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Pasqua, rincari su viaggi e turismo: parte solo una famiglia su sette

Una Pasqua all’insegna della prudenza, più che del viaggio. I rincari su trasporti, hotel e ristorazione frenano le partenze degli italiani, con appena una famiglia su sette pronta a lasciare casa per le festività.

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, i costi per spostarsi hanno raggiunto livelli difficilmente sostenibili. I biglietti ferroviari registrano aumenti medi del 47%, mentre i voli nazionali salgono del 67% e quelli internazionali del 62%. Ancora più marcato il rincaro per i pullman, con un +72%. Anche viaggiare in auto pesa di più, con benzina in crescita del 4% e diesel del 26% rispetto allo scorso anno.

Non va meglio sul fronte dell’ospitalità. Nelle principali città d’arte, i prezzi degli alberghi per il weekend pasquale risultano più alti del 55% rispetto al fine settimana precedente e del 10% rispetto al 2025. I ristoranti seguono la stessa tendenza, con un aumento medio del 5% rispetto allo scorso anno.

«I costi elevati renderanno difficile e in molti casi proibitiva la scelta di partire» sottolineano gli analisti, evidenziando come la maggior parte delle famiglie preferirà restare in Italia e, spesso, rinunciare del tutto al viaggio.

Per contenere le spese, molti italiani sceglieranno soluzioni alternative. Ospitalità presso amici e parenti, strutture low cost o appartamenti in affitto diventano le opzioni più diffuse, mentre per i pasti si punta su agriturismi o ristoranti tradizionali. In tanti, però, opteranno per formule ancora più economiche, come picnic, barbecue all’aperto o pranzi in casa.

Montoro, chiama il 112 per salvare la madre: arrestato il padre violento

Montoro – «Venite, papà maltratta mamma». È bastata questa richiesta d’aiuto, arrivata al numero di emergenza 112, per far scattare l’intervento dei carabinieri e interrompere l’ennesimo episodio di violenza domestica.

È accaduto a Montoro, in provincia di Avellino, dove una ragazza ha avuto la prontezza di chiamare i militari dell’Arma mentre il padre, in evidente stato di ubriachezza, stava aggredendo la madre all’interno dell’abitazione di famiglia.

L’intervento dei carabinieri

In pochi minuti una pattuglia della stazione locale dei carabinieri ha raggiunto l’appartamento. Alla vista dei militari, l’uomo — un 36enne di origine romena — ha tentato nuovamente di scagliarsi contro la moglie.

I carabinieri sono riusciti a bloccarlo immediatamente, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. Per lui sono scattate le manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Già denunciato pochi giorni prima

Secondo quanto emerso, l’uomo era già finito nel mirino delle autorità. Solo la settimana scorsa, infatti, era stato ammonito e denunciato all’autorità giudiziaria proprio per episodi analoghi di violenza domestica.

Dopo l’arresto, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avellino ha convalidato il provvedimento e disposto per il 36enne il trasferimento in carcere.

Montoro, chiama il 112 per salvare la madre: arrestato il padre violento

Montoro – «Venite, papà maltratta mamma». È bastata questa richiesta d’aiuto, arrivata al numero di emergenza 112, per far scattare l’intervento dei carabinieri e interrompere l’ennesimo episodio di violenza domestica.

È accaduto a Montoro, in provincia di Avellino, dove una ragazza ha avuto la prontezza di chiamare i militari dell’Arma mentre il padre, in evidente stato di ubriachezza, stava aggredendo la madre all’interno dell’abitazione di famiglia.

L’intervento dei carabinieri

In pochi minuti una pattuglia della stazione locale dei carabinieri ha raggiunto l’appartamento. Alla vista dei militari, l’uomo — un 36enne di origine romena — ha tentato nuovamente di scagliarsi contro la moglie.

I carabinieri sono riusciti a bloccarlo immediatamente, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. Per lui sono scattate le manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

Già denunciato pochi giorni prima

Secondo quanto emerso, l’uomo era già finito nel mirino delle autorità. Solo la settimana scorsa, infatti, era stato ammonito e denunciato all’autorità giudiziaria proprio per episodi analoghi di violenza domestica.

Dopo l’arresto, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avellino ha convalidato il provvedimento e disposto per il 36enne il trasferimento in carcere.

Trasnova, Fiom contro Stellantis: a rischio oltre 100 posti di lavoro

Si accende lo scontro tra sindacati e Stellantis dopo la decisione del gruppo automobilistico di non rinnovare la commessa alla società Trasnova. Una scelta che, dal prossimo 30 aprile, rischia di lasciare senza occupazione oltre cento lavoratori in Campania.

Durissima la posizione della Fiom Cgil di Napoli, espressa dal segretario generale Mauro Cristiani e dal responsabile automotive Mario Di Costanzo. «Esprimiamo la più dura condanna nei confronti di questa decisione, che lascerà senza lavoro oltre cento lavoratori e le loro famiglie» dichiarano, sottolineando l’impatto sociale ed economico sul territorio.

Secondo i sindacalisti, la gestione della fase di transizione da parte dell’azienda sarebbe già in atto da tempo. «Stellantis ha iniziato a riorganizzare le attività produttive ben prima della scadenza dell’appalto, agendo come se i lavoratori Trasnova fossero già fuori dal ciclo aziendale. Questa marginalizzazione preventiva è una provocazione deliberata».

Nel mirino anche le conseguenze interne al mondo del lavoro. «Spostare carichi e funzioni mentre il personale è ancora in forza rischia di innescare una guerra tra lavoratori. Si sta tentando di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri per frammentare la solidarietà sindacale e distogliere l’attenzione dalle responsabilità industriali».

La Fiom chiede un intervento immediato per fermare la riorganizzazione e aprire un confronto. «È necessario sospendere qualsiasi iniziativa unilaterale e avviare un tavolo di crisi permanente per garantire continuità occupazionale. Le istituzioni devono assumersi la responsabilità di vigilare affinché vengano rispettati gli impegni».

Intanto la protesta non si fermerà. «Non resteremo a guardare mentre si consuma l’ennesimo strappo sociale. La mobilitazione continuerà in ogni sede opportuna finché non saranno garantite dignità e certezza occupazionale». Una vertenza che si preannuncia lunga e complessa, con il rischio concreto di nuove tensioni nel settore automotive già segnato da trasformazioni profonde.

Pasqua sicura a Napoli: scattano i controlli straordinari del Prefetto Di Bari

Napoli -Si è tenuta il 31 marzo scorso, a Palazzo di Governo, la riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocata dal Prefetto di Napoli, Michele Di Bari.

Al tavolo, i vertici delle forze dell’ordine cittadine: il Questore Maurizio Agricola, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Gen. Biagio Storniolo, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Gen. Carmine Virno, il rappresentante della Polizia Metropolitana e l’Assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità del Comune di Napoli, Pref. Antonio De Iesu.

Misure straordinarie per le festività

L’obiettivo è chiaro: garantire sicurezza e ordine pubblico durante il periodo pasquale, tradizionalmente caratterizzato da un’intensa movimentazione di persone tra siti turistici e luoghi di culto. Le misure straordinarie approvate tengono conto anche del delicato contesto internazionale e puntano a tutelare tanto i residenti quanto i visitatori.

Vigilanza rinforzata su trasporti e nodi strategici

Controlli scrupolosi saranno disposti negli aeroporti, nei porti, nelle stazioni ferroviarie — comprese quelle minori nelle località a forte vocazione turistica — e sulle reti del trasporto pubblico. L’obiettivo è verificare il rispetto di tutte le procedure di sicurezza e mantenere i massimi livelli di efficienza nei servizi.

Strade nel mirino: alcol, droga e cellulari al volante

Particolare attenzione sarà dedicata alla viabilità. In previsione dell’aumento del traffico festivo, è stata pianificata una mirata campagna di controlli sulle principali arterie stradali e autostradali, con focus sulle fasce orarie e sui tratti più a rischio di congestione. Nel mirino la guida in stato di ebbrezza, l’uso di sostanze stupefacenti alla guida, l’utilizzo improprio dei dispositivi mobili e, più in generale, il rispetto del Codice della Strada.

Criminalità diffusa: coinvolte le Polizie Locali

Sul fronte della sicurezza urbana, verranno attivati dispositivi di vigilanza con il coinvolgimento delle Polizie Locali, in funzione della prevenzione e del contrasto ai fenomeni di criminalità diffusa nei luoghi di maggiore afflusso. I dettagli operativi saranno definiti in sede tecnica nei prossimi giorni.

Trasnova, Fiom contro Stellantis: a rischio oltre 100 posti di lavoro

Si accende lo scontro tra sindacati e Stellantis dopo la decisione del gruppo automobilistico di non rinnovare la commessa alla società Trasnova. Una scelta che, dal prossimo 30 aprile, rischia di lasciare senza occupazione oltre cento lavoratori in Campania.

Durissima la posizione della Fiom Cgil di Napoli, espressa dal segretario generale Mauro Cristiani e dal responsabile automotive Mario Di Costanzo. «Esprimiamo la più dura condanna nei confronti di questa decisione, che lascerà senza lavoro oltre cento lavoratori e le loro famiglie» dichiarano, sottolineando l’impatto sociale ed economico sul territorio.

Secondo i sindacalisti, la gestione della fase di transizione da parte dell’azienda sarebbe già in atto da tempo. «Stellantis ha iniziato a riorganizzare le attività produttive ben prima della scadenza dell’appalto, agendo come se i lavoratori Trasnova fossero già fuori dal ciclo aziendale. Questa marginalizzazione preventiva è una provocazione deliberata».

Nel mirino anche le conseguenze interne al mondo del lavoro. «Spostare carichi e funzioni mentre il personale è ancora in forza rischia di innescare una guerra tra lavoratori. Si sta tentando di mettere i lavoratori gli uni contro gli altri per frammentare la solidarietà sindacale e distogliere l’attenzione dalle responsabilità industriali».

La Fiom chiede un intervento immediato per fermare la riorganizzazione e aprire un confronto. «È necessario sospendere qualsiasi iniziativa unilaterale e avviare un tavolo di crisi permanente per garantire continuità occupazionale. Le istituzioni devono assumersi la responsabilità di vigilare affinché vengano rispettati gli impegni».

Intanto la protesta non si fermerà. «Non resteremo a guardare mentre si consuma l’ennesimo strappo sociale. La mobilitazione continuerà in ogni sede opportuna finché non saranno garantite dignità e certezza occupazionale». Una vertenza che si preannuncia lunga e complessa, con il rischio concreto di nuove tensioni nel settore automotive già segnato da trasformazioni profonde.

Voto di scambio a Nola: 10 persone a giudizio per compravendita di preferenze

Napoli – – Un’asta di coscienze tra le urne, con prezzi da 60 a 150 euro a voto. E, per chi procacciava consensi, un vero e proprio piano di “carriere criminali”: duemila euro ogni cento “reclute”, mille euro di bonus a elezioni vinte, promesse di un posto di lavoro e persino l’intervento per evitare lo sfratto di chi occupava abusivamente una casa.

È il quadro emerso dall’inchiesta della Compagnia dei Carabinieri di Nola, che ha portato alla notifica di un decreto di citazione diretta a giudizio per dieci persone su richiesta della Procura della Repubblica.

La denuncia che ha fatto scattare le indagini

Tutto nasce da un esposto presentato da due cittadini nolani, stanchi di promesse elettorali disattese. I due, secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, avrebbero ricevuto denaro in cambio del proprio voto durante le ultime elezioni amministrative nella città del Vesuviano, tenutesi nel giugno 2022

. Ma i favori promessi – un’agevolazione, un posto di lavoro, una protezione – non si sarebbero mai concretizzati. Il malumore ha spinto i due a raccontare tutto ai carabinieri, innescando l’indagine coordinata dalla Procura di Nola.

I ruoli: elettori comprati e procacciatori con “premio”

Le accuse sono distinte ma complementari. Da un lato, gli elettori che avrebbero ricevuto denaro per votare determinati candidati poi risultati eletti. Dall’altro, i veri e propri procacciatori di voti, che per ogni cento persone “reclutate” avrebbero incassato duemila euro, con un premio extra di mille euro in caso di vittoria delle consultazioni.

A questi si aggiungevano altre “agevolazioni”: un impiego sicuro o un intervento per bloccare uno sfratto esecutivo da un’abitazione occupata senza titolo.

Le prove: testimonianze e cifre

Gli investigatori, sotto la direzione dell’Ufficio di Procura, hanno raccolto elementi ritenuti sufficienti per una “ragionevole previsione di condanna” – si legge negli atti – grazie alle escussioni di testimoni. Le somme offerte in cambio del voto oscillavano tra i 60 e i 150 euro. Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 96, commi 1 e 2, del D.P.R. 361 del 30 marzo 1957 (compravendita di voti).

Il procedimento: primo grado e presunzione di innocenza

Il decreto di citazione diretta a giudizio segna l’avvio del processo di primo grado. La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e dieci gli indagati. Come previsto dalla legge, gli imputati sono da considerarsi innocenti fino alla sentenza definitiva, e potranno avvalersi di tutti gli strumenti processuali garantiti dal contraddittorio. La parola passa ora al Tribunale.

Napoli, controlli del Nas in un ristorante del Borgo Marinari: sequestrati 100 chili di pesce e mitili

Napoli -Proseguono i controlli dei carabinieri del Nas a Napoli nell’ambito delle verifiche disposte anche alla luce dei recenti casi di epatite A registrati in Campania. Nel mirino dei militari è finito un ristorante specializzato in prodotti ittici nella zona del Borgo Marinari.

Il sequestro

Nel corso dell’ispezione, i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità hanno sequestrato circa 100 chili di prodotti ittici, tra pesce e mitili. Secondo quanto emerso dai controlli, sarebbero state riscontrate carenze igienico-sanitarie e l’assenza di procedure di abbattimento correttamente rintracciabili.

Le sanzioni

h3Per le irregolarità accertate, al titolare dell’attività è stata contestata una sanzione amministrativa di circa 3mila euro. I controlli del Nas, fanno sapere gli investigatori, andranno avanti nei prossimi giorni su tutto il territorio, con particolare attenzione alle attività del settore alimentare.

Napoli, controlli del Nas in un ristorante del Borgo Marinari: sequestrati 100 chili di pesce e mitili

Napoli -Proseguono i controlli dei carabinieri del Nas a Napoli nell’ambito delle verifiche disposte anche alla luce dei recenti casi di epatite A registrati in Campania. Nel mirino dei militari è finito un ristorante specializzato in prodotti ittici nella zona del Borgo Marinari.

Il sequestro

Nel corso dell’ispezione, i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità hanno sequestrato circa 100 chili di prodotti ittici, tra pesce e mitili. Secondo quanto emerso dai controlli, sarebbero state riscontrate carenze igienico-sanitarie e l’assenza di procedure di abbattimento correttamente rintracciabili.

Le sanzioni

h3Per le irregolarità accertate, al titolare dell’attività è stata contestata una sanzione amministrativa di circa 3mila euro. I controlli del Nas, fanno sapere gli investigatori, andranno avanti nei prossimi giorni su tutto il territorio, con particolare attenzione alle attività del settore alimentare.

Terremoto in FIGC: Gravina lascia la presidenza, elezioni fissate per il 22 giugno

Roma – La notizia era nell’aria, ma l’ufficialità segna la fine di un’epoca per il calcio italiano. Gabriele Gravina si è dimesso dalla carica di presidente della FIGC. La decisione, maturata a seguito della mancata qualificazione della Nazionale ai prossimi Mondiali, è stata formalizzata durante un teso vertice in via Allegri con i leader di tutte le componenti federali.

Il nuovo corso ha già una data di inizio: le elezioni per il prossimo presidente della Federcalcio si terranno il 22 giugno.

Il vertice di via Allegri e la tabella di marcia

Il passo indietro di Gravina è arrivato al termine di un confronto con i vertici del calcio italiano. Attorno al tavolo sedevano i protagonisti della governance nazionale: Ezio Maria Simonelli (Serie A), Paolo Bedin (Serie B), Matteo Marani (Lega Pro), Giancarlo Abete (LND), Umberto Calcagno (AIC) e Renzo Ulivieri (AIAC).

La scelta del 22 giugno per l’Assemblea straordinaria elettiva non è casuale. La data è stata individuata per rispettare i tempi tecnici dello Statuto e, soprattutto, per permettere alla nuova dirigenza di gestire senza intoppi le delicate procedure di iscrizione ai prossimi campionati professionistici.

L’ultimo atto alla Camera: il “check-up” del sistema

Nonostante le dimissioni, Gravina non lascerà il campo senza un’ultima analisi approfondita. L’ex presidente ha confermato la propria disponibilità per un’audizione l’8 aprile davanti alla VII Commissione della Camera dei deputati.

In quella sede, Gravina presenterà una relazione dettagliata sullo “stato di salute” del movimento, analizzando criticità e potenzialità di un sistema uscito pesantemente ridimensionato dal verdetto del campo. Sarà l’occasione per riprendere i temi caldi già toccati nella conferenza stampa post-partita a Zenica, lo scorso 31 marzo.

Il chiarimento sulle polemiche

Gravina ha approfittato del comunicato ufficiale per chiudere anche il fronte delle polemiche scaturite da alcune sue recenti dichiarazioni. Il presidente uscente si è detto rammaricato per l’interpretazione data alle sue parole sul rapporto tra sport dilettantistici e professionistici.

“Le mie parole non volevano essere offensive verso alcuna disciplina,” ha chiarito Gravina, sottolineando che il riferimento era puramente tecnico e legato alle diverse normative, autonomie e legislazioni nazionali e internazionali che regolano i club professionistici rispetto a quelli dilettantistici.

Con l’uscita di scena di Gravina, il calcio italiano apre ufficialmente una fase di transizione che si preannuncia complessa, con l’obiettivo di ricostruire dalle fondamenta una credibilità internazionale messa a dura prova.

Terremoto in FIGC: Gravina lascia la presidenza, elezioni fissate per il 22 giugno

Roma – La notizia era nell’aria, ma l’ufficialità segna la fine di un’epoca per il calcio italiano. Gabriele Gravina si è dimesso dalla carica di presidente della FIGC. La decisione, maturata a seguito della mancata qualificazione della Nazionale ai prossimi Mondiali, è stata formalizzata durante un teso vertice in via Allegri con i leader di tutte le componenti federali.

Il nuovo corso ha già una data di inizio: le elezioni per il prossimo presidente della Federcalcio si terranno il 22 giugno.

Il vertice di via Allegri e la tabella di marcia

Il passo indietro di Gravina è arrivato al termine di un confronto con i vertici del calcio italiano. Attorno al tavolo sedevano i protagonisti della governance nazionale: Ezio Maria Simonelli (Serie A), Paolo Bedin (Serie B), Matteo Marani (Lega Pro), Giancarlo Abete (LND), Umberto Calcagno (AIC) e Renzo Ulivieri (AIAC).

La scelta del 22 giugno per l’Assemblea straordinaria elettiva non è casuale. La data è stata individuata per rispettare i tempi tecnici dello Statuto e, soprattutto, per permettere alla nuova dirigenza di gestire senza intoppi le delicate procedure di iscrizione ai prossimi campionati professionistici.

L’ultimo atto alla Camera: il “check-up” del sistema

Nonostante le dimissioni, Gravina non lascerà il campo senza un’ultima analisi approfondita. L’ex presidente ha confermato la propria disponibilità per un’audizione l’8 aprile davanti alla VII Commissione della Camera dei deputati.

In quella sede, Gravina presenterà una relazione dettagliata sullo “stato di salute” del movimento, analizzando criticità e potenzialità di un sistema uscito pesantemente ridimensionato dal verdetto del campo. Sarà l’occasione per riprendere i temi caldi già toccati nella conferenza stampa post-partita a Zenica, lo scorso 31 marzo.

Il chiarimento sulle polemiche

Gravina ha approfittato del comunicato ufficiale per chiudere anche il fronte delle polemiche scaturite da alcune sue recenti dichiarazioni. Il presidente uscente si è detto rammaricato per l’interpretazione data alle sue parole sul rapporto tra sport dilettantistici e professionistici.

“Le mie parole non volevano essere offensive verso alcuna disciplina,” ha chiarito Gravina, sottolineando che il riferimento era puramente tecnico e legato alle diverse normative, autonomie e legislazioni nazionali e internazionali che regolano i club professionistici rispetto a quelli dilettantistici.

Con l’uscita di scena di Gravina, il calcio italiano apre ufficialmente una fase di transizione che si preannuncia complessa, con l’obiettivo di ricostruire dalle fondamenta una credibilità internazionale messa a dura prova.

Pulcini vivi come sorpresa pasquale ai bimbi: scandalo nelle scuole di Giugliano, Aversa e Cesa

Giugliano – Circa 200 pulcini vivi distribuiti come regali pasquali nelle scuole dell’infanzia di Giugliano, Aversa, Cesa e comuni limitrofi. I piccoli animali, chiusi in scatole di cartone decorate, finiti in mano ai bambini come semplici gadget: scoppia il caso, con famiglie impreparate e animalisti furiosi.

La denuncia di Borrelli: “Messaggio gravissimo”

A lanciare l’allarme il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli, investito da decine di segnalazioni di genitori attoniti. “La scuola deve educare al rispetto della vita, non trattare un essere vivente come un oggetto da regalare”, attacca. Molti bimbi, ignari della fragilità dei pulcini, li hanno maneggiati come giocattoli, esponendoli a rischi letali una volta a casa.

Rizzi annuncia esposto: “Ignoranza istituzionalizzata”

Duro il j’accuse dell’animalista Enrico Rizzi: “Non sono sorprese pasquali, sono vite. Che insegnamento diamo ai bambini? Che la vita si impacchetta e si getta?”. Pronto un esposto alla Procura per detenzione incompatibile e violazioni sanitarie e regionali. Sotto accusa l’ignoranza delle istituzioni scolastiche.

Scuole ai ripari, rabbia sui social

Borrelli ha imposto la sospensione immediata e verifiche urgenti: i pulcini finiti in un santuario specializzato. “Chi ha autorizzato? Con quali fondi? Rispettate le norme?”, interroga il deputato, apprezzando però la reazione rapida delle scuole. Famiglie in subbuglio cercano soluzioni d’emergenza, mentre i social ribollono di indignazione.
La bufera riaccende il dibattito sul ruolo educativo delle scuole: responsabilità verso gli animali o spot irresponsabili?

Operazione Scuola Pulita, la Corte d’Appello ribalta il verdetto: prosciolti tre imputati per spaccio

La Corte d’Appello di Napoli ha pronunciato sentenza di non doversi procedere nei confronti di tre imputati coinvolti nell’operazione “Scuola Pulita”. Si tratta di Stefano Abete, 33 anni, ed Edoardo Gritti, 38 anni, entrambi difesi dall’avvocato Vittorio Fucci, e di Biagio De Paola, 42 anni, assistito dall’avvocato Francesco Perone.

I tre erano accusati di concorso in diversi episodi di spaccio di sostanze stupefacenti. Con la decisione di secondo grado viene dunque meno il quadro accusatorio che aveva portato alle condanne in primo grado.

Le condanne in primo grado

Il Tribunale di Benevento, al termine del processo di primo grado, aveva inflitto pene detentive e sanzioni pecuniarie agli imputati. In particolare:
Edoardo Gritti era stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione e 2.100 euro di multa;
Stefano Abete a 10 mesi di reclusione e 2.060 euro di multa;
Biagio De Paola a un anno e sei mesi di reclusione e 2.100 euro di multa.
Un impianto accusatorio che, però, non ha retto al vaglio della Corte d’Appello.

L’inchiesta e le accuse

Secondo le indagini condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Montesarchio, i tre imputati avrebbero fatto parte di una rete locale dedita allo spaccio di droga.

L’accusa sosteneva che il gruppo operasse con sistematicità nell’approvvigionamento — tra Napoli e la provincia di Caserta — nel trasporto, nella detenzione e nella vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti.

Particolare allarme sociale aveva suscitato l’ipotesi che l’attività di spaccio fosse rivolta anche a giovani e studenti, con episodi collocati nei pressi degli istituti scolastici superiori di Montesarchio.

I luoghi dello spaccio

Sempre secondo l’impostazione accusatoria, le cessioni di droga sarebbero avvenute in diversi punti sensibili del territorio:
nelle vicinanze delle scuole superiori;
all’interno della Villa Comunale;
nelle principali piazze del centro storico, frequentate durante la movida del fine settimana.

Luoghi simbolo della socialità giovanile, che avevano contribuito a rendere l’operazione particolarmente rilevante sul piano mediatico e investigativo.

Il ribaltamento in Appello

La sentenza della Corte d’Appello segna un netto cambio di scenario rispetto al primo grado, con il proscioglimento degli imputati e la chiusura del procedimento nei loro confronti.
Una decisione che ridefinisce completamente gli esiti dell’operazione “Scuola Pulita”, ridimensionando le accuse che avevano portato alle precedenti condanne.

Pulcini vivi come sorpresa pasquale ai bimbi: scandalo nelle scuole di Giugliano, Aversa e Cesa

Giugliano – Circa 200 pulcini vivi distribuiti come regali pasquali nelle scuole dell’infanzia di Giugliano, Aversa, Cesa e comuni limitrofi. I piccoli animali, chiusi in scatole di cartone decorate, finiti in mano ai bambini come semplici gadget: scoppia il caso, con famiglie impreparate e animalisti furiosi.

La denuncia di Borrelli: “Messaggio gravissimo”

A lanciare l’allarme il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli, investito da decine di segnalazioni di genitori attoniti. “La scuola deve educare al rispetto della vita, non trattare un essere vivente come un oggetto da regalare”, attacca. Molti bimbi, ignari della fragilità dei pulcini, li hanno maneggiati come giocattoli, esponendoli a rischi letali una volta a casa.

Rizzi annuncia esposto: “Ignoranza istituzionalizzata”

Duro il j’accuse dell’animalista Enrico Rizzi: “Non sono sorprese pasquali, sono vite. Che insegnamento diamo ai bambini? Che la vita si impacchetta e si getta?”. Pronto un esposto alla Procura per detenzione incompatibile e violazioni sanitarie e regionali. Sotto accusa l’ignoranza delle istituzioni scolastiche.

Scuole ai ripari, rabbia sui social

Borrelli ha imposto la sospensione immediata e verifiche urgenti: i pulcini finiti in un santuario specializzato. “Chi ha autorizzato? Con quali fondi? Rispettate le norme?”, interroga il deputato, apprezzando però la reazione rapida delle scuole. Famiglie in subbuglio cercano soluzioni d’emergenza, mentre i social ribollono di indignazione.
La bufera riaccende il dibattito sul ruolo educativo delle scuole: responsabilità verso gli animali o spot irresponsabili?

Operazione Scuola Pulita, la Corte d’Appello ribalta il verdetto: prosciolti tre imputati per spaccio

La Corte d’Appello di Napoli ha pronunciato sentenza di non doversi procedere nei confronti di tre imputati coinvolti nell’operazione “Scuola Pulita”. Si tratta di Stefano Abete, 33 anni, ed Edoardo Gritti, 38 anni, entrambi difesi dall’avvocato Vittorio Fucci, e di Biagio De Paola, 42 anni, assistito dall’avvocato Francesco Perone.

I tre erano accusati di concorso in diversi episodi di spaccio di sostanze stupefacenti. Con la decisione di secondo grado viene dunque meno il quadro accusatorio che aveva portato alle condanne in primo grado.

Le condanne in primo grado

Il Tribunale di Benevento, al termine del processo di primo grado, aveva inflitto pene detentive e sanzioni pecuniarie agli imputati. In particolare:
Edoardo Gritti era stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione e 2.100 euro di multa;
Stefano Abete a 10 mesi di reclusione e 2.060 euro di multa;
Biagio De Paola a un anno e sei mesi di reclusione e 2.100 euro di multa.
Un impianto accusatorio che, però, non ha retto al vaglio della Corte d’Appello.

L’inchiesta e le accuse

Secondo le indagini condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Montesarchio, i tre imputati avrebbero fatto parte di una rete locale dedita allo spaccio di droga.

L’accusa sosteneva che il gruppo operasse con sistematicità nell’approvvigionamento — tra Napoli e la provincia di Caserta — nel trasporto, nella detenzione e nella vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti.

Particolare allarme sociale aveva suscitato l’ipotesi che l’attività di spaccio fosse rivolta anche a giovani e studenti, con episodi collocati nei pressi degli istituti scolastici superiori di Montesarchio.

I luoghi dello spaccio

Sempre secondo l’impostazione accusatoria, le cessioni di droga sarebbero avvenute in diversi punti sensibili del territorio:
nelle vicinanze delle scuole superiori;
all’interno della Villa Comunale;
nelle principali piazze del centro storico, frequentate durante la movida del fine settimana.

Luoghi simbolo della socialità giovanile, che avevano contribuito a rendere l’operazione particolarmente rilevante sul piano mediatico e investigativo.

Il ribaltamento in Appello

La sentenza della Corte d’Appello segna un netto cambio di scenario rispetto al primo grado, con il proscioglimento degli imputati e la chiusura del procedimento nei loro confronti.
Una decisione che ridefinisce completamente gli esiti dell’operazione “Scuola Pulita”, ridimensionando le accuse che avevano portato alle precedenti condanne.

Maltempo in Campania, fiumi esondati e strade bloccate: la Protezione Civile corre in aiuto di tre Comuni

Napoli – Una furia d’acqua e fango che non dà tregua. Le intense precipitazioni delle ultime ore hanno messo in ginocchio diverse aree della Campania, costringendo la Protezione Civile regionale a mobilitare uomini e mezzi per fronteggiare esondazioni, smottamenti e disagi. I fronti più critici si registrano a Grazzanise (Caserta), Montevergine (Avellino) e nel beneventano, dove il Cervaro è uscito dagli argini.

Sacca di sabbia al Volturno: la paura a Grazzanise

Nel Casertano, l’emergenza si è concentrata lungo le sponde del fiume Volturno. A Grazzanise, l’apertura di un argine ha rischiato di trasformarsi in una minaccia per le abitazioni vicine. Per scongiurare il peggio, la sala operativa della Protezione Civile ha inviato sul posto 18 unità tra volontari e dipendenti della Sma Campania. Decine di sacchi di sabbia sono stati posizionati per tamponare la falla e contenere la piena.

Neve e fango: l’assedio al santuario di Montevergine

Doppio fronte anche sui monti irpini. A Montevergine, il problema non è stato solo l’acqua, ma la neve. Squadre della Protezione Civile hanno lavorato senza sosta tra ieri e oggi per liberare con bobcat e spazzaneve l’unica strada d’accesso al santuario (l’ex SS 374 è infatti chiusa per una frana). Un corridoio vitale che ha permesso ai tecnici Enel e Rai di raggiungere e riparare un ripetitore danneggiato dalle intemperie.

Fiume Cervaro in piena: treni bloccati tra Ariano e Benevento

Più a est, l’esondazione del fiume Cervaro ha creato seri disagi alla viabilità ferroviaria. Le stazioni di Ariano Irpino e Benevento sono finite nella morsa dell’acqua, causando l’interruzione della linea Benevento-Bovino-Foggia. I volontari sono stati attivati anche in queste aree per assistere i viaggiatori e mettere in sicurezza i binari.

Allerta gialla prorogata: “Terreni saturi, attenzione a frane e mareggiate”

L’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, ha seguito la situazione in costante contatto con le strutture operative. “Garantiamo la vicinanza della Regione ai territori in difficoltà – ha dichiarato – monitorati h24”.

Il quadro meteo rimane critico. I suoli, ormai saturi d’acqua, non riescono più ad assorbire nuove piogge. Per questo il Centro Funzionale regionale ha prorogato di altre 24 ore l’allerta meteo di colore Giallo sui settori centro-settentrionali. L’invito è alla massima prudenza: possibili frane, inondazioni, erosione delle sponde e trasporto di detriti negli alvei, anche in assenza di nuovi temporali.

Le zone a rischio. L’allerta riguarda cinque aree: Zona 1 (Piana campana, Napoli, Isole, Vesuviano); Zona 2 (Alto Volturno e Matese); Zona 3 (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Picentini); Zona 4 (Alta Irpinia e Sannio); Zona 5 (Tusciano e Alto Sele). Nella Zona 1, pur senza nuovi temporali, si temono ancora innalzamenti dei livelli idrometrici e allagamenti delle aree limitrofe. Sulle altre zone (2,3,4,5), invece, sono previsti ancora rovesci e temporali

Maltempo in Campania, fiumi esondati e strade bloccate: la Protezione Civile corre in aiuto di tre Comuni

Napoli – Una furia d’acqua e fango che non dà tregua. Le intense precipitazioni delle ultime ore hanno messo in ginocchio diverse aree della Campania, costringendo la Protezione Civile regionale a mobilitare uomini e mezzi per fronteggiare esondazioni, smottamenti e disagi. I fronti più critici si registrano a Grazzanise (Caserta), Montevergine (Avellino) e nel beneventano, dove il Cervaro è uscito dagli argini.

Sacca di sabbia al Volturno: la paura a Grazzanise

Nel Casertano, l’emergenza si è concentrata lungo le sponde del fiume Volturno. A Grazzanise, l’apertura di un argine ha rischiato di trasformarsi in una minaccia per le abitazioni vicine. Per scongiurare il peggio, la sala operativa della Protezione Civile ha inviato sul posto 18 unità tra volontari e dipendenti della Sma Campania. Decine di sacchi di sabbia sono stati posizionati per tamponare la falla e contenere la piena.

Neve e fango: l’assedio al santuario di Montevergine

Doppio fronte anche sui monti irpini. A Montevergine, il problema non è stato solo l’acqua, ma la neve. Squadre della Protezione Civile hanno lavorato senza sosta tra ieri e oggi per liberare con bobcat e spazzaneve l’unica strada d’accesso al santuario (l’ex SS 374 è infatti chiusa per una frana). Un corridoio vitale che ha permesso ai tecnici Enel e Rai di raggiungere e riparare un ripetitore danneggiato dalle intemperie.

Fiume Cervaro in piena: treni bloccati tra Ariano e Benevento

Più a est, l’esondazione del fiume Cervaro ha creato seri disagi alla viabilità ferroviaria. Le stazioni di Ariano Irpino e Benevento sono finite nella morsa dell’acqua, causando l’interruzione della linea Benevento-Bovino-Foggia. I volontari sono stati attivati anche in queste aree per assistere i viaggiatori e mettere in sicurezza i binari.

Allerta gialla prorogata: “Terreni saturi, attenzione a frane e mareggiate”

L’assessora regionale alla Protezione Civile, Fiorella Zabatta, ha seguito la situazione in costante contatto con le strutture operative. “Garantiamo la vicinanza della Regione ai territori in difficoltà – ha dichiarato – monitorati h24”.

Il quadro meteo rimane critico. I suoli, ormai saturi d’acqua, non riescono più ad assorbire nuove piogge. Per questo il Centro Funzionale regionale ha prorogato di altre 24 ore l’allerta meteo di colore Giallo sui settori centro-settentrionali. L’invito è alla massima prudenza: possibili frane, inondazioni, erosione delle sponde e trasporto di detriti negli alvei, anche in assenza di nuovi temporali.

Le zone a rischio. L’allerta riguarda cinque aree: Zona 1 (Piana campana, Napoli, Isole, Vesuviano); Zona 2 (Alto Volturno e Matese); Zona 3 (Penisola sorrentino-amalfitana, Monti di Sarno e Picentini); Zona 4 (Alta Irpinia e Sannio); Zona 5 (Tusciano e Alto Sele). Nella Zona 1, pur senza nuovi temporali, si temono ancora innalzamenti dei livelli idrometrici e allagamenti delle aree limitrofe. Sulle altre zone (2,3,4,5), invece, sono previsti ancora rovesci e temporali

Napoli, pioggia di proiettili a Materdei: è guerra tra i baby-boss

Napoli – Non si ferma l’escalation di violenza che sta soffocando il cuore di Napoli. A poche ore dal brutale agguato di piazza Carolina, il fragore delle armi da fuoco è tornato a squarciare il silenzio della notte, questa volta in via Matteo Renato Imbriani.

Intorno a mezzanotte e un quarto, un commando armato è entrato in azione scaricando una pioggia di piombo a ridosso di via Salvator Rosa, confermando lo stato di massima allerta in cui versano i quartieri centrali della città.

La dinamica: una “stesa” per marcare il territorio

L’intervento immediato degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e del commissariato Dante ha permesso di delineare i contorni dell’accaduto. Sul selciato sono stati rinvenuti almeno dieci bossoli, segno di una potenza di fuoco non comune per un atto intimidatorio.

Nonostante il volume di fuoco, non si registrano feriti né danni evidenti a facciate o veicoli: un dettaglio che sposta l’ipotesi investigativa verso la classica “stesa”. Un’azione rapida, violenta e rumorosa, finalizzata esclusivamente a ribadire il possesso criminale di una strada o di un intero isolato.

L’ombra dei clan emergenti dietro la movida

Le indagini si concentrano ora sull’analisi delle telecamere di videosorveglianza, nella speranza che l’occhio elettronico abbia catturato la fuga dei sicari. Gli inquirenti, tuttavia, guardano con crescente preoccupazione al quadro generale: una fibrillazione costante che agita i vicoli tra Materdei e il Rione Sanità.

Lo scontro sarebbe in atto tra le nuove leve della criminalità organizzata, gang giovanili pronte a tutto per accaparrarsi le piazze di spaccio che riforniscono il popolo della movida. Un equilibrio precario che rischia di trasformare il centro storico in un campo di battaglia permanente.

Napoli, pioggia di proiettili a Materdei: è guerra tra i baby-boss

Napoli – Non si ferma l’escalation di violenza che sta soffocando il cuore di Napoli. A poche ore dal brutale agguato di piazza Carolina, il fragore delle armi da fuoco è tornato a squarciare il silenzio della notte, questa volta in via Matteo Renato Imbriani.

Intorno a mezzanotte e un quarto, un commando armato è entrato in azione scaricando una pioggia di piombo a ridosso di via Salvator Rosa, confermando lo stato di massima allerta in cui versano i quartieri centrali della città.

La dinamica: una “stesa” per marcare il territorio

L’intervento immediato degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e del commissariato Dante ha permesso di delineare i contorni dell’accaduto. Sul selciato sono stati rinvenuti almeno dieci bossoli, segno di una potenza di fuoco non comune per un atto intimidatorio.

Nonostante il volume di fuoco, non si registrano feriti né danni evidenti a facciate o veicoli: un dettaglio che sposta l’ipotesi investigativa verso la classica “stesa”. Un’azione rapida, violenta e rumorosa, finalizzata esclusivamente a ribadire il possesso criminale di una strada o di un intero isolato.

L’ombra dei clan emergenti dietro la movida

Le indagini si concentrano ora sull’analisi delle telecamere di videosorveglianza, nella speranza che l’occhio elettronico abbia catturato la fuga dei sicari. Gli inquirenti, tuttavia, guardano con crescente preoccupazione al quadro generale: una fibrillazione costante che agita i vicoli tra Materdei e il Rione Sanità.

Lo scontro sarebbe in atto tra le nuove leve della criminalità organizzata, gang giovanili pronte a tutto per accaparrarsi le piazze di spaccio che riforniscono il popolo della movida. Un equilibrio precario che rischia di trasformare il centro storico in un campo di battaglia permanente.

Femminicidio di Martina Carbonaro, tensione in Tribunale: i genitori tentano di aggredire l’ex fidanzato

Momenti di forte tensione nell’aula del tribunale di Napoli Nord, ad Aversa, durante l’udienza preliminare per il femminicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa il 26 maggio 2025 ad Afragola, in provincia di Napoli.

All’udienza era presente anche Alessio Tucci, 19 anni, ex fidanzato della ragazza e reo confesso dell’omicidio. Il suo ingresso in aula ha scatenato la reazione dei genitori della vittima, travolti dalla rabbia e dal dolore.

La rabbia dei genitori della vittima

Alla vista del giovane imputato, i familiari della 14enne hanno tentato di avvicinarsi per aggredirlo. Solo il tempestivo intervento delle forze dell’ordine presenti in aula ha impedito il contatto diretto tra le parti, evitando che la situazione degenerasse.

La tensione è rimasta altissima per tutta la durata dell’udienza, segnata dal dolore dei familiari della giovane vittima.

Rito abbreviato dichiarato inammissibile

Nel corso dell’udienza, il giudice per l’udienza preliminare Pia Sordetti ha dichiarato inammissibile la richiesta di rito abbreviato presentata dalla difesa dell’imputato.

Il giudice dovrà ora pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura e sull’istanza della difesa che punta all’esclusione delle aggravanti contestate a Tucci.

La decisione è attesa nel pomeriggio.