Torre del Greco. Non solo tangenti per aggiudicarsi gli appalti dei lavori pubblici ma anche posti di lavoro. Un vero e proprio sistema articolato gestito, secondo gli inquirenti, da Vaccaro. Chi voleva aggiudicarsi l’appalto si riferiva a Vaccaro che poi gestiva la rata da versare alla criminalità organizzata. Ritirata la parte che gli spettava e che sarebbe servita per elargire regali “io investo” diceva, il resto era consegnato al boss di riferimento. Vaccaro viene indicato da tutti come il collante tra camorra e colletti bianchi. Un imprenditore che si mette a disposizione di tutti, facendo interessi di tutti. Al centro dell’inchiesta c’è anche la gestione del servizio di nettezza urbana con promesse, assunzioni pilotate e tangenti. Prima la Sa.Ba Ecologia, poi la Ego Eco che sarebbero state costrette a versare una somma fissa ogni mese che poi Vaccaro avrebbe smistato garantendo, inoltre, le assunzioni di parenti dei camorristi. Ma l’allora sindaco Borriello, fin quando è restato in carica, decise di revocare l’appalto interrompendo così il giro di soldi. Tuttavia su questa vicenda c’è un altro filone investigativo che vede Borriello accusato di corruzione. Un appalto, quello della Ego Eco, di 450mila euro mensili. La ditta avrebbe dovuto quindi versare una tangente da 5mila euro al mese che veniva divisa tra Vaccaro, il collaboratore di giustizia Pellegrino e Garofalo. Tutto cambiò quando venne scarcerato Luigi Papale, Garofalo tratteneva una cifra minore in favore di Papale. Il super testimone dell’inchiesta è Filippo Cuomo insieme a Giuseppe Pellegrino, braccio destro del boss Di Gioia e collaboratore di giustizia.
“Mio fratello – ha detto il collaboratore agli inquirenti durante un interrogatorio – mi ha racconta-to che Ciro si era accordato per la mia assunzione con la ditta di rifiuti che sarebbe venuta a lavorare a Torre del Greco da lì a poco. Era una ditta di Cassino che doveva subentrare alla Balsamo. Questa ditta era amica di Ciro Vaccaro. Questa azienda, però non ha mai iniziato a lavorare a Torre del Greco, quindi la mia assunzione è stata posticipata”.
Torre del Greco, la camorra chiedeva il pizzo ma anche posti di lavoro agli imprenditori
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