La Procura di Torre Annunziata, insieme a Capitaneria di porto e Carabinieri, ha disposto il sequestro preventivo dello stabilimento I.D.A.V. SpA per scarichi abusivi e violazioni ambientali, nell'ambito delle indagini contro l'inquinamento del fiume Sarno.


Sequestrato a Striano stabilimento dolciario per gravi violazioni ambientali nel bacino del fiume Sarno
Un nuovo capitolo nelle indagini sull’inquinamento del fiume Sarno si è aperto il 4 agosto 2026 con il sequestro preventivo dello stabilimento della società I.D.A.V. SpA, attiva nel settore dolciario a Striano.
L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata e svolta dalla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia con la collaborazione della Stazione Carabinieri di Striano, ha fatto emergere gravi irregolarità ambientali.
L’azienda era già stata posta sotto sequestro il 10 dicembre 2024 dal NOE dei Carabinieri di Napoli a seguito di un decreto emesso dal Gip di Torre Annunziata, per reati ambientali che includono inquinamento, scarichi abusivi di reflui industriali, emissioni non autorizzate e violazioni edilizie e paesaggistiche. Nel luglio 2025 il Tribunale aveva disposto il dissequestro con la prescrizione esplicita che lo stabilimento non potesse essere utilizzato per attività produttive.
Le verifiche recenti hanno però rilevato che l’attività lavorativa era ripresa senza le necessarie autorizzazioni ambientali: mancava il permesso per lo scarico delle acque reflue industriali, che venivano invece disperse direttamente sul piazzale antistante e raccolte in cisterne adiacenti al canale rio Foce.
Inoltre, l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera era sospesa dal Comune di Striano e confermata dal TAR, ma l’azienda continuava le attività produttive in violazione del divieto imposto dal Tribunale.
All’interno dello stabilimento venivano lavorati prodotti derivati dalla frutta, come ciliegie, pesche, albicocche e arance, con cisterne metalliche etichettate per lo stoccaggio. Considerata la situazione di irregolarità e il rischio di aggravamento del danno ambientale, le forze dell’ordine hanno eseguito nuovamente il sequestro urgente dell’area di 5.000 mq.
Questa operazione si inserisce in una più ampia campagna di controlli e indagini, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata con il supporto tecnico dell’ARPAC e in sinergia con le Procure di Avellino e Nocera Inferiore, volta a contrastare ogni fonte di inquinamento nel bacino idrografico del fiume Sarno e lungo la costa della penisola sorrentina. Il procedimento è ancora in corso e, secondo il principio di presunzione di innocenza, nessuna colpevolezza è stata ancora accertata in via definitiva.
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