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Qualiano, accoltellata dall’ex: salvata dalla figlia 15enne

Qualiano  – È stato il sangue freddo della figlia adolescente a evitare che l’ennesima aggressione contro una donna si trasformasse in un femminicidio .

Una 35enne, madre di due figli nati da un precedente matrimonio, è stata accoltellata dall’ex compagno sotto casa, nel condominio in cui vive a Qualiano. A fermare la furia dell’uomo è stata proprio la figlia, che è intervenuta ingaggiando un corpo a corpo con l’aggressore e costringendolo alla fuga.

L’uomo, 29 anni, residente a Calvizzano, era già stato denunciato a marzo dalla donna per maltrattamenti e violenze. In seguito a quella denuncia era scattato il codice rosso e il giudice aveva disposto per lui gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Una misura che ieri sera il giovane ha deciso di violare in modo plateale.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 29enne ha manomesso il braccialetto elettronico, ha lasciato la sua abitazione di Calvizzano e ha raggiunto Qualiano armato di coltello. Giunto sotto il condominio dove vive la ex compagna, ha prima tagliato gli pneumatici dell’auto della donna, parcheggiata in strada, poi ha iniziato a urlare, inveire e pretendere che lei scendesse.

Quando la 35enne è rientrata dal lavoro e ha cercato di allontanarsi, l’uomo l’ha afferrata con violenza per i capelli e ha iniziato a colpirla con la lama: fendenti alla testa, al torace, all’addome. Le coltellate sarebbero almeno sette. L’intenzione, secondo gli investigatori, era chiara: ucciderla.

Le urla della vittima hanno richiamato l’attenzione di un’altra donna, con tutta probabilità una parente, e soprattutto della figlia della 35enne, che non ha esitato a intervenire. La ragazza è riuscita in qualche modo a frapporsi tra la madre e l’aggressore, ingaggiando una colluttazione con il 29enne e costringendolo infine alla fuga.

Un gesto definito «determinante» dagli inquirenti, perché ha interrotto l’azione e ha evitato che i colpi diventassero fatali.

Nonostante le ferite e la copiosa perdita di sangue, la 35enne è rimasta cosciente. Sono stati chiamati i soccorsi e, in attesa dell’ambulanza, la donna è riuscita a riferire ai carabinieri il nome del suo aggressore e a raccontare in breve quanto accaduto.

Trasportata d’urgenza all’ospedale di Giugliano, è stata ricoverata in condizioni molto gravi. I medici hanno parlato di un «miracolo», spiegando che alcuni dei fendenti hanno sfiorato organi vitali. Dopo ore di apprensione, il quadro clinico è stato stabilizzato e la donna, al momento, non sarebbe in pericolo di vita.

Parallelamente, sono scattate le ricerche del 29enne. I carabinieri erano già stati allertati dal sistema di controllo del braccialetto elettronico, che aveva segnalato la manomissione e l’allontanamento dall’abitazione di Calvizzano.

Incrociando i dati e la testimonianza della vittima, i militari hanno passato al setaccio la zona fino a rintracciare l’uomo, in nottata, proprio sotto casa sua.

Il 29enne è stato bloccato e trovato in possesso di un coltello, che non presentava evidenti tracce di sangue. L’arma è stata comunque sequestrata e verrà sottoposta ad accertamenti tecnici per verificare se sia quella utilizzata nell’agguato.

Per l’uomo si sono aperte le porte del carcere di Poggioreale, dove è stato condotto con l’accusa di tentato omicidio, oltre che di evasione e violazione delle misure cautelari.

Dalle indagini emerge un quadro di violenza reiterata. Da tempo, per la 35enne, quell’uomo era diventato un incubo: episodi di aggressività crescente, pedinamenti, minacce. A marzo, in uno degli episodi più gravi, il 29enne l’aveva seguita fino all’auto e le aveva distrutto il parabrezza.

In quella occasione la donna aveva trovato il coraggio di rivolgersi ai carabinieri, denunciando non solo quell’episodio ma anche le violenze precedenti. Da lì l’attivazione del codice rosso e la misura dei domiciliari con braccialetto elettronico.

Ora la vicenda riaccende i riflettori sull’efficacia delle misure di protezione per le vittime di violenza domestica e di genere. Nonostante la denuncia, il codice rosso e il controllo elettronico, l’ex compagno è riuscito a raggiungere la donna e a tentare di ucciderla. A impedirglielo è stata solo la prontezza della figlia, trasformata in pochi istanti da testimone terrorizzata a scudo umano per salvare la madre.

Napoli, Rita De Crescenzo va a votare ma risulta cancellata dagli elenchi: scoppia il caos nel seggio

Napoli – Nuova polemica attorno alla figura di Rita De Crescenzo, la tiktoker napoletana finita più volte al centro di controversie social e politiche. Questa mattina, alla scuola Palizzi del Pallonetto di Santa Lucia, il suo arrivo al seggio si è trasformato in un caso: al momento dell’identificazione, infatti, De Crescenzo è risultata cancellata dagli elenchi elettorali, condizione che si verifica quando non viene comunicato al Comune un cambio di residenza.

Di conseguenza, la donna non ha potuto votare. In pochi minuti, tra proteste, contestazioni e telefonate concitate, si è generato il caos.

La vicenda esplode dopo settimane in cui la tiktoker era tornata protagonista della scena politica cittadina per il suo appello al voto a favore di Forza Italia e, in particolare, per il sostegno al consigliere uscente Ciro Di Fenza, con il quale aveva realizzato video e dirette sui social.

Un endorsement che aveva già suscitato dure reazioni, soprattutto perché appena due mesi fa De Crescenzo, Di Fenza e un altro noto tiktoker napoletano erano stati protagonisti di un episodio clamoroso nella sede del Consiglio regionale della Campania, dove — tra urla, toni sguaiati e dirette social — erano volati insulti e offese alle istituzioni, generando un caso politico e istituzionale con richieste di chiarimenti e provvedimenti.

Il nuovo incidente di oggi riaccende le polemiche. A commentare duramente è il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, da tempo critico nei confronti dei tiktoker che godono di grande seguito sul web pur essendo spesso protagonisti di comportamenti controversi.

“È ridicolo che, dopo settimane di campagna elettorale spudorata a sostegno del consigliere uscente Di Fenza, scopriamo che la De Crescenzo non può nemmeno esprimere il proprio voto”, attacca Borrelli. “Risulta cancellata dagli elenchi, cioè irreperibile. E sappiamo bene che di solito si rende irreperibile chi vuole sottrarsi a notifiche giudiziarie. Non mi stupirebbe scoprire che anche lei abbia tentato questo stratagemma”.

Poi la richiesta di accertamenti: “Mi auguro che la magistratura indaghi anche su quest’ultima, sconcertante, vicenda. Siamo di fronte all’ennesimo episodio che mostra l’inadeguatezza e la pericolosità di certi personaggi che, invece di essere marginalizzati, continuano a trovare spazio e visibilità”.

Il caso è destinato a tenere banco nelle prossime ore, alimentando un clima politico già infuocato dalle recenti polemiche e dalla sovrapposizione sempre più marcata tra influencer, campagne elettorali e istituzioni.

3 viaggi di Natale da fare in Campania: borghi e castelli incantati

Il periodo natalizio è il momento perfetto per scoprire luoghi magici e tradizioni autentiche. La Campania, con le sue città storiche, borghi medievali e castelli incantati, offre scenari unici per chi vuole vivere il Natale in modo speciale. In questo articolo vi guiderò alla scoperta di tre proposte imperdibili di viaggi natalizi in Campania, tra luci, mercatini e atmosfere da fiaba.

Sant’Agata de’ Goti: un borgo che sembra uscito da una fiaba

Situato sulla riva del fiume Isclero, Sant’Agata de’ Goti si presenta come un piccolo gioiello medievale, con le sue case in pietra, le stradine lastricate e le piazze che raccontano storie di secoli passati. Durante il periodo natalizio, il borgo si trasforma completamente: le luci calde dei lampioni si riflettono sulle facciate delle case, mentre nei vicoli si aprono piccoli mercatini artigianali che offrono decorazioni, giocattoli e dolci tipici come struffoli e torrone. Le animazioni e gli spettacoli organizzati nel centro storico rendono l’atmosfera ancora più vivace, e le “nevicate” scenografiche che cadono tra le stradine contribuiscono a creare un’ambientazione da fiaba. Passeggiare tra le piazze illuminate di Sant’Agata de’ Goti significa immergersi in un Natale autentico, lontano dal caos delle grandi città, respirando tradizioni e suggestioni antiche. La visita può essere arricchita dalla gastronomia locale, con piatti tipici e vini del Sannio, che rendono l’esperienza ancora più completa.

Gesualdo: tra storia, castello e magia natalizia

Il borgo di Gesualdo, celebre per il suo castello e per il compositore rinascimentale Carlo Gesualdo, offre un Natale all’insegna della storia e dello spettacolo. Durante le festività, il Castello di Gesualdo ospita “The Magic of Christmas”, un evento in cui il borgo diventa protagonista di mercatini tematici, spettacoli dal vivo e laboratori creativi per bambini. Le luci del borgo illuminano le stradine medievali, creando un contrasto affascinante con le torri e le mura storiche del castello. Passeggiando per Gesualdo, è facile lasciarsi trasportare dalle musiche natalizie e dagli eventi scenografici che animano il centro, mentre la vista sulle vallate circostanti aggiunge una dimensione di quiete e contemplazione. Il Natale a Gesualdo unisce cultura, storia e intrattenimento, trasformando la visita in un’esperienza multisensoriale che affascina adulti e bambini allo stesso tempo.

Limatola: il castello che si trasforma in villaggio incantato

Il Castello di Limatola, già affascinante di per sé per la sua struttura medievale, durante le festività natalizie diventa un vero e proprio villaggio incantato. Luci scenografiche decorano le torri e i cortili, mentre il suono di musica e risate accompagna i visitatori tra gli stand dei mercatini. Artigianato, dolci tradizionali e piccoli spettacoli rendono la visita un’esperienza completa e coinvolgente, perfetta per chi ama i viaggi natalizi immersivi. Le aree dedicate ai bambini, con la casa di Babbo Natale e i laboratori creativi, si combinano con l’atmosfera storica del castello, creando un mix magico di passato e presente. Visitare Limatola al tramonto permette di ammirare il castello illuminato, con le luci che riflettono sulle mura e sugli archi, regalando uno scenario quasi cinematografico, ideale per passeggiate romantiche o esperienze familiari indimenticabili.

Camorra, due omicidi in 33 ore: il marchio dei “panzarottari” nella nuova faida dell’area Nord

Napoli –  Le 180 pagine del decreto di fermo della Dda di Napoli inchiodano dieci presunti appartenenti al clan Nobile di Afragola, meglio noto come gruppo dei “Panzarottari”, accusato di essere la nuova struttura egemone nell’area nord di Napoli dopo il ridimensionamento dei vecchi clan Moccia e Pezzella.

Secondo l’Antimafia di Napoli, il gruppo avrebbe imposto la propria presenza su Afragola, Casoria, Caivano e Frattamaggiore, gestendo piazze di spaccio, racket ed “azioni di fuoco” funzionali al controllo del territorio.​

Il provvedimento, eseguito da Polizia e Carabinieri tra Afragola e il comprensorio limitrofo, ipotizza per gli indagati l’associazione di tipo mafioso e il coinvolgimento in una scia di stese e agguati culminata in due omicidi, quello di Antonio Vitale a Cardito e di Pasquale Buono ad Afragola, avvenuti in appena 33 ore nel giugno 2025.

Le indagini, coordinate dalla Dda, si sono avvalse di intercettazioni, pedinamenti, analisi di sistemi di videosorveglianza e, soprattutto, delle dichiarazioni di un neopentito considerato interno ai meccanismi decisionali del gruppo.​

Il neopentito Barra e l’ascesa dei “Panzarottari”

La svolta arriva con la scelta di collaborare di Giovanni Barra, arrestato per associazione mafiosa insieme a Roberto Alfio Maugeri, ritenuto figura di raccordo con le organizzazioni operative a Caivano.

Barra, dieci giorni dopo l’arresto avvenuto a fine giugno scorso, intraprende un percorso di collaborazione con la giustizia e offre una ricostruzione puntuale dell’ascesa criminale dei Nobile, descrivendoli come un gruppo giovane, armato e capace di decidere un omicidio “anche per un motivo banale”, in un contesto di violenza diffusa.​

Secondo il collaboratore, nel 2022 i “Panzarottari” avrebbero preso inizialmente ordini da Maugeri Emanuele dal carcere, per poi legarsi a Giovanni Baratto, reggente di Casoria, che mirava a consegnare loro il controllo di Afragola e a estromettere il rivale soprannominato “’o Checco”, uomo di fiducia di “’o Nennillo” Sasso.

Il progetto di Baratto, che avrebbe persino chiesto ai Nobile di uccidere “’o Checco” senza ottenere esecuzione, si inserisce in una fitta trama di alleanze e tradimenti, nella quale il gruppo di Afragola impara a muoversi autonomamente, gestendo direttamente le piazze di spaccio sotto l’ombrello criminale dell’area di Casoria.​

La faida, gli agguati e il Kalashnikov

Barra colloca l’affermazione dei Nobile in una stagione di tensioni crescenti, stese e atti intimidatori su più comuni dell’hinterland Nord. Il collaboratore racconta di un incontro al parco “Si” di Casoria, in pieno giorno, in cui Baratto si presenta con una pistola, affiancato dal suo braccio destro, da uomini vicini ai “Panzarottari” e da un giovane noto come “Topolone”, armato di Kalashnikov, pronti – secondo l’accusa – a colpire la casa di una donna legata a una piazza di spaccio.​

Il commando, salito su una Lancia Y di colore prugna, sarebbe partito per “buttare a terra la casa” di una famiglia rivale, mentre Barra, che contesta la scelta di sparare in pieno giorno per il rischio di colpire bambini, abbandona il gruppo poco prima dell’azione.

Nelle sue dichiarazioni riaffiora più volte il Kalashnikov, arma simbolo delle “stese” nell’area nord, che verrà poi sequestrata a Caivano e che, nelle ricostruzioni investigative, scandisce il salto di qualità della violenza rispetto alla tradizionale pistola impiegata per gli agguati.​

Le alleanze: da Caivano a Frattamaggiore

Dopo l’affermazione su Afragola, i Nobile consolidano rapporti stabili con altri gruppi camorristici operativi sui territori limitrofi, in particolare con le realtà criminali di Casoria, Caivano e Frattamaggiore. I cugini Nobile – Antonio classe 2000 detto “Spiedino” e Antonio classe 2004 detto “Topolone” – emergono come giovani leader in grado di tenere insieme gestione del traffico di stupefacenti, estorsioni e azioni intimidatorie armate, mettendo a disposizione uomini e mezzi nelle operazioni comuni.​

Sul versante di Frattamaggiore, l’alleanza decisiva è quella con il gruppo Orefice, riconducibile storicamente al clan Pezzella di Cardito guidato da Francesco Pezzella, detto “Pan ’e ran”, figura di lungo corso oggi detenuta.

Con l’arresto di Michele Orefice, soprannominato “’o nir nir”, e dei suoi luogotenenti, il figlio Luigi prende le redini dell’organizzazione e, su indicazione del padre, cerca nuovi adepti e nuovi equilibri, saldando un asse con i Nobile proprio mentre i vecchi vertici sono in carcere e il territorio è attraversato da una serie di “stese” e regolamenti di conti.​

Intercettazioni e il timore del pentito

Le indagini documentano come il nome di Barra sia ben noto ai “Panzarottari”, che reagiscono con preoccupazione alla notizia della sua collaborazione con la giustizia. In una conversazione intercettata in un’abitazione di Afragola, Antonio Nobile “Spiedino” commenta insieme ad Alex Pollaro un articolo di cronaca pubblicato su una pagina social locale, che rilancia l’avvio della collaborazione del collaboratore indicato con il soprannome “’o Scucciat”.​

Nella stessa conversazione, a distanza, interviene in videochiamata anche Antonio Nobile “Topolone”, che partecipa al commento delle notizie di stampa e condivide il timore che le dichiarazioni del nuovo pentito possano trasformarsi in prove “schiaccianti” rispetto a episodi di estorsione e alle dinamiche armate dell’area.

Il quadro che emerge è quello di un gruppo che, pur giovanissimo, mostra una piena consapevolezza del peso degli elementi raccolti dagli inquirenti e del rischio concreto di un’accelerazione repressiva da parte dello Stato.​

Il primo delitto: l’omicidio di Antonio Vitale

Il 10 giugno 2025, poco dopo le 10 del mattino, Antonio Vitale, 56 anni, detto “Tonino ’o puorc”, viene ucciso a colpi d’arma da fuoco mentre è alla guida della sua Nissan Micra in via Tiziano, a Cardito, alla periferia nord di Napoli.

Vitale, pregiudicato e già ritenuto vicino al gruppo Orefice, viene raggiunto da una raffica di proiettili esplosi da un commando in pieno giorno, sotto gli occhi di automobilisti e passanti, in un’azione che gli investigatori inquadrano subito in una dinamica di camorra.​

La zona di Frattamaggiore, Cardito e Crispano vive in quei mesi una fase di forte instabilità dopo i blitz che hanno colpito il gruppo Orefice, articolazione del clan Pezzella, con una sequenza di “stese” contro abitazioni e obiettivi riconducibili a più fazioni.

Nelle settimane precedenti, colpi di arma da fuoco avevano raggiunto anche le case di parenti di Vitale, compresa l’abitazione dello stesso “Tonino ’o puorc”, segno di un crescendo di ritorsioni che lascia intendere agli inquirenti la presenza di una guerra interna per il controllo delle piazze di spaccio e dei canali di rifornimento.​

L’Audi bianca e il filo che porta ai Nobile

I primi riscontri che collegano l’agguato di Cardito al gruppo di Afragola arrivano dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza. Le immagini mostrano la Micra di Vitale percorrere via Tiziano preceduta da una Smart nera e da un’Audi Q2 bianca, che pochi minuti prima è ripresa anche in via Enrico Fermi: stessa vettura, stessa targa, stesso tragitto in prossimità del luogo dell’omicidio.​

Quattro giorni dopo, durante una perquisizione nell’edificio dove abita Antonio Nobile “Topolone”, la stessa Audi SQ2 bianca, targa FL175FE, viene notata parcheggiata nel cortile condominiale e identificata come la macchina già vista sulle immagini di Cardito.

Le telecamere mostrano inoltre che, subito dopo l’omicidio, Smart e Audi si fermano a pochi metri dal luogo dell’agguato: dall’auto compatta scende un uomo, dall’Audi una donna vestita di nero, che si avvicinano e parlano tra loro con naturalezza, segno di una conoscenza pregressa.​

Legami familiari e presenze sulla scena del delitto

La donna ripresa alla guida della Smart viene identificata come una persona di famiglia di Antonio Nobile “Topolone” e residente nello stesso stabile di Afragola dove è stato trovato il suv Audi. Per la Dda, l’intreccio tra il legame familiare, la presenza delle vetture sulla scena e il ritrovamento dell’auto nel cortile di casa Nobile rafforza il sospetto di un coinvolgimento almeno logistico del gruppo dei “Panzarottari” nell’agguato a Vitale.​

Le indagini, a quel punto, si concentrano in maniera sistematica sulla famiglia Nobile, ritenuto perno di una compagine armata che può contare su un ventaglio di fiancheggiatori, prestanome e soggetti pronti a mettere mezzi e coperture al servizio delle azioni di fuoco. È questo filone a incrociarsi, nelle carte dell’Antimafia, con l’altro grande evento omicidiario che scuote l’area appena un giorno dopo: l’uccisione di Pasquale Buono nel cuore di Afragola.​

Il secondo omicidio: quello di Pasquale Buono

L’11 giugno 2025, intorno alle 18.30, Afragola viene attraversata da un nuovo agguato, questa volta sul centralissimo corso Italia. Due uomini in sella a uno scooter nero, entrambi col volto coperto da casco integrale, si fermano davanti al negozio di intimo della famiglia Buono: il passeggero scende, estrae la pistola e fa fuoco ripetutamente verso Pasquale Buono, che crolla a terra tra gli scaffali e viene finito con altri colpi esplosi a distanza ravvicinata.​

L’azione, rapida e spietata, è tipica degli agguati di camorra: colpi in pieno giorno, in un esercizio commerciale aperto, senza curarsi dei testimoni, con i killer che risalgono sullo scooter e si dileguano tra il traffico.

Buono, formalmente incensurato ma indicato dagli investigatori come vicino a persone legate allo storico clan Moccia, viene ucciso davanti al padre, in un contesto di tensioni altissime per la ridefinizione degli equilibri criminali su Afragola e nelle zone confinanti.​ le immagini dell’agguato vengono poi diffuse dagli investigatori il giorno dopo per dare un impulso alle indagini.

Lo scooter “di tutti” e i nomi del parco Sant’Antonio

Anche in questo caso è la videosorveglianza a fornire il primo appiglio: le telecamere comunali permettono di leggere la targa del motociclo SH nero utilizzato dal commando, un mezzo intestato a una ditta di noleggio di Afragola che, a sua volta, lo aveva subnoleggiato a una piccola agenzia locale.

Il titolare dell’agenzia riferisce che lo scooter era stato noleggiato formalmente a un soggetto, ma che, dopo la prima settimana, a presentarsi per pagare erano stati “sempre ragazzi diversi”, tutti gravitanti nella zona del parco Sant’Antonio, roccaforte dei Nobile.​

Quando gli investigatori mostrano al noleggiatore un album fotografico, l’uomo riconosce tra coloro che avevano usato il ciclomotore i nomi di Marco Castiello, Alex Pollaro, Biagio Esposito (sottoposti al fermo l’altro giorno) e altri tre che non risultano indagati ma tutti ritenuti vicini o interni al gruppo dei “Panzarottari”.

In particolare Castiello viene riconosciuto come il soggetto ripreso pochi minuti prima dell’agguato in sella dello scooter, mentre uno dei tre al momento non indagati, come colui che accompagna la riconsegna del mezzo davanti casa del noleggiatore, immediatamente dopo l’omicidio.​

Il filo unico dietro i due agguati

Per gli inquirenti, la circostanza che lo stesso gruppo di giovani dell’area di Afragola abbia utilizzato lo scooter protagonista dell’omicidio Buono nei giorni immediatamente precedenti, sommata al quadro già emerso per l’agguato Vitale, indica un possibile denominatore comune dietro i due delitti.

Entrambi gli omicidi, per modalità e contesto, vengono letti come episodi di una più ampia guerra per il controllo del narcotraffico e delle estorsioni nell’area nord di Napoli, in un momento segnato dal “vuoto di potere” provocato dai maxi-blitz contro i gruppi storici.​

Il decreto di fermo fotografa così la metamorfosi dell’area: dai clan tradizionali a un mosaico di bande giovani, fluide e feroci, capaci di allearsi di volta in volta con i resti delle vecchie organizzazioni e di utilizzare armi da guerra pur di presidiare piazze di spaccio e influenze economiche.

Nel racconto dei collaboratori e nelle intercettazioni, i “Panzarottari” dei Nobile emergono come il baricentro di questo nuovo ordine criminale, protagonisti – secondo l’accusa – non solo delle “stese” che hanno insanguinato Afragola, ma anche dei due omicidi che hanno acceso definitivamente i riflettori dell’Antimafia su di loro.

(nella foto il luogo dell’omicidio di Pasquale Buono e nei riquadri da sinistra Giuseppe Nobile, Antonio Nobile “topolone”, Antonio Nobile “Spiedino”, il pentito Giovanni Barra e le due vittime Antonio Vitale e Pasquale Buono)

Napoli, due contrabbandieri arrestati al rione don Guanella

Napoli – Nella tarda mattinata di ieri, un ordinario pattugliamento della Polizia di Stato si è trasformato in un sequestro record nel rione Don Guanella. Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno arrestato un 49enne e un 35enne, entrambi napoletani e già noti alle forze dell’ordine per reati legati al contrabbando di tabacchi.

I poliziotti stavano transitando in via Don Luigi Guanella quando hanno notato i due uomini trasportare alcune scatole da un cortile interno di uno stabile. Il movimento sospetto, unito alla presenza di numerosi colli già accatastati, ha spinto gli agenti a intervenire.

Il controllo ha permesso di scoprire, all’interno di 17 scatole, ben 825 stecche di sigarette prive del sigillo del Monopolio di Stato, per un peso complessivo di 165 chili. Un quantitativo destinato con ogni probabilità al mercato clandestino del quartiere e delle zone limitrofe.

Per i due, colti in flagranza, è scattato l’arresto con l’accusa di contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Tutto il materiale è stato sequestrato. Le indagini proseguono per individuare eventuali complici e la filiera di approvvigionamento delle “bionde” illegali.

Giallo a Pomigliano, 45enne trovata morta con un colpo alla testa: è caccia al proprietario della pistola

Pomigliano– Una mattinata di sport e quotidianità si è trasformata in una scena del crimine agghiacciante lungo la pista ciclabile di Pomigliano d’Arco. Poco prima delle dieci di questa mattina, la routine dei runner che frequentano la zona della vecchia stazione della Circumvesuviana è stata interrotta dalla scoperta di un corpo riverso a terra.

Si tratta di Barbara Terracciano, 45 anni, conosciuta in città e madre di due figlie appena entrate nell’età adulta.

La scena che si è presentata ai primi soccorritori e successivamente ai Carabinieri non ha lasciato spazio a dubbi sulla violenza dell’accaduto: la donna giaceva esanime, con il cranio devastato da un proiettile. Il dettaglio più inquietante, tuttavia, è stato rinvenuto proprio accanto al cadavere: una pistola. Non si trattava però di un’arma di proprietà della vittima.

Il mistero dell’arma e le indagini

I militari dell’Arma, giunti tempestivamente sul posto, hanno immediatamente isolato l’area per permettere i rilievi della scientifica. Il primo snodo cruciale dell’inchiesta riguarda proprio la pistola trovata sulla scena. Secondo le prime indiscrezioni trapelate dagli inquirenti, la matricola dell’arma è stata identificata e ha permesso di risalire rapidamente al proprietario formale, un dettaglio che potrebbe rivelarsi la chiave di volta per risolvere il giallo.

La pistola non apparteneva a Barbara, un elemento che indebolisce l’ipotesi del gesto estremo e rafforza, ora dopo ora, la pista dell’omicidio.

Il dolore dei familiari e la vita privata

Mentre gli specialisti analizzavano la scena del crimine, sul posto è giunta la madre della vittima, straziata da un dolore improvviso e incomprensibile. Barbara Terracciano lascia due figlie di 20 e 19 anni. La sua vita sentimentale è ora sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori: separata ormai da molti anni, la donna aveva ripreso a frequentare un uomo.

Gli inquirenti stanno scavando nel passato recente della 45enne e nelle sue frequentazioni per capire se dietro questa tragedia si nasconda un movente passionale o una resa dei conti di altra natura. Al momento, nessuna pista è esclusa

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Quartieri Spagnoli, blitz nella movida: sequestri, sanzioni e 15 kg di pane senza tracciabilità

Napoli– Una serata di controlli a sorpresa ha interessato venerdì sera il cuore della movida dei Quartieri Spagnoli. L’operazione, coordinata dalla Questura di Napoli, ha visto schierati in campo uomini della Polizia di Stato dei commissariati Montecalvario, San Giovanni-Barra e Poggioreale, affiancati dai militari della Guardia di Finanza e da personale tecnico dell’ASL NA1 Centro.

L’obiettivo dichiarato è stato quello di garante la sicurezza e la legalità in una delle zone a più alta densità di vita notturna della città, con verifiche che hanno spaziato dalla sicurezza pubblica all’igiene alimentare.

L’attività di controllo ha prodotto numeri significativi:

38 persone identificate, un dato che assume un peso specifico maggiore considerando che 9 di esse risultavano già avere precedenti di polizia.
2 veicoli controllati, con il sequestro amministrativo di uno di essi.
2 violazioni del Codice della Strada contestate, per mancanza di documenti di circolazione e per esercizio abusivo della professione di tassista.

Locali sotto la lente: multe e sospensioni

Ma è sul fronte degli esercizi commerciali che l’operazione ha fatto registrare gli interventi più incisivi. Le 11 attività ispezionate hanno fatto emergere un quadro di irregolarità diffuse.

Agli operatori del settore sono state contestate numerose non conformità, in particolare in materia di sicurezza e igiene alimentare (HACCP). Le sanzioni amministrative elevate hanno superato i 6.000 euro, per l’esattezza 6.333 euro.

In cinque casi, le sanzioni hanno riguardato il classico problema della occupazione di suolo pubblico. Ma la misura più grave è toccata a un locale, costretto a sospendere l’attività a causa delle precarie condizioni igienico-sanitarie riscontrate.

Il sequestro del pane

Un sequestro particolare ha concluso la serata di controlli: 15 kg di pane sono stati sequestrati perché privi dei requisiti di rintracciabilità e perché conservati in modo non conforme alle norme. Un episodio che, al di là del valore economico, simbolizza l’attenzione verso l’intera filiera della somministrazione, dalla strada alla tavola, e verso quei “fantasmi” commerciali che possono celarsi anche in un alimento quotidiano.

 

Mistero a Cava de’ Tirreni: donna polacca di 50 anni trovata nuda e morta in casa dal marito

Cava de’ Tirreni – Una morte che lascia troppi interrogativi. Una donna di 50 anni di origini polacche è stata trovata senza vita nella sua abitazione di Cava de’ Tirreni. A fare la macabra scoperta è stato il marito, che l’ha rinvenuta nuda, priva di sensi e riversa sul pavimento del soggiorno.

L’uomo ha immediatamente chiamato i soccorsi, ma per la 50enne non c’era già più nulla da fare. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, la Polizia di Stato e il medico legale.

L’ispezione cadaverica esterna non ha rilevato segni evidenti di violenza o colluttazione, ma solo lesioni compatibili con una caduta, forse conseguente a un malore improvviso.

Nonostante l’ipotesi più accreditata resti quella del decesso per cause naturali – probabilmente un malore fulminante – il pubblico ministero della Procura di Nocera Inferiore ha deciso di non archiviare subito il caso.

È stato aperto un fascicolo per morte come conseguenza di altro reato e disposto il trasferimento della salma all’obitorio dell’ospedale di Nocera Inferiore, dove nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia.Sarà l’esame autoptico a stabilire con certezza le cause del decesso e a sciogliere ogni dubbio.

Al momento gli investigatori della Questura di Salerno mantengono il massimo riserbo: nessuna pista è esclusa, anche se al momento non emergono elementi che facciano pensare a un intervento di terze persone.La comunità di Cava de’ Tirreni è sotto shock per l’accaduto.

La coppia, residente da anni in città, era conosciuta e ben voluta. In attesa degli esiti dell’autopsia, resta il dolore del marito e il giallo su cosa sia realmente successo in quell’appartamento domenica mattina.

Cosa sono i Prediction Market: tecnologia a servizio di nuovi modelli decisionali

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Se vi occupate di tecnologia, data scienze e finanza digitale vi sarà capitato di sentire, almeno qualche volta, il termine Prediction Market. Su di essi aleggia ancora quella patina di mistero e di incertezza a livello di regolamentazione che è tipica di tutte le novità, di tutti i cambiamenti. Specie quelli che mirano ad essere epocali.

Si tratta di strumenti che potremmo definire una sorta di “scommessa sul futuro”, anche se in realtà sono molto di più: sono vere e proprie piattaforme di intelligenza collettiva, capaci di trasformare le aspettative degli utenti in segnali quantitativi. Ma cerchiamo di capire come funzionano. Il loro principio è semplice: gli utenti acquistano e vendono contratti legati a eventi futuri e il prezzo di mercato di questi contratti rappresenta in tempo reale la probabilità che l’evento si verifichi. A differenza dei sondaggi tradizionali, qui esiste un incentivo economico a essere accurati, rendendo il dato più “pulito” e operativo.

Dal punto di vista tecnologico, i prediction market funzionano come micro-borse digitali. Ogni evento è tradotto in un asset binario: se l’evento accade, il contratto paga un valore prestabilito, in caso contrario, vale zero. I prezzi derivano dall’incontro tra domanda e offerta, aggiornati in tempo reale tramite motori di matching e algoritmi simili a quelli dei mercati finanziari. Sempre più spesso queste piattaforme sfruttano API, sistemi di automazione per l’aggiornamento degli eventi e, in alcuni casi, infrastrutture blockchain per la gestione dei contratti e dei pagamenti.

Guardiamo adesso a tutti quei settori che stanno già sfruttando i prediction market, come ad esempio il comparto tecnologico e quello delle grandi aziende digitali, dove viene utilizzato come un potente strumento di forecasting interno. Vengono utilizzati per stimare date di rilascio di prodotti, probabilità di completamento di progetti complessi, successo di nuove funzionalità o performance di campagne software. Numerosi studi dimostrano che questi mercati interni risultano spesso più accurati delle classiche previsioni manageriali, migliorando la pianificazione e l’allocazione delle risorse. Anche nel mondo del gambling legale online si stanno diffondendo i prediction market, che hanno ormai introdotto un modello ibrido tra scommessa e trading. Le quote non sono più statiche, ma variano continuamente in base a flussi di notizie, dati biometrici degli atleti, infortuni e statistiche avanzate. Gli utenti non puntano semplicemente su un risultato finale, ma possono entrare e uscire dal mercato in qualsiasi momento, scambiando contratti su eventi specifici. Un’altra area di forte sviluppo riguarda le previsioni macroeconomiche. Alcune piattaforme raccolgono previsioni su inflazione, tassi di interesse, crescita del PIL e decisioni delle banche centrali.

Risulta evidente come i prediction market siano oggi un laboratorio avanzato di tecnologia applicata alla previsione, in grado di unire blockchain, intelligenza artificiale, data aggregation e modelli di mercato in piattaforme che trasformano l’opinione collettiva in un vero asset informativo. Per il mondo tech non sono solo uno strumento speculativo, ma un nuovo paradigma di funzionamento. Un nuovo modo per leggere il futuro in modo quantitativo, dinamico e sempre più automatizzato.

Caserta, a processo 46enne di Portico di Caserta: perseguitava imprenditori

Portico di Caserta– È stata accolta dal Giudice per le Indagini Preliminari di Santa Maria Capua Vetere, Dott.ssa Pasqualina Maria Gaudiano, la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal Pubblico Ministero nei confronti di Gerardo Ciavattone, 46 anni, originario di Benevento ma da anni residente a Portico di Caserta.

L’uomo dovrà rispondere di un capo d’imputazione di eccezionale gravità: stalking e atti persecutori continuati.

La vicenda vede come parte offesa due noti imprenditori locali, identificati con le iniziali N.M. e N.P., che si sono costituiti parte civile nel procedimento, assistiti dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo.

La spirale persecutoria: dalla fiducia all’incubo

Secondo le accuse, Ciavattone avrebbe posto in essere una serie di condotte vessatorie e persecutorie iniziate già nel novembre 2024. Il movente scatenante sembrerebbe essere stato il suo allontanamento dall’abitazione di N.P., dove l’imprenditore lo aveva più volte ospitato in cambio di un aiuto nelle faccende domestiche, dopo che i figli di N.P. erano intervenuti per porre fine alla convivenza.

Da quel momento, la tranquillità di N.P. è stata distrutta. Le condotte persecutorie hanno raggiunto l’apice con episodi drammatici:

Molestie Notturne: L’uomo si è presentato più volte presso l’abitazione della vittima, colpendo con veemenza e rumore il cancello d’ingresso, anche nel cuore della notte, arrivando fino alle due del mattino.

Assedio Telefonico e Stradale: Ciavattone ha iniziato a effettuare un numero spropositato di chiamate mute o incomprensibili e passaggi ossessivi con l’auto davanti alla residenza di N.P., costringendo l’imprenditore ad alterare le proprie abitudini e a vivere in un costante stato di paura e ansia. L’assedio telefonico è stato tale da costringere N.P. a cambiare la propria utenza mobile dopo circa cinquanta chiamate subite in una sola giornata.

L’escalation di violenza: furto e danneggiamento

La situazione è degenerata agli inizi di gennaio 2025 con atti di vera e propria violenza e danneggiamento:

Furto al Mercato: In una circostanza, Ciavattone ha raggiunto la sua vittima presso il mercato di Curti, si è avvicinato all’auto di N.P. e ha prelevato documenti dall’interno, aprendo la porta del veicolo.

Raid con la Mazza da Baseball: Lo stesso giorno delle cinquanta chiamate, l’imputato avrebbe utilizzato una mazza da baseball per danneggiare l’autovettura di N.P. parcheggiata a Portico di Caserta, mandando in frantumi i fanali posteriori di stop.

La minaccia finale al figlio

Il culmine delle accuse riguarda le intimidazioni dirette al figlio della vittima, N.M., a sua volta molestato con numerose telefonate: Ciavattone è accusato di averlo minacciato puntando un’arma verso la sua direzione.

La Dott.ssa Gaudiano ha quindi disposto il rinvio a giudizio, riconoscendo la fondatezza delle accuse che descrivono un perdurante stato d’ansia e un fondato timore per l’incolumità che le vittime sono state costrette a subire. Il processo è ora atteso per fare piena luce sui gravi fatti contestati.

Tragedia in autostrada a Eboli: morti due giovani di 22 e 30 anni

Salerno – La notte appena trascorsa ha lasciato dietro di sé un altro, doloroso, bilancio di morte sulle strade campane, tingendo di lutto la comunità di Campagna.

L’autostrada A2 del Mediterraneo è stata ancora una volta teatro di una tragedia: due giovani amici, Gabriele Viviani, 22 anni, ed Enrico Gonnella, 30 anni, sono morti in un violentissimo incidente stradale.

Il sinistro è avvenuto intorno alle 4 del mattino, al chilometro 38 in direzione Sud, tra gli svincoli di Eboli e Campagna. Per cause che la Polizia Stradale di Eboli sta ancora cercando di accertare, l’auto sulla quale viaggiavano i due amici è uscita di strada con una dinamica brutale, schiantandosi con violenza inaudita contro il guardrail. U

n impatto fatale che non ha lasciato scampo ai due occupanti, entrambi residenti nel comune salernitano.

 I soccorsi inutili e i rilievi della Stradale

Quando le ambulanze del 118 sono arrivate sul posto, per Gabriele ed Enrico non c’era più nulla da fare. I sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso, in una scena agghiacciante che ha confermato la gravità dell’evento.

Gli agenti della Polizia Stradale hanno subito avviato i rilievi tecnici per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro. Sotto la lente d’ingrandimento, la velocità, le condizioni della strada e ogni possibile elemento che abbia portato il conducente a perdere il controllo del veicolo in quel tragico tratto autostradale.

La Campania e il dramma delle vittime silenziose

Questo ennesimo incidente mortale riaccende drammaticamente i riflettori sulla strage continua che miete vittime sulle strade della Campania. Ogni anno, la regione paga un tributo di sangue inaccettabile sull’asfalto, con il Salernitano spesso in cima alle statistiche negative.

La morte di Gabriele e di Enrico non è solo una tragedia locale, ma l’ennesima spia di un’emergenza nazionale che, nella nostra regione, sembra non trovare sosta.

Le indagini proseguono per dare risposte alle famiglie distrutte e per comprendere cosa sia successo in quei secondi fatali. Ma il dolore della comunità è già un macigno, un’altra croce aggiunta sulla mappa delle “troppe vittime” campane.

Napoli, omicidio di Marco Pio Salomone: fermato baby killer di 15 anni

Dopo l’omicidio dell’altra notte che ha visto morire il 19enne Marco Pio Salomone nel quartiere Arenaccia, gli agenti della Squadra Mobile di Napoli – Sezione Omicidi hanno lavorato senza tregua, raccogliendo frammenti, testimonianze, immagini di videosorveglianza. E in meno di ventiquattro ore è arrivata la svolta: il fermo di un ragazzo di soli 15 anni.

Il minorenne, napoletano, è accusato di omicidio aggravato e di porto e detenzione illegali di arma da fuoco. Il fascicolo, avviato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, è stato poi trasferito alla Procura per i Minorenni, segno evidente del nuovo scenario criminale che gli inquirenti si trovano ad affrontare: gruppi sempre più giovani, sempre più spregiudicati, in grado di sparare e uccidere con la freddezza di veterani.

Il movente, ancora coperto da riserbo, potrebbe affondare nel sottobosco delle rivalità tra bande giovanili che da settimane agitano i quartieri popolari del capoluogo.

Il 15enne era stato identificato e veniva ricercato dalla Polizia di Stato sin da ieri. Stamane si è costituito in questura, accompagnato dal suo avvocato. Gli investigatori però mantengono uno strettissimo riserbo sulla vicenda e non fanno trapelare alcun dettaglio sul movente dell’omicidio.

Marco Pio Salomone, 19 anni, con precedenti per spaccio e scampato a un’altro agguato nel 2024 nonostante la sua giovane età, è stato ferito nella notte tra venerdì e sabato mortalmente da un colpo di pistola alla testa mentre era in auto, in via Generale Francesco Pinto nel quartiere Arenaccia con tre amici 8due dei quali con precedenti di polizia) intorno all’una e mezza della notte.

Il ferimento è avvenuto  nei pressi di una sala giochi: gli amici lo hanno subito portato in ospedale, dove però Salomone – giudicato non operabile dai medici per la gravità delle condizioni – è spirato dopo alcune ore.

Una spirale che non conosce tregua, fatta di scooter, pistole facili e una violenza che avanza senza età.
Intanto, all’Arenaccia, resta l’eco di quella notte: una corsa disperata, gli spari che spezzano il silenzio e un ragazzo steso a terra mentre la città, l’ennesima volta, si chiede dove stia andando questa nuova generazione allevata tra paura, povertà e polvere da sparo.

Anonimo imprenditore napoletano si offre di pagare per far riunine “la famiglia dei boschi”

Chieti – Un anonimo imprenditore, sta per entrare nella battaglia legale che infiamma il caso della famiglia anglo-australiana che vive nei boschi di Palmoli. Mentre il governo valuta l’invio di ispettori del Ministero della Giustizia e l’opinione pubblica freme, è da Napoli che arriva la speranza più concreta.

Dopo la decisione del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila di allontanare i tre figli, affidandoli a una comunità, la vicenda ha superato i confini locali diventando un caso nazionale.

È in questo clima di tensione che un imprenditore del mondo della profumeria, che ha scelto di rimanere nell’ombra, ha deciso di intervenire in prima persona. La sua missione è semplice solo in apparenza: ribaltare il provvedimento e riunire la famiglia.

Il suo contributo, però, non è solo una dichiarazione d’intenti. È un’azione concreta e immediata. L’imprenditore si è impegnato a farsi carico di tutte le spese legali per sostenere la battaglia in tribunale. Ha già mobilitato il suo avvocato di fiducia e uno studio legale napoletano specializzato nella difesa dei diritti della persona, mettendo a disposizione della famiglia un fuoco di fila di competenze.

Il ponte con la famiglia è stato gettato ieri sera, tramite conoscenti, e la decisione è stata presa all’istante, senza esitazioni. Già lunedì prossimo, l’imprenditore e il suo legale saranno in Abruzzo per un sopralluogo cruciale: raccogliere informazioni di prima mano e costruire, insieme alla famiglia, la strategia difensiva.

L’obiettivo dell'”angelo custode” napoletano non ammette compromessi. «Voglio vedere questa famiglia riunita», è la sua linea. E aggiunge, con pragmatismo: «Se serviranno nuove abitudini o condizioni di vita diverse, si troveranno. Ma insieme».

Una promessa che suona come una dichiarazione di guerra alla separazione, con la determinazione di chi, dalla sua Napoli, ha deciso che per questa famiglia la favola non può finire così.

Napoli, tifosi bloccati nella galleria laziale per auto contromano: caos traffico fino a notte

Napoli – Traffico paralizzato e automobilisti impazziti ieri sera dopo la gara del Napoli vinta contro l’Atalanta al Maradona.

I tanti napoletani che utilizzano la galleria laziale per far ritorno a casa in centro città sono rimasti bloccati per circa un’ora e alla fine per sbloccare la situazione diventata insostenibile e a rischio di gravi tensioni è stato necessario che chi aveva imboccato la galleria facesse retromarcia per liberarla.

Motivo? Alcuni automobilisti avevano imboccato contromano la corsia preferenziale determinando il caos e una paralisi del traffico. Alla fine hanno desistito e hanno fattol retromarcia. Ma il traffico nel frattempo si era paralizzato.

Le immagini della galleria bloccata hanno fatto il giro del web e sono diventate virali. Abbastanza sfortunati tifosi del Napoli che tornano a casa dopo le gare interne. Era accaduto anche dopo il pareggio intrerno conbtro il Como ma in quella circostanza era stata la Tangenziale ad essere bloccata per un incidente tra Fuorigrotta e l’uscita Vomero.

Giugliano, arrestato il pusher delle droghe sintetiche

Giugliano– Un controllo di routine che si trasforma in un sequestro dai contorni inquietanti, svelando quanto sia ancora radicato e variegato il mercato dello “sballo chimico” nella provincia a nord di Napoli

. I Carabinieri della Compagnia di Giugliano hanno inferto un duro colpo allo spaccio locale, arrestando Joseph Pio Capasso, un 25enne del posto già noto alle forze dell’ordine, trovato in possesso di un campionario di stupefacenti che, per varietà e tipologia, ha sorpreso gli stessi militari.

Il posto di blocco e il nervosismo

Tutto ha avuto inizio lungo le strade di Giugliano, durante un servizio di pattugliamento della sezione radiomobile. L’alt intimato a un’autovettura con a bordo alcuni giovani sembrava una formalità, ma l’atteggiamento di uno dei passeggeri ha immediatamente insospettito gli operanti.

Troppa agitazione, risposte evasive e uno sguardo sfuggente sono stati i segnali che hanno spinto i Carabinieri ad approfondire il controllo con una perquisizione personale.

L’intuizione si è rivelata corretta. Nascoste addosso al giovane, i militari hanno rinvenuto diverse bustine contenenti sostanze stupefacenti, configurando quello che gli investigatori hanno definito un sequestro “inedito” non tanto per i quantitativi assoluti, quanto per la diversificazione della merce pronta per essere immessa nel circuito della movida.

Il “menù” dello sballo

Quello che è emerso dalle tasche del 25enne è un inquietante spaccato delle nuove tendenze del consumo giovanile. Non la solita marijuana o la classica cocaina, ma un assortimento di droghe sintetiche dai colori e dalle forme più disparate, progettate per garantire euforia artificiale, disinibizione e allucinazioni a basso costo.

Nello specifico, il sequestro comprende:

Una bustina di polvere rosa, una variante chimica spesso molto potente.

Pillole di ecstasy di diverso colore (una blu e quattro rosa), pronte per il consumo immediato.

Circa 2,8 grammi di una non meglio identificata polvere beige, anch’essa riconducibile alla famiglia dell’MDMA.

Due bustine di ecstasy in forma cristallizzata, considerata dai consumatori come la versione più “pura” della sostanza.

A completare il quadro, una dose di hashish e 570 euro in contanti, somma ritenuta provento dell’attività di spaccio.

L’operazione mette in luce il ritorno prepotente delle droghe sintetiche, sostanze che amplificano le percezioni sensoriali e l’energia fisica, ma che nascondono rischi devastanti per la salute, specialmente tra i giovanissimi che affollano i locali notturni.

Joseph Pio Capasso è stato dichiarato in arresto e sottoposto al regime degli arresti domiciliari in attesa di giudizio. Dovrà rispondere dell’accusa di detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio.

Donna accoltellata a Qualiano, arrestato l’ex: era evaso dai domiciliari

Notte di paura a Qualiano, dove una 35enne è stata brutalmente aggredita nel parco Cerqua da un uomo che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe il suo ex compagno, un 29enne di Calvizzano già ai domiciliari per maltrattamenti e controllato con braccialetto elettronico.

L’uomo avrebbe violato le prescrizioni, sarebbe evaso dalla sua abitazione e avrebbe raggiunto la donna, trasformando una notte qualunque in un incubo di sangue.

A mettere insieme i pezzi del puzzle sono stati i carabinieri della sezione radiomobile di Giugliano, che si sono mossi in poche ore grazie al racconto della vittima, raccolto tra le urla e il dolore, e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona. Proprio quei fotogrammi, incrociati con la testimonianza della donna, avrebbero permesso ai militari di dare un volto certo all’aggressore e di stringere il cerchio attorno al 29enne.

Il giovane, già noto per la sua storia di violenze in famiglia e per una precedente denuncia della stessa 35enne, nonostante il braccialetto elettronico sarebbe riuscito a lasciare la casa in cui era ristretto, violando le misure cautelari impostegli dal giudice. Per gli inquirenti si tratterebbe di un chiaro caso di evasione seguita da un assalto che, per dinamica e ferocia, fa parlare di tentato omicidio.

La caccia all’uomo è durata poche ore: i carabinieri lo hanno rintracciato e bloccato, dichiarandolo in arresto per evasione e tentato omicidio, e trasferendolo subito in carcere in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Per lui si aprono ora le porte di una cella vera, dopo l’inefficacia dei domiciliari e del braccialetto elettronico nel tenerlo lontano dalla sua ex.

La 35enne, soccorsa in condizioni gravissime, è stata trasportata d’urgenza in ospedale e ricoverata in codice rosso. I medici avrebbero scongiurato, almeno per il momento, il pericolo di vita, ma il quadro clinico resta delicato e le prossime ore saranno decisive non solo per il suo corpo martoriato, ma anche per una vita da ricostruire dopo l’ennesima, annunciata follia di chi non accetta la fine di una relazione.

Caivano, giudizio immediato per il suocero del boss per le minacce a don Patriciello

Caivano – La scena, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è di quelle destinate a restare impresse: un proiettile consegnato in chiesa, a un prete simbolo della lotta alla camorra, al termine di una lunga scia di intimidazioni.

Per questo il Tribunale di Napoli ha disposto il giudizio immediato per Vittorio De Luca, suocero del boss del Parco Verde Mimmo Ciccarelli detto caciotta, attualmente agli arresti domiciliari, accusato di aver perseguitato per anni don Maurizio Patriciello, parroco in prima linea contro i clan e il degrado nel rione simbolo della Terra dei fuochi.

Secondo l’impianto accusatorio, De Luca avrebbe messo in atto una vera e propria campagna di pressione e molestia nei confronti del sacerdote: appostamenti sotto la parrocchia e nei pressi dell’abitazione, frasi offensive rivolte al prete anche davanti ai fedeli, disturbo delle celebrazioni liturgiche e scritte intimidatorie comparse sui muri del quartiere. Un crescendo di episodi che, per la Procura, non sarebbero semplici manifestazioni di ostilità personale, ma segnali chiari e ripetuti di minaccia verso una figura scomoda per gli equilibri criminali della zona.

Il momento più grave, riportato negli atti, sarebbe avvenuto proprio all’interno della chiesa del Parco Verde: qui De Luca avrebbe consegnato a don Maurizio Patriciello un proiettile, gesto che gli investigatori leggono come un avvertimento inequivocabile.

Un messaggio di morte, recapitato nel luogo che per eccellenza dovrebbe essere spazio di protezione, preghiera e comunità. Un confine simbolico violato che ha spinto gli inquirenti ad accelerare sul fronte giudiziario, optando per il giudizio immediato.

Don Maurizio, da anni volto noto della battaglia contro la camorra, le discariche illegali e l’abbandono istituzionale del Parco Verde, è già stato più volte nel mirino di ambienti criminali e ostili alla sua opera di denuncia. Le sue omelie, le manifestazioni pubbliche, le denunce su roghi tossici e spaccio, lo hanno trasformato in un punto di riferimento per tanti cittadini, ma anche in un bersaglio per chi considera intollerabile la luce accesa su un territorio che per troppo tempo è rimasto nelle mani dei clan.

La decisione del Tribunale di Napoli di disporre il giudizio immediato fotografa la gravità del quadro probatorio raccolto dagli inquirenti. Niente udienza preliminare: si va direttamente a processo, dove De Luca dovrà rispondere delle accuse di atti persecutori, minacce e molestie aggravate dal contesto ambientale e dalla particolare qualità della persona offesa.

Al centro del dibattimento, oltre alla ricostruzione puntuale degli episodi, ci sarà il tema del condizionamento esercitato sul tessuto sociale del quartiere attraverso l’intimidazione della sua guida spirituale.

La vicenda, ancora una volta, accende i riflettori nazionali su Caivano, dove tra l’altro oggi e domani si torna al voto per eleggere il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale dopo due scioglimenti per condizionamenti della camorra,  e dove la lotta quotidiana di una parte della popolazione per legalità e dignità si scontra con la presenza radicata della criminalità organizzata.

Ora sarà l’aula di giustizia a dover stabilire se quella lunga sequenza di appostamenti, frasi offensive, molestie in chiesa, scritte sui muri e, soprattutto, quel proiettile consegnato al prete anticamorra, costituiscano un disegno persecutorio mirato a zittire una voce scomoda.

Il processo a Vittorio De Luca diventa così, oltre che un passaggio giudiziario decisivo, anche un banco di prova sul livello di tutela che lo Stato è in grado di garantire a chi, come don Patriciello, sceglie di esporsi in prima persona contro i poteri criminali.

Oroscopo di oggi 23 novembre 2025 segno per segno

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La giornata di Domenica 23 Novembre 2025 si presenta come un delicato equilibrio tra l’energia d’azione, portata da Marte, e un forte richiamo all’introspezione e alla sensibilità, guidato dalla Luna in Pesci e dagli influssi di Nettuno e Venere.

♈ Ariete

  • Amore: Marte ti spinge all’azione, anche in amore. Sei passionale e diretto, ma la Luna in Pesci ti invita a dosare l’impulsività con dolcezza. Ascolta il cuore e le esigenze del partner.

  • Lavoro: La spinta marziana è ideale per avviare nuovi progetti. Tuttavia, evita scontri con colleghi o superiori; la tua grinta potrebbe essere percepita come aggressività.

  • Salute: Giornata di energia fisica elevata. Sfruttala per un’attività sportiva, ma senza esagerare per non rischiare strappi muscolari.

  • Finanze: Momento non ideale per investimenti o spese importanti. La combinazione celeste suggerisce di mantenere una posizione stabile e conservativa.

  • Consiglio Astrologico: Agisci, ma prima rifletti. Un pizzico di sensibilità in più trasformerà la tua forza in un’arma vincente.

♉ Toro

  • Amore: Venere nel tuo segno ti rende irresistibile. È un giorno perfetto per romanticismo e coccole. Se single, il tuo fascino naturale è al massimo.

  • Lavoro: Mercurio favorisce la comunicazione, rendendoti convincente e chiaro. Ottimo per riunioni o per presentare le tue idee con calma e determinazione.

  • Salute: La Luna ti regala serenità interiore. Approfittane per rigenerarti con una passeggiata nella natura o un bagno rilassante.

  • Finanze: Evita come la peste decisioni affrettate. Pianifica con cura le tue mosse future, ma oggi non è il giorno per operazioni rischiose.

  • Consiglio Astrologico: Goditi l’armonia che hai creato. La tua pazienza è il tuo più grande alleato, in amore come nelle finanze.

♊ Gemelli

  • Amore: La socievolezza è alta. Serata perfetta per uscite con amici o per conoscere nuove persone. In coppia, cercate un confronto intellettualmente stimolante.

  • Lavoro: Nuove opportunità di crescita sono all’orizzonte. Stringi contatti e scambia idee. Saturno ti ricorda di essere concreto nei tuoi piani.

  • Salute: La mente è vivace, ma attento a non sovraccaricarla. Ritaglia momenti di quiete per non rischiare un affaticamento nervoso.

  • Finanze: Opportunità interessanti potrebbero arrivare attraverso conoscenze o corsi di formazione. Valutale con la consueta lungimiranza.

  • Consiglio Astrologico: Pesa ogni opzione. La tua curiosità è un dono, ma Saturno ti esorta a scegliere la strada più solida, non quella più affascinante.

♋ Cancro

  • Amore: La Luna esalta la tua sfera emotiva. Dedicati alla famiglia e al partner, creando momenti di intimità e dialogo sincero. Le emozioni vanno condivise.

  • Lavoro: Giornata più adatta alla riflessione che all’azione. Metti in ordine le idee e pianifica in tranquillità. La produttività tornerà domani.

  • Salute: Il benessere passa dalla tranquillità emotiva. Ritagliati del tempo per te stesso, lontano da fonti di stress.

  • Finanze: Come per altri segni, sconsigliate decisioni finanziarie importanti. Prediligi una riflessione ponderata.

  • Consiglio Astrologico: Ascolta il tuo istinto. Oggi le tue percezioni sono affilate e possono guidarti nelle scelte più personali.

♌ Leone

  • Amore: Il Sole nel Sagittario ti dona ottimismo. In amore, cerchi avventura e leggerezza. Condividi con il partner i tuoi sogni e i tuoi progetti futuri.

  • Lavoro: La voglia di espandere i tuoi orizzonti è forte, ma Marte in quadratura può creare attriti. Controlla l’impazienza e evita scontri di potere.

  • Salute: L’agitazione è in agguato. La meditazione o una semplice passeggiata in solitudine ti aiuteranno a riconquistare il focus e la calma.

  • Finanze: Visione ampia e positiva, ma attento a non sottovalutare i dettagli nelle tue valutazioni.

  • Consiglio Astrologico: Rallenta. Un po’ di riposo mentale è necessario per incanalare al meglio la tua energia creativa.

♍ Vergine

  • Amore: Venere favorisce relazioni schiette e sincere. La comunicazione con il partner sarà chiara e costruttiva. Niente giochi di parole, solo onestà.

  • Lavoro: Mercurio e Saturno sono i tuoi alleati. Ideale per mettere ordine, organizzare e pianificare con precisione. La tua disciplina sarà ammirata.

  • Salute: Attenzione ai sovraccarichi. Il consiglio di concederti momenti di relax non è un optional, ma una necessità per preservare il tuo equilibrio.

  • Finanze: Approccio metodico e conservativo. È la tua forza oggi. Tieni saldamente le redini del tuo budget.

  • Consiglio Astrologico: La perfezione sta nell’equilibrio. Lavora sì, ma non dimenticare di staccare per ricaricarti.

♎ Bilancia

  • Amore: Venere ti invita a coccolare le relazioni importanti. Crea momenti di serenità e complicità. La tua dolcezza è il collante perfetto per i rapporti.

  • Lavoro: Mercurio ti aiuta a mediare con successo. Sei un abile negoziatore e oggi riesci a trovare un punto d’incontro tra esigenze diverse.

  • Salute: La lucidità mentale è al top. Il benessere deriva dall’armonia che riesci a creare attorno a te.

  • Finanze: Ottime capacità di pianificazione strategica. Tuttavia, non farti tentare da offerte “troppo belle”; evita le decisioni impulsive.

  • Consiglio Astrologico: Usa il tuo talento per l’armonia. È il giorno giusto per curare i rapporti e costruire ponti, non muri.

♏ Scorpione

  • Amore: Plutone stimola una trasformazione interiore. È il momento di lasciare andare rancori o dinamiche tossiche per aprirti a un amore più autentico e profondo.

  • Lavoro: Marte ti dà la determinazione per superare qualsiasi ostacolo. La tua forza concentrata è impressionante e ti permette di concludere progetti complessi.

  • Salute: Giornata ideale per attività rigeneranti come yoga o meditazione. Riequilibra le tue energie profonde.

  • Finanze: La tua intuizione è forte anche negli affari. Potresti “fiutare” un’opportunità, ma verifica i dettagli prima di agire.

  • Consiglio Astrologico: Lascia andare il vecchio. Fare spazio dentro di te attirerà nuove e migliori opportunità in tutti i campi.

♐ Sagittario

  • Amore: La Luna in Pesci stimola l’introspezione. Capirai meglio ciò che desideri davvero da un rapporto. Condividi queste riflessioni con il partner.

  • Lavoro: Giove ti sostiene nel creare opportunità. Progetti a lungo termine e idee visionarie sono favoriti, ma la pazienza è d’obbligo.

  • Salute: Attenzione ai dettagli per evitare piccoli incidenti dovuti alla distrazione. Riequilibra le energie tra mente e corpo.

  • Finanze: Ottimo momento per pianificare investimenti o risparmi a lungo termine. La tua visione ampia è un vantaggio.

  • Consiglio Astrologico: Pianifica il futuro, ma rimani con i piedi per terra. Un progetto ambizioso ha bisogno di basi solide.

♑ Capricorno

  • Amore: La Luna dona equilibrio emotivo, aiutandoti a esprimere i tuoi sentimenti con più calma e chiarezza. Un gesto di affetto stabile vale più di mille parole.

  • Lavoro: Giornata perfetta per organizzare e valutare le priorità. Mercurio ti aiuta a comunicare le tue idee in modo efficace e convincente.

  • Salute: La calma è la tua forza. Pratiche come il mindfulness ti aiutano a mantenere il controllo senza accumulare stress.

  • Finanze: Massima cautela. Le decisioni affrettate sono nemiche. Preferisci una strategia ponderata da attuare nei prossimi giorni.

  • Consiglio Astrologico: La stabilità si costruisce con pazienza. Oggi semina i germi per la sicurezza futura, senza forzare la mano.

♒ Acquario

  • Amore: Venere stimola l’armonia, ma Saturno richiede comunicazione discreta. Pensa prima di parlare per evitare inutili malintesi con il partner.

  • Lavoro: Saturno dona chiarezza mentale e pazienza. Ideale per fare ordine tra progetti e idee, pianificando con metodo i passi futuri.

  • Salute: Il benessere mentale è prioritario. Trova il tuo spazio per isolarti un po’ e ricaricare le energie.

  • Finanze: La pianificazione a lungo termine è la tua carta vincente. Niente spese folli, solo logica e lungimiranza.

  • Consiglio Astrologico: L’ordine esteriore riflette quello interiore. Mettere a posto la tua scrivania o i tuoi pensieri ti regalerà una grande serenità.

♓ Pesci

  • Amore: Venere e Nettuno nel tuo segno esaltano creatività e empatia. Perfetto per appianare discussioni con dolcezza e per vivere un amore sognante.

  • Lavoro: La tua intuizione è fiaccata. Fidati delle tue percezioni per prendere decisioni, ma cerca di ancorarle a un dato di realtà.

  • Salute: Attenzione a non disperdere energie. Bilancia riposo e attività. Il rischio è un calo di vitalità verso sera.

  • Finanze: Non farti ingannare da illusioni o da facili promesse. Resta con i piedi per terra nelle tue valutazioni.

  • Consiglio Astrologico: Fidati del tuo intuito, ma verifica sempre con la ragione. Il tuo sesto senso è un dono, non un sostituto del buonsenso.

Commento Finale di Paolo Tedesco

 È un giorno che invita a rallentare, a pianificare con cura e a ascoltare la voce del cuore e dell’intuito. Mentre l’entusiasmo del Sagittario spinge verso nuovi orizzonti, la presenza di Saturno in diversi aspetti ricorda a tutti l’importanza della pazienza, della stabilità e di un approccio ponderato, specialmente in ambito finanziario.

Non è una giornata per scatti in avanti solitari, ma per costruire basi solide, curare le relazioni e preparare il terreno per la settimana che verrà. Il consiglio universale delle stelle è chiaro: agire con il cuore, ma pensare con la testa.

Conte: “Soddisfatto, ma potevamo gestirla meglio. A centrocampo siamo contati, servono soluzioni”

Antonio Conte si gode la vittoria, ma non perde di vista la realtà. Nel dopo partita di Napoli-Atalanta, il tecnico azzurro accende un faro su un tema che lo preoccupa più di ogni altro: la coperta cortissima a centrocampo. “Il vero problema è che l’ultima tegola di Anguissa mi ha portato a fare delle riflessioni, proprio a livello oggettivo perché a centrocampo siamo rimasti veramente in pochi”, ammette a Sky, sottolineando come l’emergenza stia diventando strutturale. Elmas, definito “un jolly”, viene elogiato per la capacità di adattarsi a tutto, ma di centrocampisti di ruolo, ricorda Conte, “sono rimasti Lobotka e McTominay, più un ragazzo di prospettiva come Vergara, che però è più offensivo”.

Sul campo però, il Napoli ha dato segnali di vitalità. “È stato il miglior primo tempo stagionale, ritmi molto alti e grande intensità”, riflette il tecnico, convinto che solo una gestione più accorta nella ripresa avrebbe potuto rendere la serata perfetta. L’atmosfera del Maradona, descritta come “energia ed elettricità”, ha fatto il resto contro un’Atalanta comunque combattiva.

Le domande sulle presunte crepe post-Bologna non lo sfiorano. “Se ne preoccupa più chi è all’esterno. Io ho un rapporto forte con i miei giocatori, ci diciamo sempre la verità. Sono trasparente, senza maschere, a tanti non piace ma l’onestà me l’hanno insegnata”, ribadisce, respingendo con fermezza ogni narrazione di tensioni interne. E chiudendo la porta all’ipotesi di distrazioni o cali di concentrazione.

Il calendario non concede tregua. “Martedì giochiamo contro il Qarabag, la rivelazione della Champions. Dobbiamo recuperare energie e prepararci al meglio”, avverte Conte, ricordando a tutti che le vacanze possono attendere. Ora c’è da costruire un’identità, nonostante le assenze e una mediana in affanno numerico.

Napoli, Lang si sblocca: “Sono felice, questo è solo l’inizio”

Noa Lang si gode la prima vera notte azzurra. Il suo gol contro l’Atalanta non vale solo tre punti, ma una liberazione personale dopo settimane complicate. “La squadra è felice per il mio gol, non è stato un inizio facile ma vedevano quanto stessi lavorando. Questo è solo l’inizio. Ora sono felice, ma bisogna seguire Conte”, racconta a Dazn l’attaccante del Napoli, quasi a sottolineare quanto il rapporto con l’allenatore stia diventando il perno del suo rilancio.

Nel gruppo di Conte, però, non c’è spazio per fermarsi troppo a festeggiare. Lo ribadisce David Neres, mattatore della serata con una doppietta che ha indirizzato il match. “Il calcio è veloce, c’è subito un’altra partita. Bisogna continuare così”, afferma il brasiliano, consapevole che la continuità sarà il vero banco di prova per una squadra chiamata a ritrovare stabilità e ambizioni.

Due voci diverse, un messaggio unico: il Napoli vuole costruire da questa vittoria una nuova identità, e lo spirito mostrato al Maradona indica una strada che passa per lavoro, disciplina e fame di riscatto.

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