Non si placa la polemica scoppiata a seguito dei recenti lavori del Consiglio Regionale della Campania. Le parole pronunciate lo scorso 29 luglio dall’onorevole Gennaro Sangiuliano, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha puntato il dito contro lo stato di manutenzione e la pulizia dei taxi in servizio nel capoluogo campano, hanno innescato una pronta e severa presa di posizione da parte degli operatori del settore.
A rispondere con fermezza è il Comitato Tassisti di Base di Napoli, che attraverso una nota ufficiale definisce le esternazioni del parlamentare “inopportune e distanti dalla reale quotidianità” vissuta da chi ogni giorno lavora dietro al volante.
Oltre il decoro: la stretta economica sulle auto bianche
La categoria ci tiene innanzitutto a chiarire un punto fondamentale: la qualità del servizio pubblico non è in discussione, così come il dovere di ogni conducente di garantire un mezzo pulito, decoroso ed efficiente. Tuttavia, i rappresentanti dei tassisti denunciano il rischio di una narrazione riduttiva, che finisce per focalizzarsi su singoli episodi isolati dimenticando la profonda crisi strutturale che sta colpendo l’intero comparto.
Mantenere in strada un taxi oggi, spiegano gli operatori, è diventata un’impresa sempre più complessa e onerosa. I costanti rincari dei carburanti e dell’energia elettrica, l’impennata dei costi assicurativi, l’aumento delle tariffe per i tagliandi e i pezzi di ricambio pesano in maniera drammatica sui bilanci familiari delle auto bianche, costrette a muoversi all’interno di tariffe amministrate e bloccate dai regolamenti comunali.
L’invito alle istituzioni: ascolto e soluzioni
Nel comunicato diffuso dal Comitato si rivolge quindi un appello diretto all’onorevole Sangiuliano e all’intera classe politica regionale, affinché le istituzioni assumano un ruolo propositivo e costruttivo. Più che esternazioni sferzanti e giudizi generalizzati, il settore attende tavoli di confronto e misure di sostegno idonee a calmierare i costi di gestione di un servizio che rimane essenziale per la mobilità cittadina e turistica.
Da qui la provocazione, ma anche l’apertura al dialogo: l’invito formale al capogruppo di FdI a salire a bordo dei taxi napoletani non per un semplice controllo di facciata, ma per ascoltare dalla voce diretta dei lavoratori quali siano le reali difficoltà gestionali della quotidianità. Un passaggio rimarcato nel finale della nota, dove si ricorda come il silenzio possa talvolta rivelarsi costruttivo, specie quando non è accompagnato da soluzioni pratiche.



