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IL COLPO NELLA NOTTE

Furto da film a Giugliano: rubati nel deposito delle aste i prodotti sequestrati ad Angelo Napolitano

I malviventi si sono introdotti nella struttura dell'Asi portando via gli smartphone targati Apple sigillati dalla Guardia di Finanza. Intanto ad ottobre prende il via il maxiprocesso per frode fiscale al Tribunale di Nola.
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Il colpo di notte nella zona Asi di Giugliano in Campania assume i contorni di un vero e proprio giallo. Gli smartphone di ultima generazione rubati all’interno del deposito di vendite giudiziarie di via Circumvallazione Esterna sono, infatti, i dispositivi finiti sotto sequestro nell’ambito della maxi-inchiesta a carico di Angelo Napolitano.

L’imprenditore e noto volto dei social network, patron del brand “Napolitano Store”, si prepara nel frattempo ad affrontare la prima udienza del processo a suo carico, fissata per l’inizio di ottobre al Tribunale di Nola.

Il blitz a Giugliano: bersaglio mirato

I malviventi si sono introdotti nell’area industriale penetrando nel locale destinato alla custodia dei beni confiscati e prossimi alla vendita all’asta. Un’azione rapida e chirurgica: la banda ha puntato dritto alla merce di maggior valore, asportando numerosi iPhone targati Apple destinati a essere messi all’incanto.

Sull’episodio stanno lavorando a ritmo serrato i Carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Giugliano, che hanno eseguito i rilievi tecnici ed evidenziato la possibilità di un furto su commissione o di un piano orchestrato per far sparire prove e recuperare beni preziosi.

L’impero social e l’inchiesta per frode fiscale

I dispositivi sottratti rappresentano il cuore dell’impero commerciale costruito da Napolitano, diventato famosissimo su TikTok grazie alla vendita di smartphone e tecnologia a prezzi nettamente inferiori rispetto al mercato d’origine. Un volume d’affari esploso nel giro di pochi anni ma finito sotto il faro della Procura di Nola e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli.

Secondo le accuse degli inquirenti, dietro quei “prezzi pazzi” ampiamente sponsorizzati sul web si nascondeva un articolato sistema di frode fiscale:

  • Evasione Iva e fatture false:  Contestata un’evasione dell’imposta sul valore aggiunto per oltre 5,7 milioni di euro, con l’utilizzo di operazioni inesistenti per giustificare le uscite di merce dal magazzino.
  • Vendite in nero e doppi listini: L’impiego di una “doppia contabilità” che garantiva forti sconti ai clienti disposti ad acquistare in contanti o con banconote di grosso taglio.
  • Sequestro miliardario: Il quadro indiziario aveva già portato al sequestro preventivo di beni per circa 6 milioni di euro, tra cui negozi, immobili, contanti e uno yacht di lusso da 16,5 metri.

Ad ottobre al via il processo a Nola

Mentre le forze dell’ordine tentano di risalire agli autori del colpo a Giugliano, l’attenzione giudiziaria si sposta ora sulle aule del Tribunale di Nola. A inizio ottobre prenderà infatti il via il processo che vedrà il tiktoker sul banco degli imputati per difendersi dalle pesanti accuse di frode, emissione di fatture false ed evasione fiscale. Un appuntamento cruciale che dovrà fare luce sulla reale gestione finanziaria del “Napolitano Store”, adesso reso ancora più complesso dall’improvviso e sospetto raid notturno.

Il patrimonio sotto chiave

Dalle barche di lusso a 13mila dispositivi: la mappa del tesoro sequestrato al “king dei prezzi pazzi”Un patrimonio stimato in quasi 6 milioni di euro congelato dalla Guardia di Finanza: tra i beni spiccano uno yacht di 16,5 metri, punti vendita, conti correnti e migliaia di articoli finiti poi alle aste giudiziarie.

Il sequestro eseguito dalla Guardia di Finanza di Napoli su disposizione del GIP del Tribunale di Nola ha colpito al cuore l’impero economico della A.M. Distribution S.r.l., la società riconducibile all’imprenditore e tiktoker Angelo Napolitano. L’operazione ha portato al congelamento preventivo di risorse finanziarie, beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro.

Lo yacht da sogno e i beni di lusso

Tra i beni di maggior impatto figurano:Yacht da 16,5 metri: un’imbarcazione di lusso intestata formalmente a terzi, ma ritenuta dagli inquirenti nella piena disponibilità ed utilizzo di Napolitano. Immobili e store fisici: apposti i sigilli ai diversi punti vendita “Napolitano Store” (tra cui le sedi di Casalnuovo e Napoli) ed eseguiti sequestri di natura patrimoniale su fabbricati e conti aziendali.

Il magazzino dei record: 13.000 articoli sotto custodia

Oltre ai beni mobili registrati, l’intervento dei finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria ha portato al blocco di una quantità enorme di merce destinata alla vendita al dettaglio. La relazione tecnica inviata agli organi giudiziari conta infatti oltre 13.000 articoli stipati nei depositi:

  • Prodotti Apple di ultima generazione: centinaia di smartphone (dagli iPhone 11 ai recentissimi iPhone 16 e 17 Pro Max), oltre a iPad, MacBook, Apple Pencil e AirPods.
  • Gaming e intrattenimento: decine di console PlayStation 5, PS5 Pro, Nintendo Switch, controller e centinaia di titoli per videogame.
  • Elettrodomestici e Hi-Tech: centinaia di Smart Tv (Samsung, LG, Xiaomi), lavatrici, frigoriferi, lavasciuga, condizionatori, macchine da caffè e piccoli elettrodomestici.

Il conferimento alle Aste Giudiziarie

Parte di questi prodotti, trasferiti dai negozi e dalle sedi societarie al deposito dell’Istituto Vendite Giudiziarie (compreso l’impianto dell’Asi di Giugliano teatro del recente furto notturno), è stata progressivamente inserita nei lotti d’asta della procedura del Tribunale di Nola per tentare di recuperare i proventi dell’evasione fiscale contestata

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