”Ho l’impressione che a ‘La Doria’ Acerra non piaccia. Dalla dismissione dello stabilimento, siamo passati alla ricerca di un pretesto per licenziare chi con fatica ha portato avanti la lotta affinche’ l’azienda restasse in citta”’. Lo ha detto il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, esprimendo la propria solidarieta’ a Michele Gaglione, l’ex rsu dell’ormai dismesso sito cittadino ‘La Doria’, licenziato oltre un mese fa per aver commentato un post pubblicato da un amico su Facebook. Di Donna, che nei giorni scorsi ha incontrato il lavoratore, e’ schierato da tempo al fianco degli operai dell’ex fabbrica cittadina, e sottolinea di essersi scontrato ”sin dall’inizio con la rigidita’ dei vertici”, che il presule definisce ”chiusi e inflessibili”, e che ora ”si negano anche al telefono”. L’azienda ha chiuso il sito acerrano lo scorso ottobre, trasferendo tutti i lavoratori negli stabilimenti salernitani del gruppo. ”Oggi – aggiunge – dopo il licenziamento dell’operaio e sindacalista Michele Gaglione, l’amarezza e la delusione sono ancora piu’ grandi, perche’ dalla dismissione dello stabilimento e dalla completa chiusura di fronte alle ragioni di un’intera Citta’, siamo passati alla ricerca di un pretesto per licenziare chi con fatica e impegno ha portato avanti la lotta affinche’ l’azienda rimanesse e investisse in un territorio gia’ martoriato dal dramma umanitario dell’inquinamento ambientale. E forse per questo piu’ fastidioso e pericoloso”. Il vescovo, quindi, ha sollecitato ancora una volta tutte le Istituzioni, ”in particolare quelle locali”, ad ”un impegno piu’ convinto e credibile che offra possibilita’ concrete di riscatto al territorio”.
Il vescovo di Acerra: ‘Forse a ‘La Doria’ la città non piace’
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