Decisione Tribunale del Riesame

Napoli, revocato il divieto di avvicinamento a Tucci per i genitori di Martina Carbonaro

Per i coniugi Carbonaro, colpiti a luglio con braccialetto elettronico dopo le tensioni in aula con i familiari dell’ex fidanzato reo confesso, il collegio ha ritenuto infondati i presupposti della misura.
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Napoli – Il Tribunale del Riesame di Napoli ha revocato il divieto di avvicinamento, con applicazione del braccialetto elettronico, disposto lo scorso luglio dal gip di Napoli Nord nei confronti di Marcello Carbonaro e Fiorenza Cossentino, genitori di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa a colpi di pietra il 26 maggio 2025 ad Afragola dall’ex fidanzato Alessio Tucci, oggi 19enne e reo confesso.

La decisione del Riesame

Il collegio ha accolto l’istanza avanzata dalla difesa dei Carbonaro, rappresentata dall’avvocato Sergio Pisani, ritenendo venuti meno i presupposti per il mantenimento della misura cautelare. Secondo i legali, gli episodi contestati — episodi di tensione e alterchi verbali con alcuni familiari dell’imputato registrati nel corso delle udienze in Assise — andrebbero ricondotti a “meri sfoghi di dolore e disperazione”, e non a condotte integranti vere e proprie minacce, peraltro contestate nella forma aggravata.

Le ragioni della difesa

La difesa ha inoltre sollevato profili di compatibilità tra i limiti edittali del reato ipotizzato e l’applicazione di una misura restrittiva della libertà personale come il divieto di avvicinamento con braccialetto. In sostanza, per i legali dei genitori di Martina non sussisterebbero i requisiti di gravità e attualità del pericolo richiesti per giustificare il provvedimento.

Il contesto processuale

La misura era stata disposta dopo alcune fasi di forte tensione in aula tra i Carbonaro e i familiari di Tucci, nel processo per omicidio volontario pluriaggravato in corso davanti alla Corte d’Assise di Napoli. Fiorenza Cossentino, detta Enza, si era già presentata a deporre il 9 settembre con il braccialetto elettronico al polso, ricostruendo le ultime ore di Martina e denunciando il comportamento “tranquillo” dell’ex fidanzato della figlia anche dopo l’omicidio.

Le parole della madre

In aula la madre aveva raccontato di aver “trattato come un figlio” Tucci, prima che uccidesse Martina: “Ha pugnalato anche me. Non lo perdonerò mai”, aveva detto, chiedendo “giustizia vera” e luce su eventuali complici. La revoca del divieto di avvicinamento non incide sul processo di merito, dove Tucci risponde di omicidio pluriaggravato per la morte della 14enne, colpita più volte alla testa con una pietra dopo aver respinto un suo approccio

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