Diciotto anni dopo la strage del 18 settembre 2008, Castel Volturno torna a ricordare le sei vittime africane uccise dal clan dei Casalesi e rilancia la mobilitazione contro la costruzione di un Centro di permanenza per i rimpatri nell’area di Parco naturalistico «La Piana».
La giornata è stata organizzata dalle attiviste e dagli attivisti del centro sociale Ex Canapificio, dal movimento Migranti e Rifugiati di Caserta, da Castel Volturno Solidale ed Emergency. Il programma si è aperto in piazza Annunziata con un incontro con gli studenti dell’istituto comprensivo Garibaldi, per poi proseguire al chilometro 43 della Domiziana, a Ischitella, con un’assemblea laica e interreligiosa.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, il vescovo di Caserta e arcivescovo di Capua Pietro Lagnese, la prefetta di Caserta Lucia Volpe, il questore Andrea Grassi, il commissario prefettizio di Castel Volturno Fernando Mone, l’europarlamentare Sandro Ruotolo e rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e delle organizzazioni sindacali.
La commemorazione si è conclusa con un presidio proprio nell’area individuata per la realizzazione del Cpr. Da qui è arrivato l’annuncio di una mobilitazione permanente e della manifestazione regionale del 24 ottobre.
«Siamo qui oggi per ricordare l’impegno che come Centro sociale ed Ex Canapificio portiamo avanti quotidianamente nelle battaglie per l’ambiente, per i diritti e contro la camorra. Da oggi in poi la nostra mobilitazione sarà permanente per difendere questo territorio e non permetteremo che una terra già segnata dal sangue venga sfregiata da una prigione inutile e disumana», ha dichiarato Virginia Crovella del Comitato No Cpr.
L’appuntamento di ottobre è stato lanciato ufficialmente per «fermare la costruzione di qualsiasi Cpr». Tra i promotori figurano Castel Volturno Solidale, l’Arcidiocesi di Capua e Caserta, gli istituti comprensivi di Pinetamare e Garibaldi e il comitato regionale campano «No Cpr né qui né altrove».
Anche la Cgil Napoli e Campania ha ribadito la propria contrarietà al progetto, chiedendo «la riconversione dei 43 milioni di euro stanziati dal Governo per investirli in scuola, sanità e lavoro» e annunciando l’adesione alla manifestazione del 24 ottobre.
«Ribadiamo la nostra totale e netta contrarietà alla costruzione del Centro di permanenza per il rimpatrio a Castel Volturno e, più in generale, in qualsiasi altra parte del territorio nazionale. I Cpr sono veri e propri luoghi di detenzione e di sospensione dei diritti delle persone», ha precisato Elisa Laudiero della segreteria Cgil Napoli e Campania.
Secondo Laudiero, i 43 milioni di euro previsti per la struttura «devono essere investiti nella rinascita del territorio, in particolare per rafforzare il sistema scolastico, la salute pubblica, la mobilità e il lavoro».
«Immigrazione non è sinonimo di insicurezza. La vera sicurezza a Castel Volturno si garantisce contrastando la criminalità organizzata e valorizzando la vocazione storica del territorio come laboratorio di umanità e luogo di accoglienza», ha aggiunto.
«Confermiamo la nostra piena adesione e partecipazione, insieme alla rete del comitato No Cpr, alla manifestazione in programma il 24 ottobre per ribadire pubblicamente il rifiuto della struttura e chiedere risposte concrete al Governo», ha concluso Laudiero.



