

Il corto circuito, ipotesi al momento più accreditata, ha prodotto un principio d’incendio che ha trovato forse rapido combustibile nell’arredamento dell’abitazione, generando in poco tempo un focolaio di notevole intensità.

L’episodio riaccende i riflettori sulla sicurezza e sulla vulnerabilità dei tessuti urbani più antichi e densi della città, dove la conformazione degli spazi e l’età degli impianti possono rappresentare un fattore di rischio aggiuntivo in caso di emergenza. I vigili del fuoco sono ancora impegnati per le operazioni di bonifica e di raffreddamento, mentre l’edificio rimane al momento inagibile.

Napoli, 20enne gambizzato all’esterno di una discoteca ad Agnano

Napoli – – Non si ferma l’ondata di violenza legata all’uso delle armi da fuoco tra i giovanissimi a Napoli. L’ultimo episodio si è consumato nel cuore della notte tra il 5 e il 6 gennaio nel quartiere di Agnano, zona nevralgica del divertimento notturno flegreo.

Secondo una prima ricostruzione, un ragazzo di 20 anni è rimasto ferito da un colpo di pistola mentre si trovava nei pressi di una nota discoteca in via Scarfoglio.

La vittima, che fortunatamente non versa in pericolo di vita, è giunta autonomamente o accompagnata presso il pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Qui i medici hanno riscontrato una ferita d’arma da fuoco alla gamba sinistra, giudicata non grave.

La dinamica al vaglio degli inquirenti

Sul posto sono immediatamente intervenuti gli agenti della Polizia di Stato per raccogliere la testimonianza del giovane. Quest’ultimo ha riferito ai poliziotti di essere stato avvicinato da uno sconosciuto che, senza apparenti motivi, avrebbe estratto l’arma e fatto fuoco per poi dileguarsi nel nulla.

Il caso è ora affidato agli uomini del Commissariato Bagnoli, che stanno lavorando per verificare l’attendibilità della versione fornita dalla vittima. Al vaglio degli inquirenti ci sono le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e dei locali limitrofi, fondamentali per identificare l’aggressore e chiarire se il ferimento sia scaturito da una lite improvvisa o se si tratti di un agguato pianificato.

Sant’Antonio Abate, scoperto il mercato parallelo delle armi fantasma

Sant’Antonio Abate – Il mercato nero delle armi non si limita più allo scambio clandestino di pistole e munizioni: quando la materia prima scarseggia, la criminalità organizzata si reinventa. Le armi non si cercano soltanto, si costruiscono.

È questo il segnale che arriva dal sequestro effettuato dai carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate, che hanno rinvenuto un vero e proprio arsenale nascosto in uno zaino abbandonato in un terreno di via Nocerelle, all’altezza del civico 72.

Non è la prima volta che le forze dell’ordine si imbattono in oggetti concepiti per uccidere e mascherati da altro: in passato sono state sequestrate penne-pistola, portachiavi pronti a sparare, dispositivi apparentemente innocui trasformati in armi micidiali. Ma il punto, oggi, è un altro.

Alla criminalità serve ancora la forza intimidatrice della potenza di fuoco, l’impatto visivo dell’arma impugnata, simbolo di controllo del territorio e di dominio. Per questo il passato non viene accantonato: viene adattato.

All’interno dello zaino, i militari hanno trovato cinque pistole prive di matricola. Non armi “ripulite”, ma armi che una matricola non l’hanno mai avuta. Pistole assemblate e modificate, perfettamente funzionanti, frutto di componenti facilmente reperibili anche sul web e lavorate da mani esperte. Armi fantasma, invisibili ai sistemi di tracciamento, ma letali come – e più – di quelle tradizionali.

Insieme alle pistole, anche un ingente quantitativo di munizioni: otto caricatori e 273 proiettili di vario calibro, alcuni dei quali compatibili con armi da guerra. Un corredo che lascia pochi dubbi sulla destinazione finale di quel materiale: il braccio armato di una criminalità che cambia pelle ma non obiettivi, consapevole che il possesso delle armi resta un elemento centrale per affermare la propria presenza e la propria forza.

Le pistole sequestrate saranno ora sottoposte ad accertamenti balistici per verificare un eventuale collegamento con fatti di sangue o altri delitti commessi sul territorio. Le indagini proseguono per risalire a chi abbia nascosto l’arsenale e a quale contesto criminale fosse destinato. L’allerta, assicurano gli investigatori, resta alta: perché il traffico illegale evolve, ma continua a rappresentare una delle minacce più concrete alla sicurezza.

La specifica del sequestro:

TOTALE PISTOLE: 5

Pistole semiautomatiche
1. Beretta Mod. 92
• Calibro: .380
• Matricola: assente
• Munizioni nel caricatore: 6 proiettili cal. .380
2. Beretta Mod. 92
• Calibro: .32 Auto / 7,65
• Matricola: assente
• Munizioni nel caricatore: 8 proiettili cal. .32 Auto, 1 proiettile cal. 7,65
3. Beretta Mod. 85 Auto
• Calibro: 8 mm K (Italy)
• Matricola: assente
• Munizioni nel caricatore:5 proiettili cal. 7,65, 1 proiettile cal. .32 Auto CBC
4. Bruni Mod. P4
• Calibro: 9 mm K (Made in Italy)
• Matricola: assente
• Munizioni nel caricatore: 3 proiettili cal. .32 Auto, 2 proiettili cal. 7,65
5. Bruni Mod. 315 Auto
• Calibro: 8 mm K (Made in Italy)
• Matricola: assente
• Munizioni nel caricatore: 6 proiettili cal. 6,35

TOTALE CARICATORI: 8

Caricatori per pistola
1. Caricatore tipo EKOL ASI / Magnum / Compact / Jackal
• Capacità: 30 colpi
• Contenuto: 13 proiettili cal. .380
2. Caricatore tipo EKOL ASI / Magnum / Compact / Jackal
• Capacità: 30 colpi
• Contenuto: 12 proiettili cal. .380, 2 proiettili cal. 9 corto, 1 proiettile marcato 9 mm K
3. Altri caricatori 6 caricatori associati alle pistole sopra elencate

3. MUNIZIONAMENTO

Totale proiettili: 273

Proiettili rinvenuti sfusi o in contenitori
1. In busta di plastica trasparente
• 46 proiettili:
• 43 cal. .380 Auto
• 1 cal. 9 mm BR C
• 1 cal. .38 Special
• 1 cal. 7,65
2. In busta di plastica trasparente
• 69 proiettili:
• 65 cal. .380 Auto
• 4 cal. 9 mm
3. In valigetta per pistola
• 7 proiettili:
• 6 cal. 6,35
• 1 cal. .32 Auto CBC
4. Altro munizionamento
• 91 proiettili:
• 37 cal. 7,65
• 15 cal. .380 Auto
• 34 cal. .32 Auto
• 5 cal. 7,65 Browning

Faida di Pianura: solo 3 anni al baby boss Massimiliano Santagata

Napoli – Nessuna stangata giudiziaria per il presunto baby-ras che ambiva a raccogliere l’eredità criminale del clan Esposito-Marsicano. All’ombra della faida di Pianura, Massimiliano Santagata, 22 anni, accusato di tentato omicidio, è stato condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione al termine del rito abbreviato. I

l giudice per le indagini preliminari ha accolto la linea difensiva degli avvocati Domenico Dello Iacono e Anna Savanelli, riqualificando l’imputazione nella meno grave ipotesi di lesioni aggravate. Di tutt’altro avviso la Procura di Napoli, che aveva sollecitato una condanna a otto anni di carcere.

La stessa pena è stata inflitta al coimputato Salvatore Carpentieri. Per Santagata, poche settimane fa, erano già scattati gli arresti domiciliari nell’ambito di un procedimento ancora in corso.

L’agguato del 4 maggio e il movente “personale”

Santagata, insieme a Francesco Olgato e allo stesso Carpentieri, era stato arrestato nell’agosto scorso con l’accusa di tentato omicidio, oltre che di porto e detenzione di arma comune da sparo in luogo pubblico.

Secondo le indagini condotte dalla Squadra giudiziaria del commissariato di Pianura e dalla Squadra mobile, i tre sarebbero gli autori dell’agguato teso il 4 maggio 2024 ai danni di Luca Battista.
La vittima, all’epoca agli arresti domiciliari nella sua abitazione di via vicinale Torciolano, si accorse della presenza dei sicari dal terrazzo e riuscì a mettersi in salvo, rifugiandosi all’interno dell’appartamento. I colpi esplosi raggiunsero arredi e suppellettili ad altezza d’uomo. Battista, oggi detenuto nel carcere di Poggioreale, sta scontando una condanna non definitiva a dodici anni.

Secondo quanto emerso in istruttoria, il raid sarebbe maturato in un contesto di forte tensione personale: alla base dell’agguato vi sarebbe stata una relazione sentimentale ritenuta “proibita” tra Battista e la moglie di un uomo vicino al gruppo Santagata. Un movente passionale che ha inciso sulla valutazione giuridica dei fatti, allontanando – almeno sul piano processuale – l’ipotesi di un regolamento di conti di stampo mafioso.

La faida di Pianura e l’eredità dei clan

Il contesto resta tuttavia quello di una periferia occidentale di Napoli segnata da anni da equilibri criminali instabili. La cosiddetta faida di Pianura affonda le radici nello sgretolamento del clan Esposito-Marsicano, storicamente egemone sul territorio, e nella conseguente competizione tra gruppi emergenti pronti a colmare i vuoti di potere lasciati da arresti e collaborazioni con la giustizia.

Una guerra silenziosa, fatta di intimidazioni, agguati falliti e alleanze fluide, in cui si muovono giovani leve cresciute all’ombra dei vecchi ras. In questo scenario, Santagata resta per gli inquirenti una figura di primo piano: nonostante la derubricazione dell’accusa, è considerato uno dei possibili registi della nuova gang che ambirebbe a raccogliere l’eredità criminale degli Esposito-Marsicano.

Agguato ai Quartieri Spagnoli, ore contate per il pistolero

Napoli  –  Le indagini sull’agguato avvenuto nella notte tra venerdì e sabato ai Quartieri Spagnoli, in cui è rimasto ferito a colpi di pistola Gianluca Pisacane, 28 anni, fratello di Fabio Pisacane (allenatore del Cagliari), sarebbero a una svolta: la Squadra Mobile di Napoli ha individuato il gruppo ritenuto coinvolto nella spedizione punitiva e punta ora a chi ha materialmente sparato.

Una svolta che il nostro sito aveva anticipato due giorni fa: a fare fuoco sarebbe stato il fidanzato di una delle tre ragazze coinvolte nella lite al bar che avrebbe coinvolto anche una dipendente del “PisaDog19″e. lo stesso Gianluca Pisacane intervenuto da paciere.

Determinanti, ancora una volta, sarebbero state le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, acquisite dagli investigatori e trasmesse in Procura. Nei filmati — secondo quanto trapela — si vedrebbero la fase dell’agguato, gli spari a distanza ravvicinata e la fuga dei responsabili, ripresa da più telecamere.

La lite e la pista della ritorsione

​Gli inquirenti ritengono che tra quella lite e l’agguato ci sia un nesso diretto, con una “spedizione punitiva” messa in atto da soggetti legati da vincoli di parentela alle donne coinvolte. Restano da definire nel dettaglio ruoli e responsabilità di ciascuno, mentre la posizione di chi ha sparato sarebbe già stata circoscritta dagli accertamenti.

L’agguato dopo la chiusura del locale

L’aggressione sarebbe scattata dopo la chiusura, mentre Gianluca Pisacane era con il padre Andrea, come raccontato anche dai familiari in dichiarazioni rese al Tg3. Prima gli insulti, poi il lancio di una bottiglia e una colluttazione durante la quale sarebbe comparsa una pistola.
​A quel punto sarebbero stati esplosi due colpi che hanno raggiunto la vittima alla gamba destra, con successiva fuga del gruppo. Pisacane è stato portato all’ospedale Pellegrini, dove i medici hanno estratto i proiettili.

Attesa per la Procura

I filmati e gli atti raccolti dalla Polizia sono ora al vaglio della magistratura, da cui si attendono eventuali provvedimenti. L’indagine resta delicata e coperta da riserbo su alcuni passaggi, ma il quadro — secondo quanto emerge — si starebbe consolidando attorno al gruppo riconducibile alla lite e alla successiva spedizione.

Capotreno ucciso nel parcheggio della stazione di Bologna: identificato il presunto aggressore

Bologna – È stato identificato il presunto responsabile dell’omicidio di Alessandro Ambrosio, capotreno di 34 anni, ucciso a coltellate nel parcheggio dipendenti della stazione di Bologna.

Secondo quanto trapela dalle prime verifiche investigative, l’uomo ricercato sarebbe Jelenic Marin, cittadino croato di 36 anni, già segnalato in passato per episodi di violenza avvenuti in ambito ferroviario. Il sospettato, al momento, risulta in fuga: l’ipotesi è che si sia allontanato a bordo di un treno.

Ambrosio lavorava – secondo le informazioni filtrate – come capotreno Trenitalia su collegamenti a medio-lunga percorrenza. Laureato in statistica, aveva scelto di seguire le orme del padre, ferroviere. Chi lo conosceva lo descrive come una persona “gentile ed educata”, un tratto che colleghi e conoscenti hanno ricordato anche nelle ore successive alla tragedia, con numerosi messaggi di cordoglio comparsi sui social e nelle chat interne al personale.

La dinamica dell’aggressione

L’omicidio sarebbe avvenuto intorno alle 18.30 di ieri, 5 gennaio, in viale Pietramellara, nell’area destinata alla sosta del personale ferroviario. Ambrosio stava raggiungendo il parcheggio quando sarebbe stato colpito con un fendente all’addome. Le prime ricostruzioni parlano di un’aggressione improvvisa, che potrebbe essere avvenuta alle spalle, in un contesto che resta ancora da chiarire.

A trovare il capotreno riverso a terra sarebbe stato un dipendente di Italo, che ha lanciato l’allarme e avvisato la Polfer, intervenuta per prima sul posto. Sul luogo sono arrivati anche i sanitari del 118, ma per Ambrosio non c’è stato nulla da fare: è deceduto poco dopo a causa delle gravi ferite.

Le indagini e la fuga

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Bologna. Sul posto è intervenuto il pubblico ministero Michele Martorelli, mentre gli accertamenti operativi sono stati avviati dalla Polizia ferroviaria, che sta lavorando per ricostruire con precisione il percorso della vittima, eventuali contatti avuti nelle ore precedenti e la presenza di telecamere utili a identificare gli spostamenti dell’aggressore.

Il movente, allo stato, non è stato chiarito: resta da capire perché Ambrosio sia stato preso di mira e se l’aggressione sia collegata a dinamiche maturate in ambito lavorativo o a un episodio estemporaneo nell’area dello scalo.

In una nota, il Siulp di Bologna (sindacato di polizia) ha fatto sapere che “dalle prime risultanze investigative, il soggetto responsabile sarebbe stato individuato, a conferma dell’efficacia e della determinazione dell’azione investigativa posta in essere”. La caccia all’uomo prosegue: l’ipotesi principale è che il ricercato si sia dileguato utilizzando la rete ferroviaria.

Campi Flegrei, notte di scosse: terremoto di magnitudo 3.1 sveglia la popolazione

Napoli – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 è stata registrata alle 3:23 della notte nell’area dei Campi Flegrei. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto un ipocentro molto superficiale, a circa 2 chilometri di profondità, con epicentro localizzato a circa 5 chilometri da Pozzuoli, nella zona della Solfatara.

Il terremoto è stato chiaramente avvertito dalla popolazione non solo nell’area flegrea ma anche in numerosi quartieri della città di Napoli, dove molte persone sono state svegliate nel sonno. Non si segnalano, al momento, danni a persone o cose.

Alla scossa principale è seguita, a distanza di un minuto, una replica di magnitudo 2.9. Poco dopo ne è stata registrata una terza, di magnitudo 1.6. L’attività sismica è proseguita anche nelle ore successive: alle 5:19 i sismografi hanno rilevato un ulteriore evento di magnitudo 1.3.

Già nella giornata di ieri, alle 13:54, era stata segnalata un’altra scossa considerata significativa, con magnitudo 2.9.

Il bollettino settimanale dell’Ingv

Nel frattempo, l’Ingv ha diffuso il bollettino settimanale sull’attività bradisismica dei Campi Flegrei, con dati aggiornati fino al 4 gennaio. Nel periodo di riferimento la sismicità è stata definita contenuta, con 28 eventi registrati e una magnitudo massima pari a 2.1 ±0.3. L’evento di magnitudo 2.9 registrato oggi, spiegano i ricercatori, sarà incluso nel prossimo bollettino settimanale insieme a tutta la sismicità rilevata a partire da questa data.

Per quanto riguarda la deformazione del suolo, il bollettino conferma una velocità media di sollevamento pari a circa 25 millimetri al mese. È stato inoltre rilevato un nuovo incremento di 5 millimetri dal sensore RITE, situato nell’area del Rione Terra, che porta il sollevamento complessivo a 22,5 centimetri a partire da gennaio 2025. Si tratta di dati riferiti alla stessa settimana di monitoraggio del bollettino.

Gli esperti sottolineano come variazioni anche rapide nelle velocità di sollevamento siano già state osservate in passato e non modifichino l’andamento generale del fenomeno, che resta complesso e non lineare. Lo stesso vale per il rapporto tra sismicità e deformazione del suolo: esiste una correlazione, ma non una proporzionalità diretta e rigida, proprio a causa della natura articolata del sistema vulcanico flegreo.

Dal punto di vista geochimico, infine, non emergono al momento elementi di particolare novità. Ulteriori approfondimenti sono attesi con la pubblicazione del prossimo bollettino mensile.

Oroscopo del 6 gennaio 2026, le previsioni di Paolo Tedesco

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Le stelle di questo 6 gennaio 2026, ancora nel segno della stagione invernale e poco dopo il Capodanno, ci invitano a un’energia duplice: da un lato la concretezza e la pianificazione tipica del Capricorno, dall’altro il slancio visionario dell’Acquario in avvicinamento. È una giornata in cui seminare con pragmatismo i sogni nati sotto il cielo dei giorni festivi.

ARIETE

Amore: La Luna in Ariete ti rende magnetico e passionale. Se sei single, potresti attirare sguardi interessati. In coppia, una conversazione sincera può ravvivare la fiamma.
Lavoro: Giornata dinamica e piena di iniziativa. Attenzione a non essere troppo impulsivo nelle decisioni importanti. Un collega potrebbe darti un ottimo spunto.
Salute: Energia da vendere. Sfruttala per un’attività fisica intensa, ma ascolta il corpo se chiede una pausa.
Finanze: Possibile spesa improvvisa legata a un hobby o all’uscita con amici. Tieni sotto controllo il portafoglio.
Consiglio di Paolo Tedesco: Non bruciare le tappe. L’entusiasmo è un motore potente, ma la costanza vince sempre.

TORO

Amore: Venere nel tuo settore dell’intimità favorisce momenti di dolce complicità. Cerca la qualità del tempo condiviso, non la quantità.
Lavoro: Giornata ideale per concludere progetti in sospeso e sistemare dettagli pratici. La tua perseveranza viene notata.
Salute: Attenzione a tensioni al collo e alle spalle. Un massaggio o dello stretching ti aiuteranno molto.
Finanze: La Luna favorisce la gestione oculata. Ottimo momento per rivedere il budget o pianificare un risparmio.
Consiglio di Paolo Tedesco: Radicati nel presente. La sicurezza che cerchi nasce dalla pazienza e dalle piccole cose ben fatte.

GEMELLI

Amore: Mercurio stimola la comunicazione. Le parole gentili e i messaggi dolci apriranno porte nel cuore di chi ti interessa.
Lavoro: Networking fortunato. Una riunione o un incontro informale può portare a un’idea brillante o a una nuova opportunità.
Salute: La mente è iperattiva. Trova il modo di scaricare l’ansia da prestazione con una passeggiata all’aria aperta.
Finanze: Piccoli guadagni inattesi (forse una vincita o un rimborso). Non sperperarli, ma usali per qualcosa che ti sollevi il morale.
Consiglio di Paolo Tedesco: Connetti. La tua forza oggi sta nelle persone che incontri e nelle storie che scambi.

CANCRO

Amore: Senti il bisogno di proteggere e di sentirti protetto. Crea un nido accogliente dove coltivare i sentimenti più profondi.
Lavoro: Il tuo intuito sul posto di lavoro è al top. Fidati delle tue sensazioni riguardo a una situazione o a una persona. La tua empatia è una risorsa.
Salute: Giorno per dedicarti a rituali di benessere. Un bagno caldo o una tisana saranno rigeneranti per lo spirito.
Finanze: Ispirazione per rendere la casa più bella. Se devi spendere, fallo per qualcosa che crei comfort domestico.
Consiglio di Paolo Tedesco:* Nutri il tuo cuore e il tuo spazio vitale. La cura di sé è la base per ogni altra forma di successo.

LEONE

Amore: Sei al centro dell’attenzione e la tua solarità attira. In coppia, organizza qualcosa di speciale per sorprendere il partner.
Lavoro: Fase creativa ed espressiva. Proponi le tue idee con fiducia, saranno apprezzate. Attenzione a non sovrapprometterti.
Salute: Vitalità buona. Attento solo a non strafare per apparire sempre al top. Anche i leoni hanno bisogno di riposare.
Finanze: Qualche spesa legata all’immagine o al divertimento. Pensa se è davvero necessario o se è solo un capriccio del momento.
Consiglio di Paolo Tedesco: Brilla, ma ricorda che la luce più autentica viene dalla generosità, non dalla semplice apparenza.

VERGINE

Amore: L’affetto si esprime meglio attraverso gesti concreti di cura e servizio. Un piccolo gesto quotidiano vale più di mille parole.
Lavoro: Eccelli nell’organizzazione e nell’analisi. Risolvi un problema che altri hanno trascurato. La tua precisione ti farà risparmiare tempo.
Salute: Attenzione all’apparato digerente. Mangia con calma e scegli cibi semplici e nutrienti.
Finanze: Ottima giornata per mettere ordine nelle carte, pagare bollette e fare bilanci. La pianificazione meticolosa paga.
Consiglio di Paolo Tedesco: Trova la perfezione nel processo, non solo nel risultato. La vera pace viene dall’ordine interiore.

BILANCIA

Amore: La ricerca dell’armonia è fondamentale. Se c’è tensione, usa il tuo tatto per trovare un punto di incontro. La diplomazia è la tua arma segreta.
Lavoro: Collaborazione fortunata. In team si ottengono risultati migliori che da soli. Sii il mediatore in caso di piccoli contrasti.
Salute: Equilibrio psico-fisico delicato. Ritagliati momenti di bellezza e armonia, ascolta musica o visita un luogo d’arte.
Finanze: Possibile spesa per abbigliamento, arte o oggetti decorativi. Assicurati che sia un acquisto di valore, non impulsivo.
Consiglio di Paolo Tedesco: Cerca il punto di equilibrio tra ciò che desideri e ciò che gli altri si aspettano da te. La chiave è nell’equità.

SCORPIONE

Amore: Passione e intensità ai massimi livelli. Una conversazione profonda può rafforzare un legame o chiudere definitivamente un capitolo.
Lavoro: Il tuo sguardo penetrante vede ciò che gli altri non vedono. Ottimo per investigazioni, ricerche o trattative riservate.
Salute: Periodo di grande forza interiore. Può essere il momento giusto per iniziare un percorso di trasformazione personale.
Finanze: Questioni finanziarie congiunte (mutui, prestiti, eredità) sotto i riflettori. Affrontale con lucidità e senza emotività.
Consiglio di Paolo Tedesco: Non avere paura di scavare nella profondità. La verità che troverai, per quanto dura, ti libererà.

SAGITTARIO

Amore: L’ottimismo e l’allegria sono irresistibili. Un incontro in un contesto internazionale o culturale potrebbe riservare sorprese. In coppia, pianificate un viaggio.
Lavoro: Idee geniali e visioni a lungo termine. Condividile con chi può apprezzarle. Attenzione ai dettagli contrattuali.
Salute: Il bisogno di libertà è forte. Una corsa in bicicletta o un’escursione nella natura ti ricaricheranno.
Finanze: Opportunità legate all’estero o alla formazione. Valuta investimenti in conoscenza o esperienze di vita.
Consiglio di Paolo Tedesco: Puntate lontano, ma assicurati di avere le scarpe adatte per il viaggio. L’entusiasmo va supportato con un piano.

CAPRICORNO

Amore: I sentimenti si esprimono con più serietà e concretezza. Una promessa fatta oggi è destinata a durare. Cerca affidabilità, non solo passione.
Lavoro: La tua ambizione e disciplina sono al culmine. Un passo importante verso un obiettivo di carriera può essere compiuto. Il riconoscimento arriva.
Salute: Resistente, ma attento a ossa e ginocchia. La costanza negli esercizi di rafforzamento è più utile di uno sforzo intenso e occasionale.
Finanze: Gestione solida e responsabile. Ottimo giorno per parlare con un consulente o per fare un investimento sicuro a lungo termine.
Consiglio di Paolo Tedesco: Costruisci mattone dopo mattone. La tua pazienza è la scala per raggiungere le vette più alte del tuo destino.

ACQUARIO

Amore: L’amicizia è la base di ogni buon rapporto amoroso oggi. Cerca sintonia mentale e valori comuni. Un amico potrebbe diventare qualcosa di più.
Lavoro: Le tue idee innovative sono in prima linea. Collabora con menti altrettanto originali. Il lavoro di gruppo su progetti futuristici dà grandi soddisfazioni.
Salute: Benessere mentale fondamentale. Staccare dalla routine e socializzare con persone stimolanti è la migliore medicina.
Finanze: Situazione imprevedibile. Potresti essere tentato da un investimento tecnologico o insolito. Fai ricerche approfondite prima di decidere.
Consiglio di Paolo Tedesco:* Sii fedele alla tua visione del futuro, ma non imporla agli altri. Convinci con l’esempio e la gentilezza rivoluzionaria.

PESCI

Amore: Sogni ad occhi aperti e romanticismo alle stelle. L’empatia è totale, ma fai attenzione a non confondere compassione con amore.
Lavoro: La tua creatività e sensibilità artistica sono accentuate. Lavori che richiedono immaginazione vanno a meraviglia. Attenzione ai confini con i colleghi.
Salute: Ricettivo ma anche vulnerabile. Proteggiti dalle energie negative e cerca luoghi tranquilli. La meditazione è molto benefica.
Finanze: Ispirazione per creare valore attraverso talenti artistici o spirituali. Attenzione a non essere troppo illusorio in un affare.
Consiglio di Paolo Tedesco: La realtà e il sogno oggi si sfumano. Usa questa magia per creare, ma tieni un piede saldo a terra quando firmi.

 Cosa ci riservano le stelle martedì 6 gennaio 2026?

Le stelle di questo 6 gennaio 2026, ancora nel segno della stagione invernale e poco dopo il Capodanno, ci invitano a un’energia duplice: da un lato la concretezza e la pianificazione tipica del Capricorno, dall’altro il slancio visionario dell’Acquario in avvicinamento. È una giornata in cui seminare con pragmatismo i sogni nati sotto il cielo dei giorni festivi.

Paolo Tedesco ci ricorda che ogni segno ha una sua chiamata specifica: per i segni di terra (Toro, Vergine, Capricorno) è il momento di costruire, sistemare, rendere solido. Per i segni d’acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) è tempo di approfondire, sentire, trasformare dall’interno. I segni d’aria (Gemelli, Bilancia, Acquario) sono chiamati a connettere, comunicare, ideare. I segni di fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) devono invece canalizzare il loro entusiasmo in azioni produttive, evitando di disperdere energie.

Il consiglio astrologico trasversale è: agire con intenzione. Non è una giornata per lasciare tutto al caso, ma per dare una direzione precisa ai primi, timidi impulsi del nuovo anno. In amore, cercate sincerità; nel lavoro, concretezza; nella salute, ascolto; nelle finanze, lungimiranza.

Le stelle non comandano, ma suggeriscono una corrente favorevole. Sta a noi, con il libero arbitrio, decidere come navigarla. Buon 6 gennaio 2026!

Capotreno ucciso a coltellate nel parcheggio riservato della stazione di Bologna

Bologna – È stato trovato riverso a terra, in una pozza di sangue, nel parcheggio riservato ai dipendenti del piazzale Ovest della stazione di Bologna. Un capotreno di 34 anni, dipendente di Trenitalia, è stato ucciso a coltellate nella serata di oggi, lunedì 5 gennaio.

L’aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 19:00, orario in cui molti ferrovieri terminano il turno e si dirigono verso le proprie auto. Il giovane è stato raggiunto da numerose coltellate, tutte concentrate nella zona dell’addome, ferite profonde e letali che non gli hanno lasciato scampo.

Sul posto sono intervenuti in forze polizia ferroviaria, squadra mobile, scientifica e medico legale. La scena del crimine è stata immediatamente blindata. Gli investigatori stanno visionando i numerosi filmati delle telecamere di sicurezza che presidiano sia l’area interna del parcheggio riservato sia le vie di accesso esterne al piazzale Ovest.

Al momento non risultano testimoni oculari dell’aggressione, ma le immagini potrebbero fornire elementi decisivi: sia l’arrivo della vittima, sia eventuali movimenti sospetti nei minuti precedenti e immediatamente successivi al delitto

.La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Gli inquirenti stanno lavorando su due ipotesi principali, al momento entrambe aperte: un’aggressione di natura predatoria (tentata rapina finita in tragedia)

un agguato mirato, con movente personale o legato a questioni pregresse

La vittima, originaria della provincia di Bologna secondo le prime informazioni, era conosciuta nell’ambiente ferroviario come persona tranquilla e professionale. Nessun precedente di rilievo a suo carico.

La notizia ha provocato profondo sgomento tra i colleghi di Trenitalia e tra tutto il personale della stazione, uno dei principali snodi ferroviari d’Italia. Molti ferrovieri, usciti dal turno serale, si sono fermati sconcertati a osservare il nastro bianco-rosso che delimita la zona del parcheggio.

Le indagini proseguono a ritmo serrato. Nelle prossime ore saranno fondamentali i risultati dell’autopsia e l’analisi dei filmati acquisiti, che coprono un arco temporale decisivo.La stazione di Bologna, già teatro di altre tragedie negli ultimi anni, si ritrova ancora una volta al centro di un fatto di sangue che getta un’ombra pesante sulla sicurezza del personale ferroviario e sull’ordinario svolgersi della vita in una delle aree più trafficate della città.

Superenalotto, il 6 sfugge ancora: il jackpot vola a 102 milioni e accende la caccia al colpo della vita

La fortuna passa ancora una volta senza fermarsi del tutto. Nell’estrazione di oggi del Superenalotto, il sogno del “6” resta nel cassetto, ma la combinazione estratta non è passata inosservata tra gli appassionati dei numeri e delle statistiche.

La combinazione vincente

11 – 13 – 17 – 56 – 80 – 84
Numero Jolly: 41
Numero Superstar: 13

Una sestina che mescola numeri bassi e alti, con una forte presenza della serie dell’11 e del 13, da sempre tra i numeri più giocati. Proprio il 13, protagonista sia nella sestina che come Superstar, rappresenta una delle curiosità più interessanti dell’estrazione: per molti simbolo di sfortuna, per altri numero “ribelle” capace di regalare sorprese inattese.

 Nessun “6” e nessun “5+1”

Nonostante le migliaia di schedine giocate, nessun giocatore è riuscito a centrare il colpo grosso. Nessun “6” e nessun “5+1”: un esito che fa crescere ulteriormente l’attesa e, soprattutto, il montepremi.

Il jackpot sale infatti a quota 102 milioni di euro, una cifra che riporta il Superenalotto tra i sogni più ambiti dagli italiani e che promette code alle ricevitorie per il prossimo concorso.

Superenalotto: tutti i premi assegnati

Premi principali

  • Punti 6: 0 vincite – 0,00 €

  • Punti 5+1: 0 vincite – 0,00 €

  • Punti 5: 19 vincite – 8.125,48 €

  • Punti 4: 688 vincite – 228,62 €

  • Punti 3: 22.444 vincite – 21,09 €

  • Punti 2: 326.332 vincite – 5,00 €

Numeri che confermano come, anche senza il jackpot, il Superenalotto continui a distribuire migliaia di premi, regalando piccole e medie soddisfazioni in tutta Italia.

Superstar: poche vincite alte, ma premi pesanti

Premi Superstar

  • Punti 6 SuperStar: 0 vincite – 0,00 €

  • Punti 5+ SuperStar: 0 vincite – 0,00 €

  • Punti 5 SuperStar: 0 vincite – 0,00 €

  • Punti 4 SuperStar: 6 vincite – 22.862,00 €

  • Punti 3 SuperStar: 234 vincite – 2.109,00 €

  • Punti 2 SuperStar: 3.370 vincite – 100,00 €

  • Punti 1 SuperStar: 15.801 vincite – 10,00 €

  • Punti 0 SuperStar: 24.955 vincite – 5,00 €

Seconda Chance e WinBox: premi diffusi

Seconda Chance

  • 50 €: 92 vincite – 4.600,00 €

  • 3 €: 13.800 vincite – 41.400,00 €
    👉 Totale vincite Seconda Chance: 13.892

WinBox

  • WinBox 1: 1.886 vincite – 47.150,00 €

  • WinBox 2: 226.847 vincite – 459.970,00 €
    👉 Totale vincite WinBox: 228.733

Il “6” continua a farsi desiderare, ma proprio questa assenza alimenta il fascino del Superenalotto. Con 102 milioni di euro pronti per il prossimo concorso, l’estrazione di oggi diventa solo una tappa di avvicinamento a un possibile evento storico. I numeri hanno parlato, la curiosità è cresciuta: ora resta da capire chi avrà il coraggio – e la fortuna – di inseguire il sogno fino in fondo.

Nocera, tragedia post-parto all’Umberto I: muore mamma di 33 anni

Nocera Inferiore– Il miracolo della nascita si è trasformato in tragedia in meno di settantadue ore. Si è spenta nel tardo pomeriggio di lunedì 5 gennaio, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Umberto I”, una trentatreenne di Pompei, stroncata da una massiva emorragia cerebrale esplosa pochi istanti dopo il parto.

Il dramma in corsia La sequenza dei fatti ha inizio venerdì scorso al presidio ospedaliero di Sarno. La donna, dopo aver dato alla luce la sua secondogenita con un taglio cesareo, ha accusato i primi sintomi fatali: cefalee lancinanti e disturbi della vista.

Un quadro clinico precipitato in pochi minuti, che ha imposto il trasferimento d’urgenza a Nocera Inferiore. La diagnostica per immagini ha subito confermato la gravità del danno neurologico, rendendo vano ogni tentativo di stabilizzazione in terapia intensiva.

L’ultimo gesto di generosità Alle ore 19:00, dopo le sei ore di osservazione previste dal protocollo per la morte encefalica, i medici hanno ufficializzato il decesso. Nonostante il dolore, la famiglia avrebbe fornito il nulla osta per la donazione degli organi.

Un estremo atto d’amore che permetterà di salvare altre vite, mentre una comunità intera si stringe attorno al marito e ai due figli della donna.

Accertamenti in corso Resta ora da sciogliere il nodo delle responsabilità. Sebbene l’ipotesi principale sia quella di una complicanza post-operatoria imprevedibile, non si esclude l’intervento della Procura. Nelle prossime ore i magistrati potrebbero disporre il sequestro delle cartelle cliniche per fare luce su quanto accaduto tra le sale operatorie di Sarno e i reparti di Nocera Inferiore.

Napoli, dopo il raid al centro Asterix, il prefetto Di Bari: «Le istituzioni non si arrendono»

Napoli– Risposta istituzionale a tono alto dopo l’ennesimo raid che ha colpito il centro sociale Asterix, nella zona orientale di Napoli. Il prefetto Michele Di Bari è andato personalmente a portare il sostegno dello Stato, in una visita a sorpresa nel pomeriggio di oggi, circondato dai rappresentanti delle forze dell’ordine.

“Qui si prepara il futuro delle prossime generazioni, questi luoghi sono linfa vitale”, ha scandito Di Bari, parlando tra i locali del centro, diventato simbolo di aggregazione e ora anche di resistenza. Un chiaro segnale: colpire un presidio sociale è colpire la comunità intera, e lo Stato non resta a guardare.

Già perché sull’ultimo atto vandalico, la Polizia di Stato ha agito in poche ore, individuando il responsabile. Un’efficienza che il prefetto ha voluto mettere in primo piano, ringraziando pubblicamente polizia e magistratura per la “risposta fulminea”. “Quando il pubblico e il privato si incontrano per il bene comune, le istituzioni ci sono”, il monito.

Nel mirino anche un ringraziamento al sindaco di Napoli per l’attenzione riservata al centro, a dimostrazione di una regia unitaria. Ma il cuore del messaggio, rivolto a responsabili e volontari, è stato un incoraggiamento secco: “Non scoraggiatevi, andate avanti. Le battute d’arresto possono esserci, ma noi siamo qui per dare fiducia a chi ne ha bisogno”.

Un “no” alle intimidazioni, quindi. E un “sì” alla presenza dello Stato, che sceglie di farsi vedere proprio là dove qualcuno ha provato a seminare paura.

Estrazioni del lotto e 10 e lotto di oggi ricca di incroci

Un’estrazione che cattura l’attenzione e accende la curiosità degli appassionati quella di oggi per Lotto e 10eLotto. Numeri che si ripetono, ruote che si parlano e incroci che non passano inosservati: il quadro che emerge è quello di una giocata tutt’altro che ordinaria.

A dominare la scena è il 71, estratto su ben quattro ruote – Firenze, Roma, Torino e Venezia – un dato che lo rende il vero protagonista della serata. Un numero che non si limita al Lotto, ma che trova spazio anche tra i numeri vincenti del 10eLotto, rafforzando la sua centralità nell’estrazione odierna.

Non meno interessante il percorso dell’82, presente a Milano, Torino e sulla Nazionale, così come quello del 51, che compare sulle ruote di Bari e Palermo e ritorna puntuale anche nel 10eLotto. Stessa sorte per il 52, estratto sia a Cagliari che a Genova, e premiato anche nella formula più amata dai giocatori.

Tra le ripetizioni da segnalare ci sono anche 56 e 59, numeri che si affacciano su più ruote e che rientrano nell’elenco dei numeri vincenti del 10eLotto, disegnando un’estrazione ricca di collegamenti.

Le estrazioni del Lotto di oggi, ruota per ruota

Bari: 10 – 12 – 51 – 38 – 50

Cagliari: 30 – 52 – 60 – 89 – 35

Firenze: 20 – 71 – 41 – 25 – 49

Genova: 52 – 53 – 62 – 01 – 35

Milano: 74 – 22 – 54 – 37 – 82

Napoli: 29 – 14 – 61 – 56 – 81

Palermo: 56 – 59 – 69 – 25 – 51

Roma: 71 – 04 – 34 – 06 – 37

Torino: 59 – 71 – 42 – 82 – 23

Venezia: 55 – 71 – 27 – 36 – 77

Nazionale: 82 – 02 – 51 – 46 – 77

10eLotto: tutti i numeri vincenti

Numeri estratti:
04 – 10 – 12 – 14 – 20 – 22 – 29 – 30 – 41 – 51 – 52 – 53 – 54 – 55 – 56 – 59 – 60 – 62 – 71 – 74

Numero Oro: 10
Doppio Oro: 10 – 12

Un’estrazione che si distingue per l’abbondanza di numeri ricorrenti e per i continui richiami tra Lotto e 10eLotto. Quando le ruote dialogano così apertamente e i numeri tornano con insistenza, l’impressione è sempre la stessa: non è stata una serata come le altre.

Capello frena sul caso arbitri: «Il termine mafia è stato decontestualizzato»

Fabio Capello interviene con una nota ufficiale per spegnere l’incendio mediatico scoppiato dopo la sua intervista al quotidiano spagnolo Marca. L’ex allenatore di Milan, Juventus e Real Madrid ha voluto precisare la natura delle sue dure affermazioni contro la classe arbitrale, definita inizialmente come una “mafia”.

Un termine che, secondo Capello, è stato strumentalizzato e isolato dal contesto originale del discorso.

Il chiarimento sulla “casta” arbitrale

Nella nota di precisazione, Capello spiega che il riferimento al termine “mafia” non intendeva alludere a pratiche criminali, bensì a una struttura organizzativa eccessivamente ermetica. Secondo il tecnico, gli arbitri operano come un gruppo chiuso che rifiuta il confronto con figure esterne, in particolare negando l’accesso alle sale VAR a ex calciatori professionisti.

“E molte volte prendono decisioni non corrette perché non hanno giocato e non conoscono i movimenti del calcio”, aveva ribadito l’ex tecnico, sottolineando come la presenza di atleti in pensione potrebbe migliorare la qualità delle valutazioni tecnologiche.

Il paragone tra Negreira e Calciopoli

Oltre alla polemica interna, Capello ha toccato un nervo scoperto del calcio europeo confrontando lo scandalo Negreira, che ha coinvolto il Barcellona, con i fatti di Calciopoli del 2006. L’opinione del tecnico evidenzia una disparità di trattamento tra le due federazioni: “In Spagna con la storia di Negreira non è successo nulla, mentre in Italia la Juventus è stata mandata in Serie B nonostante non avesse pagato gli arbitri”.

L’intervento si conclude con un attestato di stima per la professionalità dei fischietti italiani, con Capello che esprime rammarico per l’uso “inappropriato” delle sue parole. Resta però confermata la sua critica di fondo: un sistema che, a suo dire, necessita di una maggiore apertura verso chi il campo lo ha vissuto in prima persona.

Processo al clan Mazzarella: in 14 confessano il traffico di droga

Confessioni secche, memoriali scritti depositati agli atti e appelli alla clemenza del giudice. Il processo di primo grado sul fiume di droga che avrebbe attraversato l’area est di Napoli entra nel vivo con un’udienza destinata a segnare una svolta.

Davanti al gip Aufieri, nel procedimento celebrato con rito abbreviato, ben 14 imputati su 21 hanno ammesso le proprie responsabilità, puntando al riconoscimento delle attenuanti generiche e a una possibile riduzione di pena.

A confessare sono stati Raffaele Anastasio, Fabio Annunziata, Antonio Baia, Clemente Correale, Enzo Cuozzo, Roberto De Bernardo, Rosario De Bernardo, Clemente De Cicco, Salvatore Esposito, Alessandro Lanzone, Salvatore Lanzone, Michele Mazzarella, Carmela Miranda e Francesco Scurti.

Hanno invece scelto la scena muta Rosa Bova, Ferdinando Buonocore, Luigi Ciliberti, Fabio Civita, Salvatore Di Caprio, Carmine Martiniello e Antonio Menna.

Nelle prossime udienze la parola passerà al pubblico ministero per le richieste di condanna, quindi ai difensori. Il collegio è composto dagli avvocati Sergio Lino Morra, Leopoldo Perone, Domenico Dello Iacono, Giuseppe Milazzo, Immacolata Romano, Rocco Maria Spina, Onofrio Annunziata, Luigi Poziello, Rosario Arienzo, Dario Cuomo, Massimo Vetrano e Mariangela Covelli.

Tra i principali imputati spicca il nome del boss Michele Mazzarella, detto “’o Fenomeno”, ritenuto il vertice dell’organizzazione. Secondo l’accusa, nonostante la detenzione nel carcere di Siracusa, avrebbe continuato a dirigere le attività del clan, coordinando un imponente traffico di stupefacenti attraverso due gruppi satelliti riconducibili a Rosario De Bernardo, fratello di Vincenzo De Bernardo “’o Pisello” – ucciso in un agguato di camorra nel novembre 2015 – e a Raffaele Anastasio.

Le due articolazioni criminali avrebbero operato rispettivamente a Somma Vesuviana e Sant’Anastasia, sempre sotto l’ombrello del clan Mazzarella, esercitando un controllo capillare del territorio. Il gruppo De Bernardo sarebbe stato dedito alla gestione e alla distribuzione della droga in diverse piazze di spaccio, disponendo di uomini, mezzi e armi. Il gruppo Anastasio, invece, avrebbe affiancato al traffico di stupefacenti una sistematica attività estorsiva ai danni di imprenditori e commercianti.

Nel mirino degli estorsori sarebbero finite in particolare tre società operanti nei settori delle energie rinnovabili, dell’autonoleggio e delle onoranze funebri, costrette – secondo l’accusa – a versare denaro per sostenere le casse del clan e garantire il mantenimento degli affiliati detenuti.

Le indagini, condotte dai carabinieri, si sono basate su una fitta rete di intercettazioni telefoniche e ambientali e si sono concentrate per gran parte del 2024 sullo spaccio gestito dal gruppo De Bernardo, attivo soprattutto nel Parco Fiordaliso di Somma Vesuviana, considerato uno snodo strategico del narcotraffico nell’area vesuviana.

(nella foto da sinistra in alto Michele Mazzarella o’ fenomeno, Raffaele Anastasio, Roberto De Bernardo e Rosario De Bernardo; in basso sempre da sinistra Salvatore Esposito, Francesco Scurti, Clemente Di Cicco e Carmela Miranda)

Napoli, anziana muore in pronto soccorso, denuncia del figlio: salma sequestrata

Napoli – È morta nel pronto soccorso della clinica privata Villa Betania di Napoli, dove era stata condotta per un malore e lasciata in attesa di essere presa in carico.

La vicenda riguarda Clotilde Cotecchia, 86 anni, il cui decesso ha portato alla denuncia del figlio e al sequestro della salma, ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia.

Secondo quanto denunciato da Corrado Perillo, assistito dall’avvocato Sergio Perillo, la donna era stata accompagnata nella struttura sanitaria la mattina del 2 gennaio. Dopo il triage, avvenuto nel pomeriggio, l’anziana risultava vigile e cosciente, pur necessitando di cure. Il figlio ha lasciato la clinica confidando in una presa in carico da parte del personale sanitario.

Il giorno successivo, però, il drammatico epilogo. Tornato al pronto soccorso, l’uomo ha trovato la madre ancora nella sala di emergenza, immobile. Un’altra paziente gli avrebbe riferito che la donna si trovava in quello stato da almeno due ore.

Dopo aver constatato l’assenza di reazioni e aver sollecitato l’intervento dei sanitari, non immediatamente arrivato secondo la denuncia, la donna sarebbe stata trasferita in un’altra sala. Poco dopo, al figlio è stato comunicato il decesso.

La denuncia è stata presentata ai carabinieri della stazione di Ponticelli. «La vicenda presenta profili di estrema rilevanza umana, sanitaria e penale», sottolinea il legale, che chiede di fare piena luce sui tempi di vigilanza, assistenza e intervento all’interno del pronto soccorso.

Su disposizione dell’autorità giudiziaria, la salma è stata sequestrata e trasferita all’obitorio del Policlinico di Napoli, dove resta in attesa dell’esame autoptico.

Nel frattempo, la Clinica Betania di Napoli ha avviato accertamenti interni. La direzione generale ha espresso cordoglio alla famiglia e ha confermato l’apertura di un audit per verificare il rispetto dei protocolli.

«La paziente – ha dichiarato il direttore generale Vincenzo Bottino – è giunta in condizioni cliniche estremamente critiche. Dopo il triage le è stata diagnosticata una grave sepsi da polmonite bilaterale ed era in attesa di trasferimento in reparto».

La struttura ribadisce la propria fiducia nella magistratura e invita ad attendere gli esiti delle indagini prima di formulare giudizi definitivi. «Massima trasparenza – ha concluso Bottino – ma no a processi mediatici prematuri».

Racket al Vomero nuova stangata sul clan Cimmino, in 8 alla sbarra tra rito abbreviato e ordinario

Napoli– Non c’è pace per il “salotto buono” della città. Un nuovo tsunami giudiziario si abbatte sugli eredi del clan Cimmino, la cosca che per decenni ha tenuto sotto scacco i quartieri collinari del Vomero e dell’Arenella.

Dopo la maxi-retata del 2021 che aveva decapitato i vertici dell’organizzazione, la Direzione Distrettuale Antimafia ha chiuso il cerchio su un nuovo filone d’inchiesta, portando ieri mattina davanti al Gup Rossetti otto imputati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione e ricettazione.

L’inchiesta, uno stralcio di quella madre che quattro anni fa aveva smantellato il gruppo criminale legato all’Alleanza di Secondigliano, ha visto ieri le prime schermaglie procedurali e la divisione delle strade processuali.

Hanno scelto di affrontare il dibattimento pubblico, rischiando pene piene, Salvatore Arena (difeso dagli avvocati Giuseppe Milazzo e Immacolata Romano), il presunto reggente Andrea Basile e Alessandro Desio (assistito dai legali Antonio Abet e Andrea Lucchetta).

La strada del patteggiamento è stata invece percorsa da Riccardo Alfano, figlio del ras Giovanni, che ha concordato la pena. Tutti gli altri imputati – tra cui Maria Emanuela Cimmino, Vincenzo Desio, Andrea Mangione e Carlo Federico – hanno optato per il rito abbreviato, che garantisce lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna. Il collegio difensivo vede impegnati anche gli avvocati Claudio Davino e Rosario Marsico.

Le basi operative e la gerarchia

Secondo la ricostruzione della Procura, nonostante gli arresti e la recente scomparsa del boss pentito Luigi Cimmino, il clan non ha mai smesso di operare. Al vertice della riorganizzazione ci sarebbero stati Andrea Basile e Alessandro Desio, menti operative capaci di individuare nuovi business e gestire la cassa comune.

Per il controllo del territorio, fondamentale sarebbe stato il supporto logistico: Carlo Federico avrebbe messo a disposizione l’autonoleggio di via Rossini, mentre Andrea Mangione il suo garage di via Simone Martini. Veri e propri quartieri generali dove si pianificavano le strategie criminali.

La mappa del pizzo. dal Bingo al bistrot

Le carte dell’inchiesta svelano un sistema estorsivo capillare e soffocante. Nel mirino degli esattori del clan sono finite attività storiche e di rilievo del Vomero.
Tra gli episodi contestati spicca l’estorsione al Bingo di via Annella di Massimo: Basile e i fratelli Desio avrebbero costretto il responsabile a versare 15mila euro tra l’aprile e il settembre del 2019.

Non solo contanti, ma anche imposizioni di manodopera. È il caso del Terrazza Merliani Bistrot: Alessandro Desio avrebbe preteso una tangente da 20mila euro, cifra poi “scontata” in cambio dell’assunzione della sorella nel locale.

Anche la grande distribuzione non è stata risparmiata: Alessandro Desio e Salvatore Arena rispondono dell’estorsione ai danni della Decò Globus Supermercati, costretta a versare 9mila euro (sui 10mila inizialmente richiesti).

Le mesate agli eredi

L’inchiesta getta luce anche sul welfare interno del clan. Riccardo Alfano e Maria Emanuela Cimmino (figlia del defunto boss Luigi) rispondono infatti di ricettazione. L’accusa è di aver percepito mensilmente le cosiddette “mesate” da mille euro: denaro che per la Dda è inequivocabilmente frutto delle attività illecite della cosca e del sangue versato per il controllo della collina.

Reggia di Caserta, all’Epifania riapre la Peschiera Grande nel Parco Reale

CASERTA. Nel giorno dell’Epifania la Reggia di Caserta restituisce al pubblico uno dei luoghi più suggestivi del suo Parco reale. Da domani riapre la Peschiera Grande, gioiello del Bosco Vecchio, simbolo di un percorso lungo e complesso che oggi si traduce in un segno concreto di rinascita.

La riapertura arriva dopo anni segnati da un articolato contenzioso legato alla procedura di gara, che ha inciso profondamente sui tempi e sulle modalità dell’intervento. Un percorso che non si è mai arrestato e che ha trovato soluzione grazie a una determinazione condivisa e a una sinergia istituzionale capace di governare le difficoltà senza interrompere il cammino dei lavori. Decisivo il contributo dell’Avvocatura dello Stato, affiancata dall’impegno della ditta subentrata, dalla direzione dei lavori e dalla volontà dell’Istituto di proseguire con responsabilità anche nei momenti più critici.

Il restauro della Peschiera Grande è stato realizzato con i Fondi Speciali di Sviluppo e Coesione e con il supporto costante dei servizi centrali del Ministero della Cultura, in particolare del Segretariato Generale, in un dialogo continuo tra centro e territorio che ha trasformato la complessità amministrativa in un esempio di buona gestione pubblica.

Realizzata a partire dal 1762 dall’architetto Francesco Collecini su disegno di Luigi Vanvitelli, la Peschiera Grande torna oggi alla sua identità originaria. Non solo uno specchio d’acqua, ma un vero percorso architettonico e paesaggistico, ridisegnato secondo l’idea vanvitelliana, con il recupero delle geometrie, dei punti di sosta e della qualità dell’esperienza pensata nel Settecento. L’area, segnata da un forte degrado strutturale e vegetale, è stata oggetto di un intervento complessivo che ha tenuto insieme acqua, architettura e verde come parti di un unico disegno.

Quella che si compie è una restituzione dal forte valore simbolico, un dono al Parco reale e ai suoi visitatori. L’inaugurazione ufficiale è fissata per il 21 marzo 2026, nel segno della primavera e di un nuovo inizio.

“La Peschiera Grande è oggi molto più di un luogo restituito”, afferma la direttrice della Reggia di Caserta, Tiziana Maffei. “È il segno visibile di come si possano attraversare le difficoltà senza perdere la direzione. In questi sette anni molti lavori avviati stanno giungendo a compimento e il senso profondo di questo tempo è stato quello di consolidare e lasciare basi solide per il futuro della Reggia e del suo Parco”. Maffei sottolinea il valore collettivo del percorso compiuto. “La Peschiera Grande racconta una storia di responsabilità pubblica condivisa. Racconta che anche un contenzioso lungo e complesso può essere affrontato con rigore e visione, senza fermare il cantiere della bellezza”. E conclude: “Restituirla alla fruizione pubblica nel giorno dell’Epifania significa riconoscere questo luogo come un dono, per chi crede che la tutela del patrimonio passi dalla capacità di tenere insieme competenze, perseveranza e futuro”.

Santobono, sit-in dei sanitari contro la chiusura del parcheggio per i dipendenti

Protesta annunciata all’ospedale pediatrico Santobono, dove mercoledì alle 10.30 è previsto un sit-in degli operatori sanitari contro la chiusura del parcheggio riservato ai dipendenti. L’iniziativa è promossa dai sindacati FP CGIL Campania, CISL FP, UIL FP e FIALP, che denunciano una decisione destinata ad avere ricadute pesanti sull’organizzazione del lavoro e sulle condizioni del personale.

Per le sigle sindacali si tratta di “una scelta grave e inaccettabile che produrrà pesanti disagi al personale sanitario, già sottoposto a carichi di lavoro elevatissimi e impegnato quotidianamente a garantire assistenza e continuità delle cure ai piccoli pazienti”. La chiusura del parcheggio, secondo quanto comunicato, entrerà in vigore dal 12 gennaio, data che ha acceso ulteriormente la protesta.

“Abbiamo organizzato questa iniziativa anche e soprattutto per informare i cittadini sulle gravi ripercussioni che potrebbero esserci dal 12 gennaio, giorno in cui la direzione dell’ospedale ha deciso di inibire l’ingresso al parcheggio”, spiega Antimo Morlando, segretario sanità pubblica FP CGIL Campania. “È necessario mettere medici, infermieri e operatori sanitari nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro con serenità e dignità”.

La decisione era stata comunicata alla vigilia di Natale e viene definita dai sindacati come “un vero e proprio regalo avvelenato per lavoratrici e lavoratori che, anche durante le festività, assicurano un servizio pubblico essenziale con grande senso di responsabilità”. La chiusura del parcheggio colpisce in particolare il personale che prende servizio alle 7 del mattino per garantire il cambio turno con i colleghi della notte, mettendo a rischio l’organizzazione del lavoro e il diritto a condizioni operative adeguate.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori si tratta di “una decisione unilaterale, assunta senza alcun confronto sindacale e senza la ricerca di soluzioni alternative”, che dimostra “una totale mancanza di attenzione verso chi manda avanti ogni giorno l’ospedale”. Il sit-in di mercoledì punta ora a riportare la questione al centro del dibattito pubblico, chiedendo risposte concrete dalla direzione del Santobono.