Truffe e raggiri, scattano le manette tra Osimo e Arezzo: dai ricambi fantasma all’incubo del falso nipote

Un 51enne condannato per una frode online del 2021 finisce ai domiciliari nelle Marche. In Toscana, la Squadra Mobile intercetta due malviventi in fuga dopo aver derubato un'anziana di oro e contanti.
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Osimo – Il cerchio della giustizia si chiude su tre truffatori in due distinte operazioni condotte tra le Marche e la Toscana. Se nel primo caso si tratta della conclusione di un iter giudiziario per un raggiro digitale, nel secondo è stato il tempestivo intervento della Polizia a sventare un odioso colpo ai danni di una vittima vulnerabile.

Osimo: la “trappola” del Marketplace costa 8 mesi di domiciliari

La giustizia ha presentato il conto a un 51enne di origini napoletane, ma residente a Osimo, condannato in via definitiva per una truffa commessa nel marzo 2021.

Il modus operandi: L’uomo aveva messo in vendita su un noto social network ricambi per auto a prezzi stracciati.

Il danno: Un acquirente di Fabriano, attirato dall’affare, aveva versato 250 euro su una carta prepagata.L’esito: Ricevuto il denaro, il venditore era svanito nel nulla.

I Carabinieri della stazione locale hanno eseguito l’ordine di carcerazione: l’uomo dovrà ora scontare la pena in regime di detenzione domiciliare.

Arezzo: il finto “Appuntato” e l’oro sottratto all’anziana

Scenario ben più drammatico quello vissuto da un’87enne del centro storico di Arezzo, finita nel mirino di due truffatori specializzati nel collaudato, ma sempre efficace, trucco del “finto nipote”.

Il raggiro telefonico

La vittima è stata contattata da un sedicente nipote che, con tono allarmato, implorava 5.000 euro per pagare multe urgenti ed evitare l’arresto. Quando l’anziana ha proposto di andare alle Poste, il malvivente l’ha convinta a restare in casa: “Non c’è tempo, passeranno i Carabinieri a ritirare quello che hai”.

Poco dopo, un complice si è presentato alla porta spacciandosi per un appuntato dell’Arma, riuscendo a farsi consegnare gioielli in oro e 450 euro in contanti. La fuga dei due complici è però durata poco:

Una pattuglia della Squadra Mobile ha notato l’andatura sospetta della loro auto.

Il veicolo è stato pedinato e fermato sul raccordo Arezzo-Battifolle.

La perquisizione ha portato alla luce l’intero bottino, nascosto nell’abitacolo.

I due uomini, entrambi con precedenti specifici, sono stati arrestati e trasferiti nel carcere di Arezzo. La refurtiva è stata interamente recuperata e riconsegnata alla legittima proprietaria, ponendo fine a un pomeriggio di angoscia.


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