Airola – È sul terreno giudiziario che entra ora l’incendio divampato lo scorso 31 agosto nell’area industriale di Airola, nel Beneventano. Un rogo di vaste proporzioni che ha interessato il sito destinato allo smaltimento dei rifiuti e che ha richiesto giorni di lavoro per le squadre impegnate nelle operazioni di spegnimento.
Un’emergenza che, a distanza di giorni, non può ancora considerarsi completamente superata. Nella giornata di ieri, infatti, il vento ha contribuito a ravvivare alcune braci ancora presenti, provocando la ripresa di focolai all’interno dell’area già interessata dalle fiamme.
Una situazione che ha alimentato ulteriormente la preoccupazione della popolazione e dei comitati e delle associazioni del territorio, già in allarme per le possibili conseguenze ambientali del rogo.
La Procura: accertamenti sulle eventuali responsabilità
Di fronte alla gravità dell’episodio, la Procura della Repubblica di Benevento ha avviato un’inchiesta e disposto il sequestro dell’area interessata dall’incendio.
L’obiettivo degli investigatori è ricostruire la dinamica dell’accaduto e verificare se dietro il rogo possano esserci responsabilità di natura penale. Gli accertamenti, come sottolineato dalla Procura, sono ancora in corso e sono coperti dal segreto investigativo.
«Questa Procura comprende e condivide fino in fondo le apprensioni della comunità», viene evidenziato nella nota, nella quale si ribadisce l’impegno dell’ufficio giudiziario a fare piena luce sull’accaduto.
Un’indagine che, viene precisato, «per la sua intrinseca natura e complessità» potrebbe richiedere tempi non brevi.
Il nodo del sequestro: nessun rallentamento per la messa in sicurezza
Uno degli aspetti sui quali la Procura ha voluto fare chiarezza riguarda proprio il sequestro dell’area.
La misura, spiegano i magistrati, non impedisce né rallenta gli interventi necessari per affrontare l’emergenza. Il compito dell’autorità giudiziaria è infatti quello di accertare eventuali responsabilità penali, mentre non rientra nei suoi poteri ordinare direttamente l’esecuzione delle opere di messa in sicurezza.
Anche in presenza del sequestro, tuttavia, le attività necessarie potranno essere effettuate previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
Rifiuti residui e controlli ambientali
Il tema ora è duplice: da una parte l’inchiesta per stabilire cosa abbia provocato l’incendio e se vi siano responsabilità; dall’altra la necessità di mettere definitivamente in sicurezza il sito.
La Procura assicura che il procedimento penale non condizionerà «in alcun modo» il monitoraggio dell’area, la gestione dei rifiuti residui e gli interventi di messa in sicurezza del sito e delle zone circostanti.
L’ufficio giudiziario ha inoltre garantito la massima collaborazione per esaminare e autorizzare con immediatezza le richieste di intervento che saranno presentate dai soggetti titolati.
L’appello ai soggetti responsabili
Proprio su questo punto arriva l’invito della Procura a non perdere tempo. I soggetti chiamati a intervenire sono sollecitati ad attivarsi «con la massima tempestività» per affrontare le criticità ancora presenti nell’area industriale.
L’indagine, dunque, proseguirà sul fronte delle responsabilità penali, mentre sul territorio resta prioritaria la gestione dell’emergenza ambientale.
Ad Airola, dopo giorni di fumo, fiamme e paura, la partita si sposta ora su due binari paralleli: accertare cosa sia realmente accaduto e, nello stesso tempo, impedire che i residui dell’incendio possano trasformarsi in una nuova emergenza per il territorio e per la popolazione.



