“Assolutamente non ho mai avuto interessi” negli affari di Lavitola, “mai un euro”, “ho fatto tutto esclusivamente in un rapporto di amicizia, in cui ho creduto”. Lo ha detto il giornalista ed ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci alla Festa del Fatto a Marina di Pietrasanta.
L’ex conduttore risponde a distanza alle notizie trapelate sulla testimonianza di Natàlia Potenza, l’ex compagna di Valter Lavitola, ascoltata dai pm dell’antimafia della Procura di Roma che indagano sull’attentato ai suoi danni. La donna ha anche rivelato che alcuni giorni dopo la perquisizione a casa del faccendiere ci sarebbe stato un incontro a telefoni ‘spenti’ tra Ranucci e l’ex compagno. Circostanza che, oggi, Ranucci ha voluto smentire sia sui suoi profili social che a margine della Festa del Fatto.
“Nessun incontro segreto con Lavitola ero in tournèe per sette giorni”
“Assolutamente no, basta che andate a vedere che ero in tournée per sette giorni, quindi” ha detto rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se fosse avvenuto l’incontro ‘riservato’ vis a vis, con Lavitola reo confesso di essere il mandante dell’attentato del 16 ottobre 2025.
“Non voglio candidarmi, presenterò un ricorso di urgenza per essere reintegrato a Report”
“Ho letto che i magistrati mi riascolteranno, penso di sì e credo che sia giusto” ha ribadito. Poi sulle indiscrezioni riguardo a un suo possibile futuro in politica è stato categorico: “Chi pensa alla mia candidatura pensa male. Io voglio fare il giornalista”. A tal proposito annuncia che “probabilmente” presenterà “un ricorso di urgenza” per il reintegro. “Secondo voi io mollo? Stanno cercando di fare di tutto per portarmi in politica perché da giornalista continuo a essere scomodo – ha sottolineato -. Per questo continuerò a fare Report”.
E poi rincara la dose: “Agirò in giudizio in tutte le sedi, paghi chi ha la responsabilità dei gesti”, “ho in mente tre uffici, i responsabili di questi uffici”, “dovevano creare una narrazione che giustificasse la mia rimozione”. Ma non risparmia attacchi diretti neanche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Voleva essere la premier del merito ma in questi anni, se guardiamo la Rai, è stata premiata l’ideologia e l’amichettismo, in cui il merito non conta”. Proprio dell’azienda si è detto “molto deluso”. Allo stesso tempo preannuncia “centinaia di querele e richieste di risarcimento danni” nei confronti dei colleghi giornalisti.



