L’iniziativa Catalyst punta a snellire la gestione degli studi clinici ospedalieri attraverso digitalizzazione, competenze dedicate e maggiore integrazione tra ospedale e territorio, con piloti in quattro regioni italiane e dati sull’attività di ricerca.


Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
Novartis annuncia Catalyst, un progetto volto a rendere più efficiente la gestione degli studi clinici negli ospedali italiani, intervenendo su burocrazia, carenze di personale e integrazione con i percorsi di cura. Le attività inizieranno con piloti in Lombardia, Veneto, Toscana e Campania.
Il programma punta a digitalizzare processi, valorizzare le professionalità dedicate e potenziare le Clinical Trial Unit, strutture dedicate alla gestione degli studi. Secondo quanto riportato dall’azienda, in Italia sono attivi 924 centri clinici e coinvolti oltre 2.000 pazienti in attività di ricerca e sviluppo. Le aree di intervento includono oncologia, cardio-renale-metabolica, immunologia e neuroscienze, con soluzioni che spaziano dalla medicina di precisione alle terapie con radioligandi, siRNA e terapie cellulari e geniche.
«La ricerca è una parte fondamentale del percorso di cura e la sua gestione richiede una visione più strategica e integrata, a partire dalla standardizzazione e digitalizzazione dei processi degli studi clinici presso i centri», ha dichiarato Paolo Petralia, direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e vicepresidente Fiaso.
«L’ambizione è creare le condizioni organizzative affinché la ricerca generi benefici concreti e misurabili per i pazienti, i professionisti e il sistema, attraverso processi sempre più integrati, standardizzati e digitalizzati».
«Oggi la sfida non è soltanto aprire nuove frontiere della scienza, ma assicurare che il valore dell’innovazione possa tradursi in un impatto concreto sulla vita delle persone»
Queste dichiarazioni fanno riferimento a Federico Mambretti, Country President di Novartis Italia.
L’evento correlato è stato promosso in occasione dei 250 anni di innovazione scientifica celebrati da Novartis e dei 30 anni dalla nascita dell’azienda. All’incontro ha contribuito anche lo scrittore Paolo Giordano con un testo inedito sul significato della scienza e sull’apporto dell’innovazione medico-scientifica alla vita delle persone.
Nella cornice del progetto, si evidenzia anche il divario tra valore riconosciuto alla ricerca e conoscenza diffusa. L’indagine AstraRicerche “Valore, percezione e impatto della ricerca clinica in Italia” evidenzia che il 78% degli italiani ritiene l’innovazione e la ricerca leve per lo sviluppo del Paese, mentre l’84% le ritiene importanti per il benessere sociale. Tuttavia, solo il 27,1% si dichiara molto o abbastanza informato sul tema.
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