

Il ricordo degli amici di Michele Annunziata
Sarno – Una svolta giudiziaria destinata a riaccendere i riflettori su una delle pagine più dolorose della sanità dell’Agro Nocerino-Sarnese. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nocera Inferiore ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per otto medici dell’ospedale “Martiri del Villa Malta” di Sarno.
L’accusa, a vario titolo, è di omicidio colposo in ambito sanitario per la morte del quattordicenne Michele Annunziata, avvenuta nel febbraio del 2024 dopo un drammatico calvario clinico.
La vicenda risale a due anni fa, quando il giovane Michele venne accompagnato dai familiari presso il pronto soccorso del nosocomio sarnese a causa di forti malesseri, persistenti dolori e una sintomatologia che – secondo l’ipotesi accusatoria – avrebbe dovuto spingere i sanitari a un monitoraggio ben più severo e a indagini diagnostiche approfondite.
Al contrario, secondo quanto ricostruito dai consulenti tecnici nominati dalla Procura durante la fase delle indagini preliminari, vi sarebbero state imperizie, omissioni e sottovalutazioni del quadro clinico del ragazzo. Errori a catena e una presunta catena di ritardi che si sono rivelati fatali: Michele si spense nel giro di pochissimi giorni, lasciando un’intera comunità sotto shock e una famiglia distrutta che, fin dal primo momento, ha chiesto a gran voce che venisse fatta luce su ogni singolo istante di quella degenza.
L’atto firmato dai magistrati nocerini mette ora la parola fine alla fase investigativa, escludendo la tesi della fatalità imprevista e puntando il dito contro i “camici bianchi” delle divisioni che ebbero in carico il quattordicenne dal momento del suo primo accesso in struttura fino al tragico epilogo.
Il punto chiave dell’inchiesta: La Procura contesta agli indagati una condotta colposa caratterizzata da negligenza e imperizia, ipotizzando che esami più tempestivi o un diverso approccio terapeutico avrebbero potuto salvargli la vita.
Con la richiesta di fissazione dell’udienza preliminare, la palla passa adesso al Giudice per le Udienze Preliminari (GUP) del Tribunale di Nocera Inferiore. In quella sede, i legali dei medici indagati avranno modo di presentare le proprie memorie difensive per smontare l’impianto accusatorio, mentre la famiglia del piccolo Michele si appresta a costituirsi parte civile per ottenere quella verità che attende ormai da più di due anni.
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