

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
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Milano – E’ stato arrestato e condotto in carcere nella notte Youssef Siher, il 30enne ricercatore italiano di seconda generazione ritenuto la ‘mente’ del Movimento 17 ottobre legato agli scontri avvenuti a Milano lo scorso weekend. Le ipotesi di accusa sono istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità di terrorismo e l’articolo 420 bis del nuovo decreto legge, ovvero violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La moglie risulta indagata a piede libero per gli stessi reati.
Nel profilo del 30enne l’impiego in una startup Usa di IA, collaborazioni con quotidiani, un dottorato e un’organizzazione segnalata dai servizi Nato a Brescia. Il presunto regista di scontri e saccheggi del 17 e 18 ottobre, è indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo
La polizia ha bloccato il 30enne prima che alle 14,30 di ieri, sabato 24 ottobre, quando dovevano essere virtualmente aperte “le buste” con i tre punti di ritrovo dei casseurs, il canale Telegram e il profilo Instagram del Movimento 17 ottobre.
Youssef Siher, 30enne, nato a Brescia, di origine marocchina è il presunto amministratore della pagina del movimento. Secondo gli inquirenti sarebbe la mente degli scontri e dei saccheggi di sabato e domenica 17 e 18 ottobre è indagato dalla Procura di Milano per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall’uso del mezzo informatico.
In casa a Brescia durante le perquisizioni sarebbero state trovate anche mappe delle piazze individuate per le mobilitazioni. Dopo un lungo interrogatorio nella sede della polizia postale a Milano, il 30enne è stato condotto in carcere nella notte.
Il fermo è avvenuto in collaborazione con l’Aisi (una delle due agenzie di servizi informazioni italiane) che ha rintracciato l’autore della pagina dopo averne seguito le tracce sul web da lunedì scorso, quando la denominazione del movimento è spuntata nella galassia dei social rivendicando la paternità di scontri e saccheggi.
Siher, da circa un anno, lavora per Mercor, la startup americana di intelligenza artificiale il cui motto è «organizzare l’intelligenza umana per alimentare l’economia dell’IA».
«Contribuisco – si legge sul suo profilo Linkedin – a diversi progetti di etichettatura dei dati, valutazione e addestramento di intelligenze artificiali». E questo spiegherebbe come sia riuscito a far proseliti fino a rendere virale il movimento dei giovani e a restare nascosto fino a ieri.
Sarebbe stato Siher a innescare e a manipolare gli stessi casseur (i giovanissimi che hanno dato vita agli scontri di Milano e a quelli delle altre città saccheggiando e rompendo vetrine). Una sorta di cattivo ‘maestro’ dietro al grande ‘gioco’ dilagato sui social e messo in atto nelle piazze italiane.
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