Da Castellammare all’Albo d’Oro dei maestri d’arte contemporanei: il traguardo di Tullio Cotticelli

Il 48enne maestro d'arte stabiese riceve il prestigioso riconoscimento dalla Maisòn D'Art di Padova. Una carriera costellata di premi internazionali e dedicata all'arteterapia per i ragazzi diversamente abili: "La strada è la migliore università dell'empatia".
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Tullio Cotticelli, 48enne maestro d’arte originario di Castellammare di Stabia, ha raggiunto un nuovo, prestigioso traguardo: l’inserimento nell’Albo d’Oro dei Maestri Contemporanei. Il riconoscimento, conferito dalla Maisòn D’Art di Padova e approvato dal Registro Accademico Internazionale delle Belle Arti, arriva a coronamento di una carriera che fonde il talento artistico con una vocazione profonda per il sociale.

L’arte come strumento di inclusione

Al centro della vita e dell’opera di Cotticelli c’è l’impegno nell’arteterapia rivolta a ragazzi con disabilità, che il maestro preferisce definire “diversamente abili”. Un percorso iniziato anni fa con semplici disegni a matita su carta e che oggi ha portato i suoi allievi a realizzare complessi murales in 3D, utilizzando pittura e materiali come il polistirolo.

“L’arte è sempre stata la più grande forma di comunicazione, fin dai tempi dei graffiti nelle caverne,” spiega Cotticelli. “Oggi questo percorso ha cambiato forma: con dedizione siamo riusciti a renderlo uno strumento benefico dove c’è più bisogno di comunicare con mezzi diversi. I colori e le forme sono come la primavera: portano il sole e fanno sbocciare sorrisi e momenti di armonia.”

Una carriera tra riconoscimenti e impegno sociale

L’ingresso nell’Albo d’Oro si aggiunge a un palmarès già di altissimo livello. Nel corso degli anni, il maestro stabiese ha collezionato onorificenze di rilievo, tra cui:

Il titolo di Ambasciatore dell’Arte del Mediterraneo (conferitogli in Sicilia).

L’Oscar dell’Arte nel 2021.

Il prestigioso Leone d’Oro di Venezia per le Arti Visive.

A questi si affiancano i titoli accademici e professionali: una Laurea Honoris Causa in Arte, il titolo di Asacom per la disabilità e la qualifica di Arteterapeuta riconosciuta dal Miur. Eppure, Cotticelli non dimentica le sue origini e la sua formazione in gran parte autodidatta.

“Dedico questo inestimabile traguardo a chi, come me, si è costruito da solo provenendo dalla strada,” dichiara l’artista. “A volte è proprio quella l’università più importante, quella che ti laurea in empatia e nella capacità di immedesimarti negli ultimi e nei più bisognosi”.

Il legame con Castellammare e la speranza per il futuro

Nonostante il respiro internazionale della sua arte (che spazia anche tra musica e poesia), il legame con la nativa Castellammare di Stabia resta il fulcro della sua identità. Il successo non ha intaccato lo “spirito ribelle” dell’artista, da sempre orientato a remare contro le ingiustizie e a denunciare le realtà marginalizzate attraverso le sue tele.

Il suo sogno nel cassetto non guarda alla fama, ma alla memoria collettiva della sua comunità. “Spero un giorno di essere ricordato, mai per vanto, ma per un’impronta indelebile scolpita nella roccia: quella dell’uguaglianza a favore della disabilità, dando voce a chi non ne ha”.

In un mondo contemporaneo spesso distratto dai conflitti, la missione di Tullio Cotticelli è chiara: continuare a creare e servire attraverso la cultura, per non dimenticare mai le parti più belle dell’umanità, ovvero “i colori, la gioia, la solidarietà e il rispetto verso il prossimo”.

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