

Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi è nuovamente ricoverato al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. La conferma è arrivata dalla stessa struttura sanitaria nella notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre. Il critico d’arte, politico ed ex sottosegretario alla Cultura ha 74 anni.
Le prime informazioni diffuse parlano di un ricovero per accertamenti e monitoraggio clinico. Successivamente, alcune fonti hanno riferito che Sgarbi sarebbe stato trasferito in terapia intensiva e che le sue condizioni sarebbero serie. Al momento, tuttavia, non è stato diffuso dall’ospedale un bollettino medico ufficiale in grado di precisare la natura del problema e l’esatta situazione clinica.
Una cautela necessaria, dunque, in attesa di eventuali comunicazioni ufficiali da parte dei sanitari.
Il nuovo ricovero riporta alla memoria il difficile periodo attraversato da Sgarbi nella primavera del 2025, quando rimase per oltre un mese al Gemelli.
In quella circostanza lo stesso critico aveva parlato pubblicamente della profonda crisi depressiva che lo aveva colpito, accompagnata da isolamento, perdita di peso e difficoltà ad alimentarsi.
Dopo il lungo periodo di cura, Sgarbi aveva progressivamente ripreso a mostrarsi in pubblico, anche se con una presenza molto più sporadica rispetto al passato.
Una delle immagini più significative degli ultimi mesi risale al 19 febbraio 2026, quando Sgarbi partecipò a Ferrara alla presentazione del restauro di una grande tela di Giuseppe Avanzi alla Certosa.
Si trattò della sua prima apparizione pubblica in città dopo oltre un anno e mezzo. In quell’occasione il critico, presidente della Fondazione Ferrara Arte, prese parte alla conferenza dedicata al ritorno dell’opera nella chiesa di San Cristoforo.
Le immagini della sua presenza all’evento avevano attirato una grande attenzione sui social e sui media.
L’8 maggio scorso Sgarbi aveva inoltre festeggiato a Venezia il suo 74° compleanno. In quell’occasione era stato ricevuto alla sede della Biennale, a Ca’ Giustinian, dal presidente Pietrangelo Buttafuoco.
La sua presenza nella città lagunare aveva rappresentato un ulteriore segnale del ritorno del critico alla vita pubblica dopo il difficile periodo precedente.
Negli ultimi mesi, accanto alle questioni legate alla salute, il nome di Sgarbi è stato al centro anche di una delicata vicenda giudiziaria familiare.
La figlia Evelina aveva chiesto al Tribunale civile di Roma la nomina di un amministratore di sostegno per il padre, sostenendo la necessità di verificare la sua capacità di gestire autonomamente la propria persona e i propri interessi.
La vicenda, però, ha avuto sviluppi diversi da quanto inizialmente prospettato: nel dicembre 2025 il Tribunale di Roma aveva respinto la richiesta di nomina dell’amministratore di sostegno, disponendo però una perizia medica per valutare le capacità di Sgarbi rispetto alle decisioni personali e patrimoniali di particolare complessità.
Nel febbraio 2026 il Tribunale aveva inoltre respinto l’istanza della figlia per la revoca del consulente tecnico d’ufficio incaricato della valutazione.
Un altro capitolo recente della vicenda di Sgarbi riguarda il procedimento giudiziario sul dipinto “La cattura di San Pietro” di Rutilio Manetti.
Il 16 febbraio 2026 il critico d’arte è stato assolto a Reggio Emilia, con rito abbreviato, dall’accusa di riciclaggio relativa all’opera. La Procura aveva chiesto una condanna a tre anni e quattro mesi.
Sgarbi era rimasto imputato per il solo reato di riciclaggio, mentre le contestazioni relative alla contraffazione e all’autoriciclaggio di beni culturali erano state precedentemente archiviate.
Ora l’attenzione è concentrata sulle condizioni di salute del critico d’arte.
Il ricovero al Gemelli è stato confermato dalla struttura sanitaria, mentre le notizie sul trasferimento in terapia intensiva e sulla gravità delle condizioni provengono da fonti riportate da diverse testate. Non risultano, al momento, comunicazioni mediche ufficiali che consentano di aggiungere dettagli sulla patologia o sulla prognosi.
Per questo, nelle prossime ore, sarà fondamentale attendere eventuali comunicazioni del Policlinico Gemelli o della famiglia per comprendere l’effettivo quadro clinico di Sgarbi.
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