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Campania, blocchi dei Tir, Eav annuncia i tagli al trasporto su gomma

La Campania entra in una giornata di forti disagi provocati dall’escalation del caro carburante. Ieri sera la situazione è esplosa in una serie di blocchi e di misure di emergenza che hanno toccato trasporto pubblico, marittimo e catena della distribuzione.

Secondo fonti locali, EAV ha annunciato la soppressione di alcuni servizi automobilistici a partire dalla giornata corrente, con la possibilità di ulteriori sospensioni di treni già a partire dal fine settimana. Il sindacato degli autotrasportatori ha invece annunciato la prosecuzione delle presidiature lungo le uscite autostradali della A1 Capua, Caianello e Santa Maria Capua Vetere, minacciando di estendere le proteste in altre arterie finché non perverrà una risposta alle loro richieste.

La protesta, guidata dai camionisti che denunciano un aumento del 35% del gasolio e l’impatto economico sulle aziende del settore, non si limita al trasporto su gomma. Anche il trasporto marittimo risente: Caremar ha annunciato la possibile cancellazione di corse verso Ischia e Procida, e la situazione potrebbe influire sui mercati ortofrutticoli e sulla disponibilità di carburante per l’intero sistema logistica della regione. Le tensioni si riflettono sui rifornimenti: scaffali vuoti nei supermercati e code prolungate ai distributori hanno evidenziato come la catena di approvvigionamento possa arrestarsi rapidamente in caso di ulteriore blocco.

Tra le conseguenze dirette dei disagi emergono segnali di fragilità nella domanda agricola: Confagricoltura Caserta ha lanciato l’allarme sui possibili danni economici e ha sottolineato che il latte di bufala rischia di restare nelle stalle, con gli agricoltori esposti a prezzi potenzialmente proibitivi.

Si ribadisce che un rilascio rapido di fondi potrebbe ridurre l’impatto sui produttori: il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato la liberazione di “un miliardo e più” di risorse che, nonostante i blocchi burocratici, dovrebbero essere disponibili per pagamenti a 32 mila aziende a partire da domani, e ha promesso ulteriori 100-150 milioni di risorse per sbloccare situazioni pendenti. In serata però ha preso tono più prudente, auspicando che le proteste possano fermarsi e che le parti si confrontino subito.

Per i camionisti, però, così non è: Gianni Prato, portavoce del coordinamento, ha ribadito che “la nostra non è una protesta, è una manifestazione pacifica” e ha sottolineato che l’azione riguarda circa 5-6 mila Tir, con una piena libertà di circolazione per gli altri mezzi ma con la convinzione che la questione non possa restare senza risposta. I presidi continuano, in particolare sui raccordi autostradali e fuori dai centri di distribuzione di Gricignano, Carinaro e Palma Campania, dove l’approvvigionamento delle merci risente già della situazione.

In questa cornice, Napoli si ritrova al centro dell’attenzione: traffico impazzito sull’asse mediano, caselli congesti e un sistema di consegna che va a rilento, alimentando una sensazione di precarietà tra aziende e consumatori. L’esito della mobilitazione resta incerto: se le autorità riusciranno a sbloccare i fondi in tempi rapidi, o se la pressione dei camionisti porterà a una proroga delle azioni fino al 27 ottobre, come minacciato, dipenderà in parte dall’evoluzione dei colloqui tra governo e rappresentanze del settore. Nel frattempo, la Campania resta al centro di un nodo cruciale tra prezzo del carburante, costi di trasporto e capacità di mantenere operative le reti di servizio indispensabili per cittadini e imprese.

Kvaratskhelia, infortunio choc: rottura al ginocchio, fermo nove mesi

Il PSG esce da una vittoria utile e spettacolare contro il Barcellona (4-2 in Champions League), ma nel club francese serpeggia un’eco di preoccupazione legata agli infortunati chiave in attacco. Nella notte tra martedì e mercoledì, l’entourage di Khvicha Kvaratskhelia avrebbe iniziato a temere il peggio dopo i primi accertamenti a seguito di scontro sul campo con Xavi Espar: dall’immediato contatto al dolore al ginocchio, diversi segnali hanno alimentato l’allerta.

La dirigenza parigina ha limitato le dichiarazioni a una cauta prognosi: è troppo presto per ufficializzare un verdetto, e la risonanza magnetica prevista per mercoledì dovrà fornire risposte definitive. Secondo L’Equipe, tra le persone a lui vicine è emersa una forte preoccupazione per la possibilità di una rottura del legamento crociato. Lo stop sarebbe addirittura di nove mesi per il candidato alla vittoria del prossimo Pallone d’Oro.

Gli esami daranno la prima conferma o smentita di questa ipotesi, ma la cornice rimane tesa nelle ore immediatamente successive all’infortunio.

Per quanto riguarda Ousmane Dembelé, il club ha confermato una lesione ai muscoli ischiocrurali della coscia sinistra. Anche in questo caso, mercoledì saranno eseguiti accertamenti mirati per definire l’entità dell’infortunio e i tempi di recupero. In attesa degli esiti diagnostici, la società francese e lo staff tecnico dovranno riflettere su come fronteggiare eventuali assenze pesanti in avanti in una fase della stagione particolarmente intensa.

L’esito degli esami non è ancora noto, ma l’atmosfera nello spogliatoio parigino resta pesante: due pezzi chiave del reparto offensivo, entrambi protagonisti della stagione, potrebbero dover affrontare tempi di recupero lunghi. PSG e Luis Enrique si preparano a possibili alternative tattiche in vista degli impegni prossimi, qualora le diagnosi ufficiali dovessero confermare le preoccupazioni emerse nelle ultime ore.

Incidente a Sasso Marconi, perde la vita il colonnello della Gdf, Marco Sorrentino, era della provincia di Caserta

Un drammatico incidente stradale ha spezzato la vita di un alto ufficiale della Guardia di Finanza. Nel tardo pomeriggio di martedì 20 ottobre, lungo il raccordo R43 a Sasso Marconi, in provincia di Bologna, ha perso la vita il colonnello cinquantenne Marco Sorrentino, in servizio allo Scico (Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata) di Roma.

Nello schianto sono rimasti feriti in modo lieve anche due suoi colleghi, un ufficiale e un sottufficiale che viaggiavano con lui a bordo dell’auto di servizio.

La dinamica dello schianto e i soccorsi disperati

Per cause ancora in corso di accertamento da parte della Polfer, l’automobile su cui viaggiavano i finanzieri e un altro mezzo condotto da una ragazza di 22 anni sono entrati in collisione. L’impatto si è verificato dopo che una delle due vetture ha invaso la corsia opposta, finendo per scontrarsi frontalmente.

Per il colonnello Sorrentino l’impatto è stato fatale ed è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i sanitari del 118 con due ambulanze, un’automedica e persino l’elisoccorso, ma i tentativi di rianimazione si sono rivelati vani. I due colleghi feriti sono stati trasportati in codice di media gravità negli ospedali di Bologna.

Una vita in prima linea contro la criminalità organizzata

La scomparsa di Marco Sorrentino lascia un vuoto profondo nell’amministrazione e tra quanti lo hanno conosciuto. L’ufficiale aveva dedicato l’intera esistenza al servizio dello Stato, distinguendosi per competenza e rigore nella lotta alla criminalità organizzata. Prima del prestigioso incarico allo Scico nella Capitale, aveva operato a lungo all’interno del Gico, accumulando una straordinaria esperienza investigativa nella repressione dei traffici illeciti e della grande criminalità.

Il cordoglio della Guardia di Finanza

La notizia della tragedia ha immediatamente scosso il Corpo. Attraverso i canali ufficiali, il Comando Generale ha diffuso un messaggio di profondo cordoglio a nome di tutte le donne e gli uomini delle Fiamme Gialle:
“Il comandante generale, a nome di tutte le donne e gli uomini della Guardia di finanza, esprime profondo cordoglio ai familiari del Colonnello Marco Sorrentino, prematuramente scomparso in servizio a causa di un incidente stradale. Un commosso abbraccio va ai familiari del rimpianto collega, con immensa gratitudine per aver sempre servito il Paese con onore e senso delle istituzioni.”

Il comunicato si stringe inoltre attorno agli altri militari coinvolti nel sinistro: “Il nostro pensiero è rivolto anche agli altri colleghi coinvolti, ai quali auguriamo una pronta guarigione e rinnoviamo il nostro affettuoso sostegno, con l’auspicio di poterli presto riabbracciare”.

Castellabate, l’acquasale cilentana tra pane croccante, pomodori e il respiro del Tirreno

A Castellabate l’acquasale cilentana racconta una cucina senza sprechi: pane biscottato, pomodori, olio e profumi dell’orto si incontrano sotto la luce del Tirreno.

Il rapporto tra questo piatto e il Cilento costiero è concreto, fatto di ingredienti comuni e gesti tramandati nella cucina domestica. L’acquasale appartiene alla tradizione contadina meridionale, ma nel territorio cilentano ha trovato una forma coerente con il paesaggio: il pane conservato nelle dispense, i pomodori dell’estate, l’olio extravergine di oliva, le erbe aromatiche e la necessità di preparare qualcosa di sostanzioso con ciò che era disponibile.

Castellabate offre una cornice naturale per comprenderne il carattere. Dal borgo collinare lo sguardo scende verso Santa Maria di Castellabate e San Marco, seguendo una costa in cui il verde della macchia mediterranea incontra le insenature e le spiagge del mare. Più che una ricetta da occasione speciale, l’acquasale è una preparazione da tavola quotidiana, adatta alle giornate calde e ai ritmi lenti dell’estate cilentana.

Il paesaggio entra nella cucina

Il pane è il punto di partenza. Nel Cilento, come in molte aree rurali della Campania, quello raffermo non viene considerato un avanzo privo di valore: può essere ammorbidito, condito, trasformato in una base capace di raccogliere il succo dei pomodori e l’olio. La consistenza resta centrale. Un’acquasale ben riuscita non è una pappa uniforme, ma conserva una parte croccante e una parte appena reidratata.

Il pomodoro aggiunge acidità, acqua e dolcezza; il sale ne sostiene il sapore senza coprirlo. L’olio lega gli ingredienti e porta nel piatto il gusto fruttato delle colline cilentane, mentre basilico, origano o qualche foglia di erba aromatica introducono una nota verde e mediterranea. Le varianti familiari possono includere cipolla, cetriolo, olive o altri ortaggi disponibili, ma l’equilibrio rimane quello tra pane, pomodoro e condimento.

È una preparazione che cambia con la stagione e con il tipo di pane utilizzato. Il pane biscottato, asciutto e resistente, richiede una breve immersione nell’acqua; il pane raffermo già duro può invece essere solo inumidito. Anche i pomodori vanno scelti maturi ma non sfatti, abbastanza succosi da condire il pane senza trasformare il fondo del piatto in un liquido eccessivo.

Come preparare l’acquasale cilentana

Per quattro persone servono circa quattro pezzi di pane biscottato o pane raffermo spesso, quattro o cinque pomodori maturi, una cipolla piccola se gradita, basilico fresco, origano, olio extravergine di oliva, sale e acqua. La ricetta non ha bisogno di cottura e proprio per questo richiede attenzione alla qualità degli ingredienti.

  • Inumidire il pane con poca acqua fresca, un pezzo alla volta. Deve ammorbidirsi all’esterno, mantenendo una certa struttura. Se si usa pane biscottato molto duro, l’immersione può durare qualche minuto; è meglio aggiungere acqua gradualmente che eccedere.
  • Tagliare i pomodori a spicchi o a pezzi irregolari, raccogliendo il loro succo. Condirli in una ciotola con sale, olio e, secondo il gusto della famiglia, cipolla affettata sottile.
  • Lasciare riposare il condimento per alcuni minuti, così il sale favorisce la fuoriuscita dei liquidi e il pomodoro diventa la parte umida dell’acquasale.
  • Disporre il pane nei piatti, aggiungere i pomodori con il loro succo e completare con basilico spezzato a mano, origano e un altro filo d’olio.
  • Attendere pochi minuti prima di servire. Il riposo permette al pane di assorbire i sapori, ma non deve essere così lungo da cancellarne completamente la consistenza.

Il sale può essere dosato con prudenza, soprattutto quando il pane è già saporito. Anche l’olio va versato senza appesantire: nell’acquasale deve accompagnare il pomodoro e penetrare nel pane, non coprirne il gusto. Una macinata di pepe non è indispensabile e non appartiene a tutte le versioni; la semplicità della preparazione lascia spazio alle consuetudini domestiche.

Un piatto povero, non privo di misura

Definire l’acquasale un piatto povero significa riconoscerne l’origine pratica, non ridurla a una preparazione elementare. La sua riuscita dipende da dettagli precisi: il grado di maturazione dei pomodori, la quantità d’acqua, la qualità dell’olio e il tempo del riposo. Sono gli stessi elementi che rendono leggibile una parte della cucina cilentana, costruita intorno a pochi prodotti e a un uso attento delle risorse.

A Castellabate può accompagnare un pranzo estivo, precedere una portata di verdure o diventare un pasto leggero nelle ore più calde. Non ha bisogno di essere arricchita per raccontare il territorio: il pane conserva la memoria della dispensa, il pomodoro richiama gli orti e l’olio collega la costa alle colline dell’interno. Il mare, pur non entrando nella ricetta, resta nello scenario e nella freschezza complessiva del piatto.

Il momento più adatto per gustarla è quello in cui i pomodori hanno sapore pieno e il caldo invita a piatti senza fornelli. Servita in una ciotola di ceramica o su un piatto ampio, con il condimento distribuito in modo irregolare, l’acquasale conserva un aspetto rustico ma ordinato. Il pane assorbe il succo in alcuni punti e rimane più asciutto in altri: è questa alternanza a darle carattere.

Tra le strade di Castellabate e le frazioni affacciate sul Tirreno, l’acquasale riporta la cucina alla sua funzione essenziale: nutrire, utilizzare bene ciò che c’è, seguire le stagioni. Il suo legame con il Cilento costiero non dipende da una scenografia aggiunta, ma dalla stessa materia del territorio, fatta di pane, orti, olivi e luce mediterranea.

Sorrento, vetro cade dall’alto e ferisce il titolare di una gelateria

Un vetro caduto dall’alto lo ha colpito alla testa mentre si trovava all’esterno della sua gelateria. È accaduto nella notte in corso Italia, a Sorrento: a rimanere ferito è stato il titolare dell’attività, un uomo di 65 anni.

Il commerciante è stato trasferito in ospedale e, dopo le cure, è stato dimesso con una prognosi di 15 giorni.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Sorrento. Secondo una prima ricostruzione, il vetro sarebbe caduto dal secondo piano dello stesso stabile, in corrispondenza di un appartamento disabitato. La provenienza e le circostanze della caduta restano da chiarire.

È intervenuto anche il personale dell’ufficio tecnico del Comune di Sorrento per gli accertamenti di competenza.

Precipita dalla finestra mentre pulisce gli infissi: grave 57enne di Piscinola

Napoli –  Momenti di paura ieri nel quartiere Miano, dove un gravissimo incidente domestico ha visto protagonista una donna di 57 anni, originaria del vicino quartiere di Piscinola.

Secondo una prima ricostruzione svolta dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Stella, la cinquantasettenne stava ripulendo le finestre di un appartamento al primo piano in vico Vincenzo Valente quando, per cause ancora in corso di accertamento, ha perso l’equilibrio precipitando nel vuoto ed impattando violentemente contro il suolo.

Immediato l’intervento dei soccorritori del 118, che hanno prestato le prime cure sul posto prima di trasportare d’urgenza la donna all’ospedale “Antonio Cardarelli” in codice rosso. A causa dell’impatto la 57enne ha riportato fratture multiple e le sue condizioni rimangono al vaglio dei medici.

Sul luogo del sinistro sono intervenuti i militari dell’Arma per effettuare i rilievi di rito e avviare le indagini utili a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Il fiuto di Thelma smaschera il nascondiglio dell’eroina: 12.400 dosi e due arresti

Un nascondiglio ricavato nel sottotetto, lontano da occhi indiscreti. Ma non abbastanza dal fiuto di Thelma. È stato il cane antidroga dell’unità cinofila dei Carabinieri di Sarno, impegnato nel servizio insieme ai militari della Stazione di Grazzanise, a contribuire a portare alla luce circa 500 grammi di eroina ad elevato grado di purezza. La droga era occultata nel vano sottotetto di un’abitazione.

Secondo le stime investigative, quella quantità avrebbe consentito di ricavare circa 12.400 dosi, per un valore commerciale complessivo stimato in circa 250mila euro. La sostanza è stata poi analizzata dal personale del Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti del Reparto Operativo di Napoli, che ha confermato l’elevata purezza dell’eroina.

Contanti e materiale per le dosi

Nel corso della perquisizione domiciliare i Carabinieri hanno trovato anche 3.405 euro in contanti, ritenuti dagli investigatori riconducibili all’attività illecita, oltre a materiale destinato al confezionamento delle dosi e a un bilancino di precisione. Tutto è stato sottoposto a sequestro.

Due arresti e una denuncia

Al termine delle operazioni, due uomini di 60 e 33 anni, entrambi domiciliati a Santa Maria la Fossa, sono stati arrestati. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, informata dai militari della Stazione di Grazzanise, i due sono stati posti agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa del rito direttissimo.

L’attività di controllo ha interessato anche Grazzanise, dove un uomo di 52 anni è stato deferito in stato di libertà dopo essere stato trovato in possesso di 1,53 grammi di cocaina nel corso di una perquisizione personale. Anche la sostanza rinvenuta è stata sequestrata.

Pattuglie e unità specialistiche

L’operazione rientra nei servizi di prevenzione e contrasto al traffico di sostanze stupefacenti condotti dall’Arma dei Carabinieri sul territorio. Un’attività che unisce il lavoro delle pattuglie al contributo delle unità specialistiche e cinofile, per individuare i luoghi di occultamento della droga e contrastarne la diffusione.

Le attività procedono sotto la competenza dell’autorità giudiziaria. Per tutte le persone coinvolte resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

Mobilità volontaria esterna per 9 istruttori di vigilanza al Comune di Giugliano in Campania (Napoli), tempo pieno e indeterminato

Scadenza per candidarsi: 7 Novembre 2026. È consigliabile completare la domanda con anticipo e verificare eventuali orari limite o aggiornamenti nella pagina ufficiale.

Comune di Giugliano in Campania bandisce mobilità volontaria esterna ex art. 30 D.Lgs. 165/2001 per 9 istruttori di vigilanza a tempo pieno e indeterminato, con candidatura entro 7 novembre 2026.

Di cosa si tratta

La procedura è una mobilità volontaria esterna tra enti pubblici prevista dall’ordinamento italiano. In pratica, un dipendente di un altro ente può trasferirsi al Comune di Giugliano in Campania per ricoprire, a tempo pieno, un ruolo di istruttore di vigilanza. L’obiettivo è rinforzare l’area di vigilanza e controllo all’interno dell’amministrazione locale, con eventuali funzioni tecnico-amministrative legate al controllo del territorio e all’erogazione di servizi agli utenti. Il bando, pubblicato sul portale INPA, specifica la natura della posizione e le modalità di partecipazione della mobilità esterna ex art. 30, ma non ripropone in questa sintesi tutti i dettagli operativi.

La figura cercata

L’istruttore di vigilanza è una figura della categoria C del pubblico impiego, tipicamente impegnata in attività di vigilanza e controllo nell’ambito degli uffici comunali. Le mansioni precise variano da ente a ente e sono definite nel bando ufficiale; in linea di principio, includono compiti di supporto amministrativo e operativo correlati al controllo del territorio e all’erogazione di servizi al cittadino. Questo profilo è utile all’interno di strutture che necessitano di personale capace di gestire pratiche, controlli di accesso agli immobili comunali, attività di front office, gestione documentale e collaborazione con altre unità responsabili della sicurezza e della verifica di conformità normativa.

Requisiti e profilo professionale

I requisiti specifici non sono stati elencati nel testo fornito. Per conoscere i titoli di studio richiesti, eventuali abilitazioni, limiti di età, cittadinanza, e altre condizioni, è indispensabile consultare il bando ufficiale disponibile sul portale INPA. In generale, per la mobilità volontaria esterna in enti locali, possono essere richiesti requisiti di esperienza pregressa, contenuti formativi specifici o qualificazioni professionali, ma solo il testo ufficiale del bando definisce con precisione tali dettagli. Per orientarsi, è utile verificare anche eventuali condizioni legate alla classe e al profilo professionale (Cat. C) e alle attività di vigilanza proprie del comune.

Contratto, posti e sede

Posti disponibili: 9. Sede della funzione: Giugliano in Campania, in provincia di Napoli (Campania). Tipo di rapporto: tempo pieno, indeterminato, nell’ambito del pubblico impiego. L’annuncio specifica mobilità volontaria esterna ex art. 30 D.Lgs. 165/2001, quindi la selezione è destinata a dipendenti di altri enti pubblici che intendono trasferirsi al Comune di Giugliano. Attenzione: lo stipendio non è indicato nel testo disponibile, e le condizioni contrattuali dettagliate compresa la retribuzione sono specificate nel bando ufficiale.

Come funziona la selezione

Secondo le informazioni disponibili, la selezione avviene tramite colloquio. La mobilità esterna implica che i candidati, provenienti da altri enti, siano valutati in base alla loro esperienza e al loro profilo professionale rispetto alle esigenze dell’amministrazione. Il bando, che integra la procedura di selezione, indica l’iter e i documenti necessari, ma per ogni dettaglio pratico è necessario consultare il testo ufficiale sul portale INPA.

Scadenza e come candidarsi

Scadenza: 7 novembre 2026 alle 23:59. Modalità di candidatura: invio della domanda online tramite il portale INPA. È fondamentale accedere al portale, cercare il concorso indicato dal bando e seguire le istruzioni per l’invio della domanda, allegando eventuali documenti richiesti nel testo ufficiale. La pagina INPA fornirà anche le indicazioni su come confermare l’invio e eventuali passaggi successivi per la gestione della candidatura. Poiché la procedura è una mobilità esterna, potrebbe essere richiesto di allegare certificazioni o attestazioni relative al rapporto di lavoro con l’ente di provenienza e di dimostrare l’adeguatezza a ricoprire la posizione.

Cosa controllare prima di inviare la domanda

Prima di inviare la candidatura, controllare:

  • Verificare i requisiti specifici nel bando ufficiale (titolo di studio, abilitazioni, eventuali limiti di età, cittadinanza, condizioni particolari per la mobilità esterna).
  • Quali documenti devono essere allegati all’atto della candidatura (CV aggiornato, attestazioni di servizio, eventuali certificazioni).
  • La modalità e i tempi di presentazione, inclusi eventuali passi di conferma o integrazione documentale.
  • La data esatta di scadenza e l’orario limite (7 novembre 2026 alle 23:59) e la necessità di presentare domanda esclusivamente online tramite INPA.
  • Qualsiasi informazione su come verificare lo stato della candidatura una volta inviata e eventuali istruzioni per l’eventuale colloquio.

In assenza di ulteriori dati pubblici, si consiglia di consultare costantemente la pagina ufficiale INPA e la pagina del comune per qualsiasi aggiornamento o dettaglio operatorio. Il bando contiene tutti i riferimenti necessari per la presentazione e per eventuali documenti integrativi.

Fonte originale dell’offerta: Vai all’annuncio o bando ufficiale.

Campania, i tir bloccano ancora A1 e A30: code chilometriche e scaffali a rischio

La mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro-carburanti e il carovita non si ferma in Campania. Questa mattina, nonostante la pioggia, numerosi tir restano incolonnati alla barriera di Salerno dell’A30, a Mercato San Severino, e i presidi interessano diversi snodi strategici della rete autostradale. Autostrade per l’Italia ha comunicato che, intorno alle 7, sulla A1 Milano-Napoli è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma.

Si registrano 3 km di coda tra Caserta Nord e il bivio con la A30 verso Napoli e 2 km tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma. Risulta chiusa la stazione di Nocera Pagani in uscita da entrambe le provenienze e chiuso il nodo tra la A1 e la SP1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la SS7 Appia.

I consigli di Autostrade e la gestione del traffico

Sul posto operano le pattuglie della Polizia stradale e il personale del VI Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia. Agli utenti provenienti da Roma e diretti a Napoli viene consigliato di uscire a Caserta Nord e rientrare a Caserta Sud dopo la viabilità ordinaria.

Per chi è diretto a Salerno e sulla A30 Sud si suggerisce di uscire a Caserta Nord, seguire le indicazioni per Maddaloni e rientrare in A30 alla stazione di Maddaloni. Chi proviene da Napoli può uscire sul nodo A1 Nord-A30 Sud fino a Maddaloni, percorrere la SS700 in direzione nord e rientrare in A1 a Santa Maria Capua Vetere.

Rischi per i rifornimenti e i servizi pubblici

La protesta sta provocando criticità nell’approvvigionamento dei carburanti e delle merci. Eav, la holding regionale dei trasporti, ha annunciato possibili riduzioni e sospensioni dei servizi automobilistici a partire da oggi e, in assenza del ripristino delle forniture, di alcuni servizi ferroviari dal 24 ottobre.

In Prefettura a Salerno è stato istituito un tavolo per monitorare la protesta in provincia e le criticità relative a carburanti, beni e servizi essenziali. Anche la Prefettura di Napoli ha attivato un servizio di raccolta delle segnalazioni per tutelare la distribuzione di farmaci e altri beni. Dal weekend scorso in molti supermercati campani si è registrata una corsa alle scorte, con segnalazioni di carenze di prodotti freschi sugli scaffali.

 

Perché l’olio motore invecchia anche nel traffico e quando è il momento di rinnovarlo insieme al filtro

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L’olio e il filtro vanno sostituiti alla scadenza indicata dal costruttore, espressa in chilometri e in mesi, e vale il limite che si raggiunge per primo.

L’olio svolge funzioni essenziali per il motore. Forma un velo sottile tra le parti metalliche in movimento, sottrae calore alla testata e trattiene i residui della combustione prima che si depositino. Con il tempo queste proprietà si riducono. Per questo motivo la sostituzione dell’olio va sempre accompagnata da quella del filtro, che trattiene morchie e particelle metalliche responsabili dell’usura di cuscinetti, alberi e turbocompressore.

In Campania il mese di novembre rappresenta un momento opportuno per questo intervento. Molti veicoli escono da un’estate trascorsa in coda con il climatizzatore acceso e affrontano ora le prime mattine fredde. Il traffico di Napoli e dei capoluoghi di provincia, caratterizzato da continue ripartenze, lunghe soste al minimo e tragitti brevi, sollecita l’olio più di quanto indichi il contachilometri. È quindi consigliabile un controllo prima dell’inverno, anche quando il tagliando non è ancora in scadenza.

Quanto costa la sostituzione di olio e filtro

Il costo complessivo dipende dalla quantità di olio richiesta dal motore, dal tipo di lubrificante e dalla tariffa dell’officina. Per un’utilitaria o una vettura compatta la spesa in officina resta generalmente al di sotto dei 150 €, mentre può superarli nel caso di motori di cilindrata maggiore o di oli con specifiche particolari.

La capacità del circuito varia sensibilmente, da meno di 3 litri per una piccola citycar fino a 5 o 6 litri per una berlina di fascia alta. Anche la tipologia di lubrificante incide sul prezzo, poiché un olio minerale o semisintetico costa meno di un sintetico e le formulazioni omologate dai costruttori tedeschi si collocano di norma nella fascia più alta.

La manodopera incide in misura contenuta, dal momento che l’intervento richiede meno di un’ora, sebbene le officine autorizzate applichino tariffe superiori a quelle dei meccanici indipendenti. Al totale si aggiungono il filtro e la rondella del tappo di scarico, da sostituire a ogni intervento.

Le scadenze da rispettare e quando anticiparle

Le scadenze sono stabilite dal costruttore nel libretto di uso e manutenzione e prevedono due limiti, una percorrenza e un intervallo di tempo dall’ultimo intervento. Occorre rispettare quello che si raggiunge per primo, anche nel caso di vetture poco utilizzate.

Tipo di motore

Percorrenza media

Intervallo massimo

Benzina, aspirato o turbo

da 15.000 a 20.000 km

12 mesi

Diesel con DPF o FAP

da 15.000 a 30.000 km

da 12 a 24 mesi

GPL o metano

da 10.000 a 15.000 km

12 mesi

Ibrido, HEV o PHEV

15.000 km

12 mesi

L’utilizzo prevalentemente urbano, i tragitti inferiori a 10 km, il sistema Start&Stop sempre attivo e le temperature estreme accelerano il degrado dell’olio. In queste condizioni è opportuno anticipare la sostituzione di una quota compresa tra il 20 e il 30%. Nel traffico cittadino della Campania si tratta di condizioni ordinarie, alle quali in inverno si aggiunge il freddo. Nei tragitti brevi il motore spesso non raggiunge la temperatura di esercizio, e condensa e carburante incombusto finiscono così nell’olio.

I lubrificanti Long Life, resistenti alle alte temperature e a basso contenuto di ceneri (Low SAPS), consentono di arrivare a 30.000 km o 24 mesi, a condizione che siano approvati dal costruttore e che la vettura percorra soprattutto strade extraurbane.

Come scegliere il lubrificante adatto

Il lubrificante corretto è quello conforme alla viscosità e alle omologazioni indicate nel libretto del veicolo, e non necessariamente il più costoso. Sulla confezione vanno verificati tre elementi.

  • La viscosità SAE, espressa con sigle come 0W-20, 5W-30 o 5W-40. Il numero che precede la W indica la scorrevolezza a freddo, quello successivo la capacità di proteggere il motore alle alte temperature.
  • Le classificazioni ACEA e API. Le classi ACEA A3/B4 si riferiscono ai motori tradizionali, mentre le classi da C1 a C5 sono destinate ai veicoli dotati di filtro antiparticolato e di altri sistemi di trattamento dei gas di scarico.
  • Le omologazioni del costruttore. Molte case richiedono specifiche proprie, come VW 504.00/507.00, BMW Longlife-04, MB 229.51 o Fiat 9.55535-S2. L’impiego di un olio privo dell’approvazione prevista può comportare la decadenza della garanzia e danni al catalizzatore e al DPF.

La sostituzione fai da te passo dopo passo

L’acquisto online di olio e filtro è ormai una pratica diffusa tra chi esegue la manutenzione da sé, ma solleva spesso dubbi sull’affidabilità dei venditori. Prima dell’ordine può essere utile documentarsi, ad esempio su come opera AUTODOC, e verificare che il prodotto corrisponda alle specifiche del libretto.

Prima di iniziare occorre disporre dell’attrezzatura adeguata, di una superficie piana e di un sistema corretto per lo smaltimento dell’olio esausto. La procedura si articola in quattro fasi.

  1. Far girare il motore per alcuni minuti, in modo che l’olio, ancora tiepido, defluisca più facilmente. Sollevare la vettura con cric e cavalletti, bloccare le ruote con i cunei e collocare una bacinella capiente sotto la coppa.
  2. Rimuovere il tappo di riempimento sulla parte superiore del motore, svitare il bullone di scarico e attendere lo svuotamento completo. Smontare il filtro usato, pulirne la sede e lubrificare con olio nuovo la guarnizione del filtro nuovo prima di serrarlo a mano.
  3. Rimontare il bullone della coppa con una rondella nuova, versare con un imbuto la quantità prescritta dal costruttore e controllare il livello con l’astina. Avviare quindi il motore per un minuto e verificare l’assenza di perdite.
  4. Conservare l’olio esausto, rifiuto altamente inquinante, in taniche chiuse e consegnarlo gratuitamente all’isola ecologica del comune o a un punto di raccolta autorizzato dal CONOU.

Il controllo del livello e i segnali da non trascurare

Il controllo dell’astina con cadenza mensile, e sempre prima di un lungo viaggio, consente di prevenire i danni più gravi, causati sia da un livello insufficiente sia da un eccesso di olio. Il libretto indica il limite massimo, ma è lo stato dell’olio a stabilire se occorra sostituirlo prima, e con l’arrivo dell’inverno il controllo merita un’attenzione particolare.

La misurazione va effettuata con l’auto in piano e il motore freddo, oppure spento da almeno 10 minuti. Si estrae l’astina, la si pulisce con un panno, la si reinserisce fino in fondo e la si estrae nuovamente, verificando che il livello si trovi tra le tacche MIN e MAX.

Se il livello si avvicina al minimo, il rabbocco va eseguito gradualmente, controllando l’astina dopo ogni aggiunta. È sconsigliato miscelare oli con viscosità o specifiche diverse, poiché i rispettivi additivi potrebbero risultare incompatibili.

L’accensione della spia rossa della pressione dell’olio indica una pressione insufficiente nel circuito. In tal caso occorre fermarsi appena possibile in condizioni di sicurezza, spegnere il motore e verificare la presenza di perdite da coppa, filtro o guarnizioni. Le cause possono essere diverse, dal livello troppo basso a un guasto della pompa o del sensore.

Napoli, vendetta personale o faida? Tutte le piste sull’omicidio di Alessandro Uccello

Napoli – L’agguato è stato fulmineo, il luogo scelto particolarmente significativo: Alessandro Uccello, 57 anni, originario di Marano, è stato ucciso nella tarda serata di ieri in via Roma verso Scampia, mentre stava raggiungendo il carcere di Secondigliano per rientrare dopo una giornata trascorsa in regime di semilibertà.

Un omicidio che riporta l’attenzione degli investigatori sulle dinamiche criminali dell’area nord di Napoli, ma soprattutto sul passato della vittima, condannata in via definitiva per un grave fatto di sangue, e sui possibili rapporti che potrebbe aver conservato durante gli anni di detenzione.

La domanda alla quale i carabinieri stanno cercando di rispondere è una sola: perché uccidere Uccello proprio adesso, mentre si stava recando in carcere e a pochi metri dall’istituto penitenziario? La risposta, al momento, non è ancora emersa. Gli investigatori lavorano su più ipotesi, senza escludere che il delitto possa avere radici in vicende risalenti nel tempo o inserirsi in un quadro più recente di tensioni criminali.

Le immagini delle telecamere e la fuga del commando

Il primo fronte investigativo è quello della ricostruzione dell’agguato. I carabinieri del Comando provinciale di Napoli, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, stanno acquisendo e analizzando le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza presenti lungo via Roma verso Scampia e nelle strade limitrofe.

L’obiettivo è individuare il percorso seguito dagli assassini prima e dopo l’omicidio, ricostruire le fasi dell’azione e verificare se i responsabili abbiano utilizzato uno scooter per raggiungere la vittima e allontanarsi rapidamente. La dinamica, per come è stata finora ricostruita, lascia ipotizzare un’azione organizzata e un’esecuzione concentrata in pochi istanti. Saranno però le immagini, se sufficientemente nitide, a chiarire il numero degli aggressori, i mezzi impiegati e gli eventuali movimenti preparatori.

Per ora, le testimonianze raccolte non sembrano aver fornito indicazioni decisive sull’identità degli esecutori o sul movente. Le prime segnalazioni sono state quelle concitate di chi si è trovato davanti alla scena: le grida, l’allarme, la richiesta di soccorsi dopo gli spari. Elementi che restituiscono la rapidità dell’azione, ma che non bastano ancora a delineare il quadro investigativo.

La pista della vendetta e i rapporti da ricostruire

Tra gli scenari che gli inquirenti devono verificare c’è quello di una vendetta maturata nel tempo, eventualmente collegata a vecchi contrasti o a rapporti deteriorati durante la detenzione. Il regime di semilibertà consentiva a Uccello di trascorrere parte della giornata fuori dal carcere, imponendogli poi il rientro nell’istituto penitenziario. Una circostanza che gli assassini potrebbero aver sfruttato per individuare un momento e un percorso prevedibili.

Resta da capire, tuttavia, se il luogo dell’agguato sia stato scelto proprio perché legato agli spostamenti della vittima oppure se l’omicidio sia stato pianificato in quel punto per altre ragioni. La prossimità al carcere rappresenta un elemento importante nella ricostruzione, ma non costituisce, da sola, la prova di una particolare matrice criminale.

Gli investigatori dovranno inoltre verificare se Uccello, dopo anni di detenzione, fosse ancora esposto a contrasti personali o a dinamiche riconducibili agli ambienti criminali frequentati in passato.

Il precedente del 2016: l’omicidio di Enrico Pezzella

Il passato giudiziario di Uccello è uno dei punti da cui parte il lavoro degli investigatori. Il 57enne stava scontando una condanna definitiva per l’omicidio di Enrico Pezzella, 25 anni, ucciso nell’aprile del 2016 in via Falcone, a Marano.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, quel delitto era maturato al culmine di una vicenda familiare particolarmente tesa. Al centro c’era la relazione sentimentale tra Pezzella e la nipote di Uccello, osteggiata dalla famiglia della ragazza. Le tensioni legate al fidanzamento sarebbero sfociate in una lite durante la quale partì un colpo di pistola che raggiunse il giovane alla testa, uccidendolo.

Uccello sostenne che lo sparo fosse partito accidentalmente mentre veniva maneggiata un’arma regolarmente detenuta e che non vi fosse l’intenzione di uccidere. La ricostruzione processuale, tuttavia, gli attribuì pesanti responsabilità nel fatto di sangue. Per quell’omicidio fu condannato a sedici anni di reclusione. Raffaele Bacioterracino, coinvolto nella vicenda e cognato di Uccello, ricevette una condanna a dieci anni e otto mesi.

È proprio questo precedente a rendere necessario un approfondimento sul contesto personale della vittima. Gli investigatori dovranno stabilire se il vecchio delitto possa avere generato rancori rimasti irrisolti.

Le altre ipotesi investigative

L’altro scenario riguarda le tensioni criminali che negli ultimi anni hanno interessato Scampia e i quartieri limitrofi. La violenza dell’esecuzione e la scelta di colpire un uomo con una condanna per omicidio alle spalle potrebbero indurre a valutare anche un possibile collegamento con gli equilibri della criminalità organizzata nell’area nord della città.

Non è escluso, inoltre, che il movente possa essere di natura strettamente personale e non direttamente riconducibile a una guerra tra clan. È una distinzione decisiva per gli investigatori, chiamati a evitare che il contesto territoriale e i precedenti della vittima finiscano per orientare prematuramente la ricostruzione.

La priorità è identificare chi ha sparato, ricostruire come sia stato organizzato l’agguato e comprendere perché Uccello sia diventato il bersaglio. Le telecamere, le testimonianze e gli accertamenti sui rapporti personali e criminali della vittima sono destinati a rappresentare i passaggi decisivi dell’inchiesta.

Soltanto quando questi elementi saranno messi in relazione sarà possibile capire se si sia trattato di una vendetta covata per anni, di un regolamento di conti legato a contrasti più recenti oppure di un delitto inserito in dinamiche criminali più ampie. Per ora, il dato certo è che il passato giudiziario di Uccello costituisce una pista da approfondire, non una spiegazione già acquisita dell’omicidio.

Smantellata la banca occulta di camorra e’ndrangheta: 30 arresti

Un’ombra finanziaria che univa i clan della camorra e la ’ndrangheta e la quarta mafia in un unico grande hub del contante sporco. È questo il velo squarciato all’alba dai militari della Guardia di Finanza dei Comandi Provinciali di Milano e Monza Brianza, giunti al capolinea di una complessa e imponente attività d’indagine.

L’operazione ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal G.I.P. del Tribunale milanese nei confronti di 30 indagati: per 16 di loro si sono aperte le porte del carcere, mentre altri 14 sono stati posti agli arresti domiciliari.

Un’alleanza criminale tra frodi e narcotraffico

A guidare gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano e del Gruppo di Monza, supportati dalla DDA milanese e dalla Direzione Nazionale Antimafia, è stata la pista dei soldi. L’inchiesta ha permesso di disarticolare una vera e propria associazione a delinquere blindata dall’aggravante del metodo mafioso e dall’asservimento alle consorterie criminali.

Un gigante finanziario invisibile, specializzato nel riciclaggio internazionale, in mastodontiche frodi fiscali con l’emissione di fatture false per oltre 110 milioni di euro, reati fallimentari, ma anche condotte legate al traffico di stupefacenti e alla disponibilità di armi.

La ragnatela internazionale: blitz in tre Paesi

Il blitz si è esteso ben oltre i confini nazionali. Più di 350 militari della Fiamme Gialle – affiancati dai reparti specialistici dell’AT-P.I. (Anti-Terrorismo Pronto Impiego), dal SCICO e dal Nucleo Frodi Tecnologiche – hanno setacciato diverse province italiane e stretto i morsi con perquisizioni e arresti simultanei anche in Spagna e in territorio elvetico. Un’azione sinergica coordinata grazie all’apporto dell’Unità I-CAN dell’Interpol e alla cooperazione con gli esperti di sicurezza della Polizia Criminale operativi a Madrid e Berna.

Fiumi di contanti, orologi di lusso e criptovalute

Mentre si attende il consueto bollettino dettagliato della Procura della Repubblica di Milano per definire tutti i contorni della rete, le Fiamme Gialle stanno eseguendo un decreto di sequestro d’urgenza per oltre 21 milioni di euro.

Sotto i sigilli sta finendo di tutto: dai conti correnti bancari al denaro contante accumulato nelle cassette di sicurezza, dalle autovetture di grossa cilindrata a imbarcazioni, gioielli e orologi di lusso, fino ad arrivare ai wallet di criptovalute e persino alle macchinette professionali usate dai clan per contare le mazzette di banconote.

(Si ricorda che per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza: la responsabilità penale sarà accertata solo a seguito di eventuale sentenza definitiva di condanna).

Oroscopo oggi 21 ottobre a cura di Paolo Tedesco

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 La giornata è caratterizzata da un clima astrologico stimolante ma che richiede attenzione: la Luna transita in Acquario, portando un’energia mentale vivace e orientata al futuro, mentre Mercurio in Bilancia rallenta in vista della sua retrogradazione del 24 ottobre, e Venere è retrograda in Scorpione, invitando a rivedere priorità affettive e finanziarie.

Ariete

  • Amore: Mercurio favorisce la chiarezza mentale e la comunicazione. È il momento di dire ciò che hai taciuto a lungo, con coraggio ma anche con tatto.

  • Lavoro: La tua intelligenza e il senso per gli affari sono sollecitati. Buone prospettive per chi opera in ambito commerciale o imprenditoriale.

  • Salute: Evita l’insonnia: se ti svegli di notte, alzati e leggi finché il sonno non ritorna.

  • Finanze: Dopo spese importanti, è tempo di risparmiare. Evita acquisti impulsivi.

  • Consiglio astrologico: Usa la tua determinazione per negoziare, ma non mostrare avidità: l’atteggiamento disinteressato ti avvantaggerà.

Toro

  • Amore: Giornata di intenso romanticismo. La passionalità della persona cara ti sorprenderà piacevolmente.

  • Lavoro: Preparati ad affrontare critiche e opposizioni. Affrontale con calma e senza vittimismo: ne uscirai rafforzato.

  • Salute: Sei teso: pratica esercizi di rilassamento o una breve meditazione.

  • Finanze: Possibile opportunità per ottenere un interesse vantaggioso. Non vedere tutto nero nel lavoro.

  • Consiglio astrologico: Mostrati generoso in amore, ma non farti condizionare dalle critiche sul lavoro.

Gemelli

  • Amore: Evita discussioni con il partner, punta al dialogo. Se una persona dice di non avere tempo, potrebbe essere un segnale di chiusura.

  • Lavoro: La tua dialettica brillante ti rende ricercato. Non badare alla freddezza dell’ambiente: il tuo valore è riconosciuto.

  • Salute: Attenzione a dolori ossei, sciatica e malanni da raffreddamento.

  • Finanze: Sei soddisfatto della tua economia. Le tue doti di comando sono notate dai superiori.

  • Consiglio astrologico: La Luna in Acquario stimola la tua mente, ma Mercurio rallenta: evita decisioni affrettate in ambito lavorativo.

Cancro

  • Amore: Distingui tra pensieri idillici e amore reale. Possibili sorprese, sia in amore che nel lavoro.

  • Lavoro: Giornata positiva per le questioni pratiche. Mercurio lancia segnali di incoraggiamento.

  • Salute: Se soffri d’asma, presta particolare attenzione: potresti avere una ricaduta.

  • Finanze: La fortuna è dalla tua parte negli affari economici. Nonostante i numerosi impegni, riesci a destreggiarti.

  • Consiglio astrologico: La Luna in Pesci favorisce la tua sensibilità: usala per intuire le mosse giuste sul lavoro.

Leone

  • Amore: Non mettere alla prova la fedeltà del partner: si arrabbierebbe. Vivrai un momento bellissimo con la Luna in Pesci.

  • Lavoro: Hai ottime difese planetarie per le discussioni in casa e sul lavoro. Tieni acceso il tuo fuoco interiore.

  • Salute: I reni potrebbero darti qualche problema: bevi più acqua.

  • Finanze: Dovresti rivedere la tua economia. I capi saranno dalla tua parte, non dimenticarlo.

  • Consiglio astrologico: Un incontro inaspettato oggi potrebbe cambiare le cose: sii aperto alle sorprese.

Vergine

  • Amore: I tuoi cari desiderano aiutarti. È un buon momento per aprire il cuore.

  • Lavoro: Solo Luna e Urano si intromettono nelle tue cose, il resto del cielo è dalla tua parte. Qualcosa di poco chiaro nell’ambiente, forse per errori di un collaboratore: non farti distrarre.

  • Salute: Il riposo è fondamentale, ma senza esagerare. Trova il giusto equilibrio.

  • Finanze: Cerca l’indipendenza economica. Buon giorno per un corso di formazione o per investire in te stesso.

  • Consiglio astrologico: La tua razionalità è un punto di forza: usala per valutare le proposte, ma non isolarti.

Bilancia

  • Amore: Accetta il consiglio di un amico in campo sentimentale. Potrebbe aprirti gli occhi.

  • Lavoro: Presenta le tue proposte ai superiori con pazienza. Una generosa Luna in Pesci ti assiste nel lavoro e nella salute.

  • Salute: Il basso stato d’animo potrebbe essere legato al clima: cerca la luce e il movimento.

  • Finanze: Potresti ricevere una somma di denaro dalla famiglia. Gestiscila con oculatezza.

  • Consiglio astrologico: Con il Sole ancora nel tuo segno per poco, fai il punto su te stesso e programma nuovi contatti.

Scorpione

  • Amore: Venere è terribilmente sexy e giovane: potresti conquistare chi desideri. Attenzione a discussioni per futili motivi.

  • Lavoro: Dai il massimo: si prevede un grande successo. Mercurio è ottimo per negoziati e iniziative finanziarie.

  • Salute: Dedícati a nuove attività sportive per scaricare l’energia intensa.

  • Finanze: Evita acquisti importanti in questo momento. Continua a lavorare sodo al nuovo progetto.

  • Consiglio astrologico: Stai per iniziare il mese più bello del tuo 2026: preparati con entusiasmo.

Sagittario

  • Amore: L’amore sarà fonte di soddisfazioni. La Luna in Pesci è severa ma ti ricorda l’importanza della famiglia.

  • Lavoro: Abbi pazienza: i risultati arriveranno. Gestisci con chiarezza le transazioni e i progetti.

  • Salute: Se ti prendi un po’ cura di te, godrai di uno stato fisico eccellente.

  • Finanze: Non essere taccagno: presto avrai un colpo di fortuna.

  • Consiglio astrologico: La Luna in Pesci ti chiede più attenzione per la famiglia: non trascurare gli affetti.

Capricorno

  • Amore: Giornata per risolvere vecchi problemi amorosi. La Luna in Pesci è delicata e sensuale.

  • Lavoro: Quattro potenti astri (Giove, Marte, Plutone, Urano) sono coinvolti: affronta le provocazioni con calma, senza roderti il fegato.

  • Salute: Controlla la quantità di cibo: è fondamentale per mantenere il peso.

  • Finanze: Sii prudente e misurato con il denaro. Cerca alleati sul lavoro: ne avrai bisogno.

  • Consiglio astrologico: La tua reputazione di persona responsabile è un asset: usala nelle trattative.

Acquario

  • Amore: Possibili divergenze con il partner. Cerca di ascoltare senza giudicare.

  • Lavoro: Il Sole si muove verso una posizione impegnativa per l’attività: collaborazioni e ruolo professionale potrebbero essere discussi.

  • Salute: Leggero squilibrio nervoso in agguato: concediti pause e respirazione profonda.

  • Finanze: Se pensi di chiedere un prestito, questo è il giorno giusto. Qualcuno al lavoro cerca di farti ombra.

  • Consiglio astrologico: La Luna nel tuo segno ti rende brillante, ma Mercurio rallenta: valuta bene ogni parola.

Pesci

  • Amore: Canta l’amore: la Luna nel tuo segno è molto positiva. Cerca di condividere più cose con il partner.

  • Lavoro: Il transito è positivo anche per l’attività professionale. Considera un eventuale errore come un’opportunità di crescita.

  • Salute: Cerca di migliorare la tua qualità di vita con piccoli gesti quotidiani.

  • Finanze: La tua economia è in un buon momento: valuta un investimento, ma con la dovuta cautela.

  • Consiglio astrologico: Marte è pieno di energia: canalizzala in progetti creativi o in un nuovo percorso di benessere.

Commento finale

La giornata del 21 ottobre 2026 si presenta come un crocevia tra razionalità e profondità. La Luna in Acquario accende la mente e la voglia di futuro, ma Mercurio che rallenta in Bilancia e Venere retrograda in Scorpione suggeriscono di non affrettare conclusioni, soprattutto in amore e nelle questioni economiche. Chi saprà bilanciare l’entusiasmo con la riflessione, e l’azione con l’ascolto, troverà in questa giornata le premesse per un autunno ricco di soddisfazioni. Le stelle non chiedono di restare fermi, ma di muoversi con consapevolezza: la fretta è il nemico della precisione, e oggi la precisione vale più che mai.

​Casavatore, controlli serrati sul territorio: maxi operazione tra Polizia Municipale, Carabinieri ed Esercito

Casavatore – Un segnale forte, chiaro e tangibile di presenza dello Stato sul territorio. Prosegue senza sosta l’attività di monitoraggio e prevenzione a Casavatore, dove anche nella giornata odierna si è svolta un’intensa operazione di controllo straordinario della città. L’intervento si inserisce in un piano di monitoraggio capillare già avviato nei giorni scorsi e destinato a proseguire con decisione anche nelle prossime settimane.

L’escalation di controlli si è resa necessaria anche alla luce dei recenti episodi criminosi che hanno interessato la zona. Per rispondere con fermezza e restituire tranquillità ai residenti, si è messa in moto una task force interforze: la Polizia Municipale, guidata dal Comandante Francesco Perrella, ha operate in stretta sinergia con i Carabinieri e con l’Esercito Italiano (Raggruppamento “Campania”), nell’ambito della nota Operazione “Strade Sicure – Terra dei Fuochi”.

I pattugliamenti e i posti di blocco, dislocati nei punti nevralgici del comune, hanno riguardato verifiche ad ampio raggio focalizzate sulla sicurezza urbana e sul rigoroso rispetto delle norme del Codice della Strada.
L’iniziativa non si configura come un episodio isolato, bensì come tassello di una programmazione a lungo termine orientata a garantire una presenza costante, vigile e capillare delle istituzioni nei quartieri cittadini.

P.B.

Concorso pubblico al Comune di Capaccio Paestum: 1 funzionario contabile a tempo pieno e indeterminato (deadline 6 novembre 2026)

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Scadenza per candidarsi: 6 Novembre 2026. È consigliabile completare la domanda con anticipo e verificare eventuali orari limite o aggiornamenti nella pagina ufficiale.

Il Comune di Capaccio Paestum indice un concorso pubblico per 1 funzionario contabile a tempo pieno e indeterminato.

Di cosa si tratta

Si tratta di un concorso pubblico per esami volto a coprire un posto di funzionario contabile, assegnato all’Area economico-finanziaria e tributi dell’ente. In gestione ordinaria, la figura rientra tipicamente tra i profili di elevata qualificazione, chiamata a contribuire alla tenuta della contabilità, al controllo di bilancio e all’analisi delle entrate e delle uscite comunali. Il bando pubblicato sull’INPA specifica la natura della selezione come concorso pubblico per esami, una modalità comune per assunzioni nella pubblica amministrazione italiana. È importante notare che l’annuncio ufficiale non implica promesse di avanzamento; la selezione avverrà secondo le modalità indicate nel testo del bando e nei relativi allegati.

La figura contabile: profilo e attività tipiche

Il funzionario contabile è una figura chiave per la gestione economico-finanziaria degli enti locali. In pratica, può occuparsi di attività quali rilevazioni contabili, gestione del bilancio, controllo delle entrate tributarie e delle spese, supporto al processo di programmazione finanziaria e rendicontazione. Le competenze tipiche includono conoscenze di principi contabili pubblici, strumenti di contabilità e tesoreria, capacità di utilizzare software gestionali e di redigere report economici, nonché familiarità con la normativa di settore. Nella documentazione disponibile, però, mancano ancora i dettagli operativi relativi alle mansioni specifiche di questo bando; per ottenere una descrizione precisa è necessario consultare il testo integrale dell’avviso e gli allegati.

Requisiti

Nei dati pubblicamente disponibili non sono riportati qui i requisiti specifici come laurea, votazione, o eventuali servizi anteriori richiesti. I requisiti ufficiali, inclusi titolo di studio, eventuali abilitazioni o preferenze, sono descritti nel bando completo e negli allegati scaricabili sul portale INPA. Per non correre rischi di interpretazioni errate, è fondamentale consultare la versione integrale del bando e degli allegati (in particolare lo schema di domanda e i documenti allegati) nell’area dedicata al concorso sul sito INPA.

Contratto, posti e sede

Dettagli chiari disponibili:

  • Posti: 1 funzionario contabile
  • Sede: Capaccio Paestum, provincia di Salerno
  • Tipo di contratto: tempo pieno
  • Durata: indeterminata
  • Stipendio: non indicato nel materiale disponibile

Queste informazioni provengono dall’avviso ufficiale consultato sull’INPA; per dati salariali o ulteriori elementi contrattuali, occorre fare riferimento al testo integrale del bando e agli allegati.

Come funziona la selezione

Nella documentazione disponibile si legge che la candidatura avviene tramite invio del modulo di domanda e degli allegati indicati nel bando. Al momento, non sono disponibili dettagli pubblici sulla suddivisione delle prove (prove scritte, orale o pratiche) o sulle eventuali prefissazioni di punteggio. Per conoscere nel dettaglio le fasi della selezione, è necessario aprire e leggere il bando completo e gli allegati affiliati, che includono lo schema di domanda concorsuale e i documenti di riferimento.

Scadenza e come candidarsi

Scadenza ufficiale per la presentazione delle candidature: 6 novembre 2026 alle 23:59. L’apertura delle candidature è prevista dal 25 settembre 2026 alle 19:40. Per inviare la domanda, occorre utilizzare il modulo indicato nel bando e allegare i documenti richiesti presenti tra gli allegati. È consigliabile verificare periodicamente la pagina INPA in quanto potrebbero esserci aggiornamenti o chiarimenti relativi ai requisiti e ai documenti da presentare.

Riassumendo: inviate la domanda entro il 6 novembre 2026 alle 23:59, tramite il modulo indicato nel bando, e assicuratevi di allegare tutto il materiale richiesto (bando/Allegati, schema domanda e eventuali certificazioni o requisiti). Per ogni aggiornamento, riferimenti ufficiali restano la pagina INPA e i documenti scaricabili dal bando.

Cosa controllare prima di inviare la candidatura

  • Verificare la disponibilità di tutte le informazioni ufficiali nel bando e negli allegati (scheda domanda, documenti da caricare, eventuali prove d’esame).
  • Controllare i requisiti specifici indicati nel testo integrale del bando e confrontarli con la propria situazione.
  • Preparare in anticipo i documenti richiesti (titoli di studio, certificati, curriculum, eventuali attestati di esperienza) secondo le istruzioni dello schema domanda.
  • Verificare le tempistiche di apertura e chiusura della procedura per non rischiare di perdere la finestra di candidatura.
  • Consultare periodicamente la pagina INPA del concorso per eventuali aggiornamenti o chiarimenti relativi all’avviso e agli allegati.

In caso di dubbi, è meglio attenersi al testo ufficiale del bando e ai relativi allegati, evitando interpretazioni autonome dei requisiti o delle fasi di selezione.

Fonte originale dell’offerta: Vai all’annuncio o bando ufficiale.

Farmaci più sostenibili: cosa possono fare luce e ultrasuoni nella sintesi chimica

La sintesi di nuove molecole farmaceutiche potrebbe diventare meno dipendente da combustibili fossili, alte temperature e reagenti difficili da smaltire.

È questa la direzione indicata da due studi recenti attribuiti al gruppo di ricerca di Colmenares presso l’Istituto di chimica fisica dell’Accademia polacca delle scienze. Il punto non è ancora la produzione industriale di un medicinale, ma la possibilità di rendere più sostenibili alcune trasformazioni usate nella ricerca di candidati farmaceutici.

Perché la sintesi dei farmaci pesa sull’ambiente

Una molecola destinata alla ricerca deve spesso essere costruita attraverso molte reazioni consecutive. Ogni passaggio può richiedere solventi organici, energia per riscaldare la miscela, catalizzatori metallici, reagenti ossidanti o riducenti e successive operazioni di purificazione.

Il principio attivo finale può essere presente in quantità molto piccole rispetto a solventi, sottoprodotti e materiali impiegati lungo il percorso. Questa sproporzione, comune nella chimica farmaceutica, viene descritta anche attraverso l’indice di massa di processo: più materiale entra nel processo senza finire nel prodotto, maggiore è il carico ambientale potenziale.

Non significa che ogni sintesi tradizionale sia inefficiente o insicura. Significa però che, già nella fase di progettazione, conviene valutare resa, selettività, consumo energetico, pericolosità dei reagenti e possibilità di recuperare solventi e catalizzatori.

La luce come fonte di energia chimica

La fotochimica utilizza radiazione luminosa per portare alcune molecole in uno stato energetico più reattivo. In condizioni adatte, una trasformazione che richiederebbe calore intenso può procedere con una sorgente luminosa e un fotocatalizzatore.

La luce non è automaticamente sinonimo di processo verde. Conta il tipo di lampada, l’elettricità utilizzata, la durata dell’irraggiamento e la quantità di prodotto ottenuta. Le lampade a diodi emettitori di luce possono ridurre alcuni consumi rispetto a sorgenti meno efficienti, ma il bilancio deve includere anche fabbricazione, raffreddamento e smaltimento delle apparecchiature.

Il vantaggio più interessante è la possibilità di attivare selettivamente determinati legami chimici. Una maggiore selettività può ridurre la formazione di sottoprodotti e semplificare la purificazione. Tuttavia, un risultato ottenuto in un piccolo reattore trasparente non è automaticamente trasferibile a un impianto più grande: la luce penetra in modo diverso quando aumentano volume, concentrazione e torbidità della miscela.

Che cosa aggiungono gli ultrasuoni

Gli ultrasuoni sono onde sonore con frequenza superiore alla soglia dell’udito umano. Nei liquidi possono produrre il fenomeno della cavitazione acustica: minuscole bolle si formano, crescono e collassano rapidamente, generando localmente condizioni di pressione e temperatura molto elevate.

Questi eventi microscopici possono migliorare il mescolamento, aumentare il contatto tra reagenti poco miscibili e facilitare il trasferimento di massa. In alcune reazioni ciò permette di lavorare a temperature più basse, abbreviare i tempi o diminuire la quantità di reagenti necessari.

Anche in questo caso serve prudenza. L’energia elettrica assorbita dal generatore deve essere inclusa nel bilancio complessivo. Inoltre, l’effetto degli ultrasuoni dipende dalla geometria del reattore, dalla frequenza, dalla potenza, dal solvente e dalla presenza di gas disciolti. Un protocollo efficace in laboratorio può perdere parte del vantaggio quando viene aumentata la scala.

Materie prime rinnovabili, non solo energia pulita

La sostenibilità riguarda anche l’origine degli atomi che compongono una molecola. Molte sostanze di partenza derivano ancora dalla petrolchimica; altre possono essere ottenute da biomasse, scarti agricoli, zuccheri, oli vegetali o sottoprodotti dell’industria alimentare.

La sostituzione non è però una gara tra “fossile” e “naturale”. Una materia prima biologica deve essere valutata considerando uso del suolo, acqua, trasporti, concorrenza con la produzione alimentare e trattamenti necessari per ottenere un composto abbastanza puro.

Un esempio di questa logica è la valorizzazione del glicerolo, prodotto anche nella lavorazione del biodiesel. La luce solare può trasformare uno scarto in una risorsa chimica, ma il beneficio dipende dalla resa, dalla durata del catalizzatore e dall’energia richiesta per separare i prodotti.

Dal laboratorio alla fabbrica

Per stabilire se queste strategie siano davvero utili alla ricerca farmaceutica servono dati confrontabili. La resa chimica da sola non basta: occorre misurare consumo di solvente, energia per grammo di prodotto, quantità di rifiuti, tossicità dei reagenti, recuperabilità dei catalizzatori e numero di passaggi di purificazione.

Un altro criterio è la robustezza. Una reazione promettente deve funzionare con materie prime di qualità variabile, tollerare piccole variazioni operative e produrre sempre una composizione controllabile. Nel settore farmaceutico, infatti, purezza e riproducibilità sono requisiti essenziali, non dettagli secondari.

Le valutazioni dovrebbero seguire principi riconosciuti di chimica sostenibile, come quelli discussi dalla American Chemical Society e dalla Royal Society of Chemistry. Il confronto corretto è tra l’intero ciclo del processo e le alternative disponibili, non tra una singola reazione e una descrizione astratta del metodo tradizionale.

Una promessa concreta, con limiti

Luce e ultrasuoni possono diventare strumenti importanti per ridurre l’impatto di alcune trasformazioni chimiche, soprattutto quando migliorano selettività e trasferimento di massa. Non sostituiscono però automaticamente solventi, energia o catalizzatori problematici.

Il risultato più realistico è una cassetta degli attrezzi più ampia per progettare processi farmaceutici efficienti: scegliere materie prime adeguate, usare energia nel modo più mirato possibile, limitare i passaggi e dimostrare con dati completi che il vantaggio resta valido anche aumentando la scala.

Metalli più resistenti e duttili: la strategia che separa i tempi dell’indurimento

Come può un metallo sopportare carichi elevati senza diventare fragile? Una strategia di progettazione punta a coordinare nel tempo i meccanismi che lo rendono resistente.

Il compromesso tra forza e deformazione

Nei materiali strutturali, resistenza e duttilità sono proprietà entrambe essenziali, ma spesso difficili da ottenere contemporaneamente. Un acciaio molto resistente può sopportare sollecitazioni elevate, ma avere una capacità ridotta di deformarsi prima della rottura. Al contrario, un metallo molto duttile assorbe meglio gli urti e segnala il sovraccarico attraverso la deformazione, però può richiedere sezioni più spesse o pesanti.

Il problema nasce dalla microstruttura. Quando un metallo viene sottoposto a un carico, gli atomi non restano immobili: si verificano movimenti permanenti lungo difetti del reticolo cristallino chiamati dislocazioni. Ostacolare queste dislocazioni aumenta la resistenza, ma può ridurre lo spazio disponibile per la deformazione plastica.

Per questo la ricerca sui materiali non cerca soltanto una lega con la composizione chimica giusta. Conta anche il modo in cui gli elementi sono distribuiti, la dimensione dei grani cristallini, la presenza di precipitati e la sequenza dei trattamenti termici.

Che cosa significa indurire un metallo

L’indurimento è l’insieme dei fenomeni che rendono più difficile la deformazione permanente. Può essere ottenuto, per esempio, riducendo la dimensione dei grani, introducendo atomi di soluto nel reticolo oppure formando particelle molto fini che ostacolano il movimento delle dislocazioni.

Questi meccanismi, però, non agiscono tutti nello stesso momento né con la stessa intensità. Una lega può quindi essere progettata affinché un primo meccanismo aumenti la resistenza iniziale, mentre un secondo intervenga soltanto quando il materiale ha già iniziato a deformarsi.

È questo il significato della strategia basata sulla temporizzazione dell’indurimento: non applicare tutti gli ostacoli al movimento delle dislocazioni contemporaneamente, ma distribuirne l’azione lungo la deformazione.

Perché il momento dell’indurimento è decisivo

Durante la deformazione, un materiale capace di indurirsi progressivamente può mantenere più a lungo una distribuzione uniforme degli sforzi. In termini semplici, invece di concentrare subito la deformazione in una zona, la microstruttura continua a opporsi al carico mentre altre regioni partecipano alla deformazione.

Questo comportamento può ritardare la formazione del cosiddetto collo, la regione localizzata in cui una provetta o un componente comincia ad assottigliarsi rapidamente prima della frattura. Ritardare questa localizzazione non significa eliminare il rischio di rottura, ma può aumentare l’allungamento totale e la capacità di assorbire energia.

Una progettazione efficace deve quindi bilanciare due esigenze: una resistenza sufficiente all’inizio del carico e una risposta evolutiva durante la deformazione. Se l’indurimento è troppo intenso e immediato, il metallo può perdere duttilità. Se è troppo debole o arriva tardi, il componente può deformarsi eccessivamente.

Il ruolo della microstruttura

La soluzione passa dalla combinazione di regioni con caratteristiche diverse. Alcune parti della microstruttura possono essere più dure e sostenere il carico, mentre altre restano relativamente duttili e assorbono la deformazione. La difficoltà consiste nel controllare l’interazione tra queste regioni senza creare punti di debolezza.

Tra i parametri da ottimizzare ci sono la dimensione dei grani, la distribuzione degli elementi di lega, la frazione di eventuali seconde fasi e la stabilità delle particelle durante il riscaldamento. Anche la velocità di deformazione e la temperatura di esercizio possono cambiare il risultato.

Una lega che funziona bene in laboratorio a temperatura ambiente, infatti, potrebbe comportarsi diversamente in una turbina, in un’automobile sottoposta a urti o in una struttura esposta a cicli termici. La prestazione deve essere verificata nelle condizioni reali di utilizzo.

Applicazioni possibili e vantaggi pratici

Materiali con un migliore equilibrio tra resistenza e duttilità potrebbero contribuire a ridurre la massa di veicoli, macchinari e strutture senza sacrificare la sicurezza. Un componente più leggero richiede meno energia per essere trasportato o movimentato, ma il beneficio dipende dall’intero ciclo di vita: produzione, lavorazione, manutenzione e riciclo.

La stessa logica può essere utile per componenti sottoposti a urti o carichi variabili, dove non basta resistere al valore massimo della forza. È importante anche deformarsi in modo prevedibile, dissipare energia e fornire margini di sicurezza prima della frattura.

Il risultato non è però automaticamente una nuova lega pronta per l’industria. Tra la dimostrazione di un principio e l’adozione commerciale ci sono prove di fatica, corrosione, saldabilità, lavorabilità, disponibilità delle materie prime e costi dei trattamenti.

Che cosa resta da verificare

La promessa di coordinare diversi meccanismi di indurimento è scientificamente plausibile e si inserisce in decenni di ricerca sulla progettazione microstrutturale, ma ogni prestazione deve essere documentata con dati comparabili. Servono valori di resistenza, allungamento, tenacità, durata a fatica e comportamento dopo cicli termici.

È inoltre necessario chiarire se il vantaggio derivi dalla composizione della lega, dal trattamento termico, dalla lavorazione meccanica o dalla loro combinazione. Senza questa distinzione, replicare il materiale su scala industriale può diventare difficile.

Le basi teoriche dell’indurimento e della deformazione plastica sono discusse nelle risorse della Unione internazionale di chimica pura e applicata e nelle pubblicazioni della Società americana di chimica. La direzione più interessante, quindi, non è soltanto cercare metalli più duri: è progettare materiali che sappiano cambiare risposta mentre vengono sollecitati.

Dal glicerolo all’idrogeno: la luce solare valorizza uno scarto del biodiesel

Il glicerolo, sottoprodotto del biodiesel, potrebbe diventare una materia prima per produrre idrogeno e sostanze chimiche di maggior valore usando la luce solare.

La prospettiva arriva da una ricerca australiana con collaborazioni internazionali, indicata nello spunto come pubblicata nell’ottobre 2026. Il risultato più interessante non è soltanto la trasformazione del glicerolo, ma l’osservazione diretta di come il catalizzatore cambia mentre la reazione è in corso.

Perché il glicerolo è un problema industriale

Quando oli vegetali o grassi vengono convertiti in biodiesel, si forma glicerolo come prodotto secondario. La molecola, chiamata anche glicerina in molti contesti commerciali, non è un rifiuto privo di valore: trova impiego in cosmetici, farmaci, alimenti, resine e altri prodotti.

Il problema nasce quando la quantità disponibile cresce più rapidamente della domanda per gli impieghi tradizionali. Il glicerolo grezzo proveniente dal processo di produzione contiene inoltre acqua, sali, catalizzatori residui e altre impurità. Pur essendo una molecola ricca di atomi di carbonio e idrogeno, non è quindi automaticamente pronta per applicazioni di alta qualità.

Valorizzarlo significa trasformare una corrente secondaria in una risorsa, riducendo potenzialmente i costi di trattamento e la necessità di utilizzare materie prime fossili per ottenere alcune sostanze chimiche.

Come interviene la luce del Sole

La strategia appartiene alla fotocatalisi. Un materiale catalitico assorbe parte della luce e genera cariche elettriche eccitate. Queste cariche possono innescare reazioni di ossidazione e riduzione sulla superficie del materiale, senza consumare il catalizzatore nella stessa proporzione dei reagenti.

Nel caso del glicerolo, la sua ossidazione può produrre molecole più semplici e utili, mentre l’altra semireazione può portare alla formazione di idrogeno. Il vantaggio teorico è duplice: si ottiene un combustibile o vettore energetico e, nello stesso processo, si recupera valore chimico da una materia prima a basso costo.

La reazione, però, non consiste nel “separare” semplicemente il glicerolo in idrogeno. Il percorso comprende numerosi passaggi intermedi. A seconda del catalizzatore e delle condizioni operative possono formarsi prodotti come aldeidi, acidi organici o altri composti ossigenati. Controllare quali molecole prevalgono è essenziale per rendere il processo utile industrialmente.

Il ruolo decisivo del catalizzatore

Un catalizzatore non è necessariamente un materiale statico. Durante l’illuminazione può cambiare stato di ossidazione, struttura elettronica, composizione superficiale e distribuzione dei siti attivi. Può anche accumulare specie intermedie o degradarsi lentamente.

Secondo lo spunto, le analisi condotte presso l’Australian Synchrotron hanno permesso di seguire queste trasformazioni mentre il materiale lavorava. Le tecniche basate sulla radiazione di sincrotrone possono fornire informazioni molto dettagliate sull’ambiente chimico degli atomi e sulla struttura del catalizzatore, aiutando a distinguere il materiale realmente attivo da quello osservato prima o dopo la reazione.

Questa distinzione è fondamentale. Un catalizzatore può apparire promettente in una caratterizzazione effettuata a riposo, ma assumere una configurazione diversa sotto luce, in acqua e a contatto con il glicerolo. Conoscere la fase attiva consente di progettare materiali più selettivi e più resistenti.

Idrogeno solare: opportunità e cautele

L’idrogeno prodotto in questo modo non sarebbe automaticamente “a emissioni zero”. Il bilancio ambientale dipenderebbe dall’origine del glicerolo, dalla quantità di energia necessaria per preparare e purificare la corrente, dalla luce effettivamente utilizzata e dalla durata del catalizzatore.

Un impianto alimentato da luce naturale potrebbe ridurre il consumo di elettricità, ma dovrebbe affrontare variazioni di irraggiamento, condizioni meteorologiche e necessità di illuminazione uniforme. Se fosse necessario integrare lampade artificiali, il vantaggio climatico dipenderebbe dal mix elettrico.

Anche la separazione dei prodotti è un passaggio importante. Una miscela contenente idrogeno, acqua e composti organici non può essere considerata pronta per il mercato senza ulteriori operazioni. La purificazione può richiedere membrane, distillazione o altri trattamenti, con costi energetici e materiali da valutare.

Dalla prova di laboratorio alla scala industriale

La dimostrazione di una reazione in laboratorio non equivale ancora a una tecnologia commerciale. Servono dati su resa, selettività, stabilità per molte ore o migliaia di ore, comportamento con glicerolo grezzo e prestazioni in reattori più grandi.

Un catalizzatore efficace deve inoltre usare elementi disponibili, avere una preparazione riproducibile e poter essere recuperato senza contaminare i prodotti. La sicurezza dell’idrogeno, la gestione dell’ossigeno e il controllo del calore diventano più complessi quando si passa da pochi millilitri a flussi industriali.

La ricerca è comunque significativa perché affronta contemporaneamente due questioni: la gestione di un sottoprodotto del biodiesel e la produzione di molecole energetiche o chimiche con una fonte rinnovabile. La fotocatalisi sul glicerolo è studiata da anni, ma comprendere ciò che accade sulla superficie del materiale può aiutare a superare uno dei suoi ostacoli principali: ottenere il prodotto desiderato senza creare una miscela difficile da gestire.

Che cosa potrebbe cambiare davvero

Se i risultati saranno confermati in condizioni realistiche, i produttori di biodiesel potrebbero integrare unità di valorizzazione vicino agli impianti esistenti. La vicinanza ridurrebbe trasporti e costi di raccolta, mentre i prodotti organici potrebbero alimentare filiere chimiche locali.

Non sarebbe però una soluzione universale per la transizione energetica. L’idrogeno ottenuto da un sottoprodotto può contribuire in nicchie specifiche, ma non sostituisce da solo l’elettrificazione diretta, l’efficienza energetica o altre fonti di idrogeno a basse emissioni.

Il valore della proposta sta soprattutto nell’approccio: usare la luce per guidare una reazione, studiare il catalizzatore mentre opera e trasformare una corrente di scarto in più prodotti. Per valutare il suo futuro serviranno ora confronti trasparenti con processi industriali già disponibili e analisi complete del ciclo di vita. Per il contesto generale su catalisi, energia e sostenibilità sono utili le risorse dell’American Chemical Society, della Royal Society of Chemistry e dell’Unione europea.

Mobilità volontaria: 21 Funzionari socio-educativi al Comune di Napoli, candidature online entro il 2 novembre 2026

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Scadenza per candidarsi: 2 Novembre 2026. È consigliabile completare la domanda con anticipo e verificare eventuali orari limite o aggiornamenti nella pagina ufficiale.

Il Comune di Napoli indice una mobilità volontaria per 21 Funzionari socio-educativi, a tempo pieno e indeterminato. Le domande si presentano online tramite INPA entro il 2 novembre 2026.

Di cosa si tratta

La procedura è una mobilità volontaria ex art. 30 del D.Lgs. 165/2001, che permette a dipendenti di altri enti o comparti di trasferirsi al Comune di Napoli per coprire 21 posti di Funzionario socio-educativo, a tempo pieno e indeterminato. Si tratta di una procedura interna al sistema pubblico, rivolta a candidati che già possiedono un profilo idoneo all’Area dei Funzionari e dell’elevata qualificazione.

La figura professionale

Il Funzionario socio-educativo è tipicamente coinvolto in servizi orientati all’educazione e al welfare, con responsabilità nella gestione di progetti e interventi a favore di minori, famiglie o persone in fragilità. Può includere attività di coordinamento, rapporti con scuole e servizi territoriali, supervisione di progetti educativi e percorsi di inclusione.

Requisiti principali

Requisiti ufficiali disponibili nel bando indicano la mobilità volontaria ex art. 30 D.Lgs. 165/2001 e il profilo professionale richiesto: Funzionario socio-educativo – Area dei Funzionari e dell’elevata qualificazione. I dettagli su titoli di studio o esperienza pratica non sono indicati nel riassunto disponibile; si invita a verificare nel testo completo dell’avviso pubblico per eventuali requisiti aggiuntivi.

Contratto, sede e numero posti

Posizioni aperte: 21 unità; Sede: Napoli; Tipo di rapporto: tempo pieno e indeterminato. L’Ente è il Comune di Napoli, che in questo caso cerca mobilità interna/esterna per rinforzare l’organico dell’Area funzionale dei Funzionari e dell’elevata qualificazione.

Come funziona la selezione

La procedura prevede una valutazione dei titoli e un colloquio. Questi passaggi sono tipici delle selezioni pubbliche per figure di livello professionale avanzato nel comparto pubblico. Il bando specifica che la domanda deve essere presentata online attraverso INPA, ma non fornisce ulteriori dettagli su punteggi o prove: si consiglia di consultare il testo completo per i criteri di valutazione e per l’elenco dei documenti da allegare.

Scadenza e come candidarsi

Apertura delle candidature: 2 ottobre 2026 alle ore 18:00. Scadenza: 2 novembre 2026 alle ore 23:59. Presentazione online esclusivamente tramite INPA (portale INPA). La procedura prevede l’invio della domanda e dei documenti tramite la piattaforma indicata nel bando. È consigliabile completare l’iter solo se si hanno i requisiti e si è in grado di dimostrare il possesso del profilo richiesto.

Cosa controllare prima di inviare la domanda

Prima di presentare la domanda, verificare:

  • appartenenza alla categoria di mobilità prevista (mobilità volontaria ex art. 30 D.Lgs. 165/2001);
  • possesso del profilo richiesto: Funzionario socio-educativo – Area dei Funzionari e dell’elevata qualificazione;
  • corrette indicazioni anagrafiche e contatti;
  • pubblicazione del bando completo e degli allegati ufficiali sul portale INPA o sul sito dell’ente.

Per quanto riguarda documenti specifici, il riassunto ufficiale elencava un “Mobilità 21 Funzionari socioeducativi_Avviso pubblico.pdf” tra i documenti. Si raccomanda di consultare quella versione per l’elenco degli allegati richiesti e per eventuali ulteriori prove o documenti da includere.

Fonte originale dell’offerta: Vai all’annuncio o bando ufficiale.

Napoli, Politano si riscatta: «Ho reagito bene. Ci dicono che siamo vecchiotti, ma la gamba c’è ancora»

Matteo Politano risponde sul campo e rilancia il Napoli. Dopo l’errore contro il Villarreal, l’esterno azzurro si è riscattato nella vittoria per 4-3 contro il Bodo Glimt in Champions League, firmando il gol che ha sbloccato la partita e servendo l’assist per la rete di McTominay. Una prestazione importante, accompagnata da parole che raccontano voglia di reagire, orgoglio e fiducia nelle potenzialità della squadra.

«Cerco di assumermi le responsabilità quando sbaglio, come contro il Villarreal, ed è giusto metterci la faccia. Oggi fortunatamente ho fatto gol e assist. Ho reagito bene e farlo a Napoli non è semplice», ha dichiarato Politano ai microfoni di Sky Sport al termine della sfida europea.

L’esterno non nasconde la necessità di migliorare, soprattutto nella gestione della fase difensiva, ma invita a guardare anche al valore del risultato. «Abbiamo preso qualche gol di troppo, ma finché ne fai uno in più degli altri va bene», ha sottolineato, evidenziando come la vittoria possa rappresentare un punto di ripartenza per tutto il gruppo.

Il messaggio è chiaro: il Napoli vuole lasciarsi alle spalle le difficoltà e ritrovare continuità. «Questa vittoria deve aprire un nuovo orizzonte. Siamo una squadra forte. Qualcuno ci dice che siamo vecchiotti, ma la gamba c’è ancora», ha affermato Politano, respingendo le critiche sull’età della rosa e rivendicando la competitività della squadra.

L’obiettivo, adesso, è trasformare il successo in una spinta per i prossimi impegni. «Vincere aiuta a vincere, dobbiamo farlo per noi stessi e per la città. Ora pensiamo alla Roma», ha aggiunto l’attaccante, indicando nella prossima sfida un nuovo banco di prova per gli azzurri.

Non mancano, però, gli aspetti da correggere. Politano ha evidenziato le difficoltà percepite direttamente in campo, soprattutto quando gli avversari riescono a trovare spazio alle spalle della linea difensiva. «Dal campo a volte c’è la sensazione di arrivare con un pizzico di ritardo. Prendiamo troppe imbucate facili», ha ammesso.

La vittoria contro il Bodo Glimt restituisce entusiasmo e fiducia, ma lascia anche indicazioni precise su cui lavorare. Politano, intanto, ha dato una risposta concreta dopo la prova contro il Villarreal: gol, assist e un messaggio di determinazione. Ora il Napoli è chiamato a confermare sul campo i segnali di ripresa, a partire dalla sfida contro la Roma.