Far West alla Sanità: in cella due baby-sicari per tentato omicidio

La Polizia ha chiuso il cerchio sulla sparatoria dello scorso 18 gennaio. Due giovanissimi in sella a un motorino furono crivellati di colpi da un "commando" di coetanei armati.Uno è fratello del minorenne condannato per aver ucciso il musicista Giovanbattista Cutolo. Sfiorata la strage di innocenti che passeggiavano in piazza. Il movente resta un mistero, ma lo stile è quello della criminalità organizzata. I due presunti autori sono al carcere minorile.
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Napoli – Una pioggia di piombo, esplosa ad altezza d’uomo nel cuore della notte, in una piazza dove passeggiavano cittadini inermi. Un vero e proprio agguato in pieno stile camorristico, ma con protagonisti dei ragazzini.

La Polizia di Stato ha chiuso il cerchio sul tentato omicidio avvenuto lo scorso 18 gennaio nel Rione Sanità: all’alba di oggi sono scattate le manette per due minorenni, trasferiti in un Istituto Penale Minorile con le pesantissime accuse di tentato omicidio e porto e detenzione di armi da fuoco.

L’amara scoperta è che uno dei due giovani baby pistoleri è fratello del minorenne condannato per aver ucciso il musicista Giovanbattista Cutolo in piazza Municipio il 31 la notte del agosto del 2023 e che aveva suscitato l’indignazione popolare.

La trappola in Largo Totò

Tutto si consuma in pochi, frenetici istanti. È il 18 gennaio quando due giovani, a bordo di uno scooter, imboccano Largo Totò. Non sanno di andare incontro a una trappola. Secondo la meticolosa ricostruzione degli investigatori, in quello spiazzo staziona un gruppo di ragazzi.

Appena lo scooter fa la sua comparsa, la reazione del “branco” è fulminea: prima cercano riparo, poi scatta la controffensiva letale. Almeno due ragazzi del gruppo estraggono armi diverse e aprono il fuoco contro il ciclomotore in corsa. I rilievi conteranno ben 11 bossoli sull’asfalto.

La corsa in ospedale e strage sfiorata

Il bilancio è grave. I due giovani sullo scooter stramazzano al suolo, ma sopravvivono. La corsa in ospedale evidenzia ferite serie: uno dei due arriva al pronto soccorso con un pneumotorace e una ferita aperta al torace, a un passo dagli organi vitali; l’altro se la cava con due proiettili conficcati nel braccio sinistro.

Ma il dettaglio che fa più rabbrividire è il contesto. Come sottolineato dagli inquirenti, l’agguato è avvenuto in un orario notturno ma in una zona ancora densamente frequentata. Le telecamere mostrano passanti ignari e indifesi che transitavano in Largo Totò negli istanti immediatamente precedenti e successivi all’esplosione degli undici colpi. Poteva essere una strage di innocenti.

L’indagine lampo e l’ombra dei clan

A incastrare i due presunti baby-sicari è stata la Squadra Mobile di Napoli (III Sezione). Gli uomini della Mobile, lavorando a ritmo serrato fin dalla notte del raid, hanno passato al setaccio i filmati di decine di telecamere di videosorveglianza, mappando l’intero tragitto dello scooter e isolando i frame della sparatoria in piazza.

Resta ora da chiarire il perché. Il movente della spedizione punitiva è ancora oscuro, ma non ci sono dubbi sulla ferocia e sulle “modalità mafiose” dell’azione. I due minorenni arrestati si trovano ora a disposizione del GIP per l’interrogatorio di garanzia. L’inchiesta, formalmente ancora nella fase delle indagini preliminari, andrà avanti per capire se dietro le pistole di questi ragazzini ci sia la regia dei clan del quartiere.

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